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Sferzata del Cavaliere Giallo sulla caserma Montelungo: nuova Gamec e auditorium - BergamoNews
Bergamo

Sferzata del Cavaliere Giallo sulla caserma Montelungo: nuova Gamec e auditorium fotogallery

Dario Guerini, uno dei sedici soci fondatori dell'associazione Il Cavaliere Giallo, spiega perché i Magazzini Generali non siano il luogo adatto per l'ubicazione della nuova Gamec e rilancia il recupero delle caserme Montelungo e Colleoni per realizzare una cittadella dell'arte che ospiti, oltre alla nuova Gamec, anche un auditorium, un parco e spazi di incontro.

Il complesso militare che ospitava le caserme Montelungo e Colleoni per ora è un relitto, una piccola fortezza abbandonata a se stessa nel cuore della città. Ma l’amore per la propria città e la passione civica che contraddistingue i componenti dell’associazione “Il Cavaliere Giallo”, da quel complesso di immobili ormai fatiscenti tra i parchi Suardi e Marenzi riescono ad immaginare una cittadella dell’arte. Non è uno sguardo sognante. È qualcosa di concreto: un progetto.

BOCCIATI I MAGAZZINI GENERALI

Con una premessa che Dario Guerini, uno dei sedici fondatori dell’associazione di cui è stato presidente per otto anni, tiene a ribadire: “La Gamec ai magazzini generali, come vorrebbe Ubi Banca e l’amministrazione Tentorio, non sa da fare”. Perché? La risposta di Guerini, che si fa portavoce del Cavaliere Giallo, è articolata in diversi punti: “Perché è un luogo periferico, di difficile raggiungimento. Perché è una soluzione non prevista dal Pgt che in quel punto ha previsto un’area verde. Perché lascia un vuoto in altre aree della città. Perché un’istituzione culturale che appartiene alla città non può essere inserita in un comparto territoriale come costola di una istituzione privata, seppur importante fondazione bancaria. 
È un errore concettuale e strategico insieme, non dimentichiamo che la Gamec in futuro potrebbe avere necessità di supporti finanziari importanti anche da parte di altre istituzioni bancarie e non”.

E ancora per dimostrare la totale bocciatura della Gamec ai Magazzini Generali: “Gli spazi "industriali" possono anche essere interessanti, ma di fatto ai Magazzini Generali lo spazio è scandito da una fitta rete di pilastri e non c’è margine per una più libera espressione per l’arte contemporanea se non quella che può avvenire all’interno di scatole chiuse – prosegue Guerini –. La situazione della Montelungo, invece, permetterebbe di interagire anche con lo spazio aperto, con il tema della natura, in particolare dei due parchi – Marenzi e Suardi – e dello spazio pubblico della nuova piazza. L’arte contemporanea ha sempre più necessità di uscire dal chiuso degli spazi museali. Nella grande piazza e all’interno dei due parchi potrebbero nascere bellissime istallazioni temporanee e permanenti”.

Non è solo disapprovazione quella del Cavaliere Giallo.

LA VISIONE DI UN PROGETTO

Lo sguardo sul futuro della Montelungo è fatto di visioni, ma concrete. Infatti l’associazione ha elaborato una proposta progettuale che ha coinvolto Paolo Belloli, già presidente dell’Ordine degli architetti di Bergamo.

“Abbiamo provato a seguire un percorso partendo da un progetto per cercare all’interno di un’idea le soluzioni alla quale adattare il tragitto procedurale – osserva Guerini – per questo motivo abbiamo ritenuto importante arrivare ad una proposta di concept progettuale per rendere il più concreti possibile i nostri obiettivi”.

Il motivo che spinge un’associazione culturale a progettare uno spazio pubblico così di rilievo è presto spiegato per Guerini. “Uno dei vantaggi dell’azione di un’associazione culturale è proprio questo – evidenzia Guerini – che si può muovere con maggiore libertà e freschezza rispetto ai rigidi meccanismi che spesso ingessano l’azione delle istituzioni. Un’associazione come la nostra si può permettere di lanciare lo sguardo un po’ oltre i paletti di un rigido pragmatismo che a volte rappresenta un alibi alla mancanza di idee. Un’associazione culturale si può permettere di provocare, muovere il dibattito, mettere sul tavolo idee. Abbiamo cercato di farlo cercando una soluzione percorribile”.

LA PROPOSTA DEL CAVALIERE GIALLO

La proposta progettuale elaborata dall’architetto Paolo Belloli e dal Cavaliere Giallo prevede la realizzazione di una “cittadella dell’arte” che recupera gran parte degli edifici delle due caserme attorno ai circa 9.500 metri quadrati dello spazio interno. “Uno spazio che prevediamo di mantenere e che diventerà la piazza delle Arti – precisa Guerini –. Questa piazza può diventare una grande area per manifestazioni, per eventi culturali ma anche per il tempo libero e per lo svago. Un luogo protetto, visivamente e acusticamente isolato dalla viabilità perimetrale. Una nuova stanza che si aggiunge a quella del Parco Suardi e del Parco Marenzi. Sotto la piazza sarebbe recuperato uno spazio per un auditorium con 500 posti”.

No quindi all’abbattimento dei volumi esistenti per fare spazio a aree verdi.

Ma “il mantenimento degli edifici che delimitano lo spazio interno – aggiunge Guerini – . Non sono edifici di particolare valore architettonico o storico, l’unico valore che posseggono è proprio quello di costituire una cortina edilizia uniforme nel carattere di questa architettura ottocentesca sobria ed essenziale, che attraverso un lavoro di integrazione architettonica può riconquistare una propria identità”.

Le uniche demolizioni riguarderebbero gli edifici centrali che dividono le due caserme. Gli spazi recuperati saranno messi a disposizione di realtà culturali, associazioni, galleristi, giovani artisti.

“Associazioni e giovani creativi in grado di portare in questo luogo quella densità ed eterogeneità di funzioni e di frequentazioni in grado di produrre uno spazio veramente vivo ed attivo all’interno della città – illustra Guerini –. Possiamo immaginare anche la presenza di alcune attività commerciali al servizio del quartiere e delle stesse attività che in quel luogo si insedierebbero. Il progetto prevede come funzione centrale l’insediamento della Nuova Gamec”.

LE RISORSE PER IL RECUPERO

Non c’è solo un progetto di massima per la Montelungo, ma anche l’indicazione e il suggerimento di come recuperare risorse in un tempo di spending review.

“L’impresa di riqualificazione delle due caserme è di tale portata ed importanza per il futuro della città, non solo in ambito culturale ma anche in quello turistico e dell’occupazione, che ci impone di analizzare tutti gli strumenti comunque possibili, – osserva Guerini –. Per inciso, l’industria culturale e creativa è in forte crescita: oggi costituisce il 4,5% del Pil dell’Unione Europea e garantisce lavoro a circa 8,5 milioni di persone. Gli oneri a carico dell’amministrazione riguarderebbero la nuova Gamec, comunque già prevista in quella sede dal Pgt e il nuovo Auditorium. Inoltre è possibile individuare altri strumenti quali, per esempio, l’attivazione di Boc, mutui bancari, tasse di scopo, dismissioni oltre ai fondi europei per finanziare importanti strutture funzionali, essenziali oltretutto per stimolare il turismo culturale. Non si deve perdere di vista l’obiettivo finale: recuperare la Montelungo darebbe a Bergamo una cittadella dell’arte assolutamente integrata con i percorsi della città sia per una fruizione turistica che per la fruizione dei cittadini. La qualità, la dimensione e il significato strategico che il progetto ricopre per una realtà come Bergamo lo porta ad avere un riilevo di tipo regionale con tutte le opportunità di finanziamento che ciò comporterebbe. I due parchi Marenzi e Suardi, con la possibile estensione all’area degli “orti di San Tomaso”, e la nuova Piazza delle Arti rappresenterebbero vere e proprie sale all’aperto a disposizione della Gamec per la realizzazione di istallazioni temporanee o permanenti, ampliando enormemente le possibilità della programmazione e di un’offerta di attività che potrebbe essere veramente unica nel panorama artistico nazionale ed internazionale”.

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