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Colombi: “Diana De Marchi è una ventata di aria fresca per il Pd”

Intervista a Carlo Colombi, coordinatore della mozione Diana De Marchi in Bergamasca per le primarie regionali che si terranno domenica 16 febbraio.

Intervista a Carlo Colombi, coordinatore della mozione Diana De Marchi in Bergamasca per le primarie regionali che si terranno domenica 16 febbraio.

Quale è il primo problema di questa regione e come risolverlo? La Priorità in Lombardia come in tutto il paese si chiama LAVORO. Noi crediamo che mai come oggi questa priorità debba stare insieme alle parole FORMAZIONE e REDDITO. Il criterio-guida è concentrare le risorse in progetti trasparenti, dove sia semplice per i cittadini lombardi verificare il buon risultato del conferimento degli strumenti e del loro utilizzo. Va valutata l’ipotesi di costituire una nuova Agenzia regionale per lo sviluppo e la formazione per qualificare e incrementare le politiche industriali e per indirizzare li sostegno al reddito. Essa dovrebbe garantire l’attivazione e regolamentazione dei flussi informativi, aprire tavoli di approfondimento e negoziali con operatori economico/sociali, sviluppare e coordinare gli interventi di distribuzione delle risorse sempre più legate ai progetti quali: iniziative in concorso con Università e centri di ricerca pubblici e privati, che puntino su innovazione e sviluppo; sviluppo di attività produttive con interventi sulla riorganizzazione del lavoro finalizzata ad una maggiore occupazione; valorizzare e supportare le attività agricole; sostegno al commercio di vicinato e ambulante; mappatura delle attività economiche e produttive regionali; analisi ed intervento sulla situazione operativa dei distretti industriali lombardi; perfezionare il sostegno al collocamento di reinserimento per i lavoratori disabili; sviluppo di start up e soprattutto re start; sviluppo e finanziamento ai progetti legati e finalizzati alle problematiche ambientali ed ecologiche. In questo quadro propositivo chiediamo che la nostra regione promuova una vera, nuova, sperimentazione: il Reddito di Autonomia (RDA). Una misura che accompagna al trasferimento monetario interventi personalizzati, attivando percorsi di emancipazione e affrancamento, soprattutto durante le fasi di “transizione biografica”, quando i rischi sono maggiori.  

Domenica si elegge il nuovo segretario regionale. Come farà il Pd a comunicare agli elettori di una regione storicamente di centrodestra? “Una delle principali critiche mosse all’attuale classe dirigente(la stessa che con Alfieri chiede la conferma) è la distanza e l’inconsistenza che il livello regionale del partito ha dimostrato rispetto ai nostri territori. Distanza lamentata a più riprese sia dagli esponenti istituzionali(in testa i sindaci, soprattutto quelli più periferici) che dai semplici militanti del Partito Democratico. Non è un caso se il fortunato slogan della nostra campagna è “Mai più Lontani #ConDiana” Quindi si fa sempre più urgente la necessità di ritessere i fili del dialogo con le forze sociali e imprenditoriali, con il mondo del terzo settore e quello del volontariato. L’idea che questa Regione esprima una prevalenza di centrodestra oggi non ci trova pienamente concordi. Si pensi anche solo al risultato delle ultime regionali quando l’attuale governatore Roberto Maroni ha vinto con il 42% lontano dai risultati plebiscitari raggiunti nel passato da Roberto Formigoni(sempre ben oltre il 50%). Lo schema politico anche in Lombardia è ormai tripolare con la presenza del M5S, per questo chiediamo un PD credibile capace anche di sfidare sul terreno delle riforme e del rinnovamento della politica il Partito di Beppe Grillo”.

Con tutte queste primarie, non c’è il rischio di sfiancare militanti ed elettori? “E’ evidente che la calendarizzazione di queste primarie dopo le campagne provinciali e nazionali non aiuta l’impegno e la partecipazione in primo luogo dei nostri militanti. Siamo dell’avviso che la scelta di un congresso “lampo” non vada nella giusta direzione di valorizzare un momento di politica importante per le nostre realtà territoriali”.    

Quest’anno a Bergamo si vota in moltissimi Comuni. L’obbiettivo del centrosinistra è vincere, ovviamente. Avete messo le basi per riuscirci? Qualche esempio concreto di politica virtuosa messa in campo nei paesi amministrati dai vostri sindaci? “Ci sono diverse nostre realtà amministrative lombarde che hanno concretizzato esperienze virtuose in particolare in materia di welfare locale e scelte di politica urbanistica/ambientale. Il compito, non sempre assolto, dal livello regionale è anche quello di mettere in rete, in sinergia queste esperienze.  Proprio il tema ambientale è il centro della nostra mozione.  L’ambiente è un’opportunità, probabilmente l’unica grande opportunità, per concepire un’economia capace di futuro e quindi realmente sostenibile. La Green Economy non deve essere concepita come un promettente settore di sviluppo di alcune nuove tecnologie, ma piuttosto come un modello credibile e robusto attraverso cui reinterpretare l’intero ciclo di produzione e consumo di beni e servizi. La riduzione e il progressivo azzeramento del consumo di suolo devono diventare strategici, a partire dalle proposte elaborate negli ultimi anni: piani regolatori sovra comunali, uso prioritario del suolo già consumato, rottamazione degli edifici, una edilizia ripensata (fin dalle fondamenta, potremmo dire), oneri di urbanizzazione non utilizzati nella spesa corrente, la leva fiscale per sbloccare gli sfitti, la valorizzazione delle aree agricole, tema del futuro come pochi altri: ecco cosa fare, nei prossimi anni. Dobbiamo finalmente fermare la dispersione urbanistica perché la dispersione dell’abitato crea problemi non solo all’ambiente, ma anche -e soprattutto- alla mobilità”.    

Presentaci le liste dei candidati bergamaschi all’assemblea regionale. “Crediamo che le  nostre tre liste rappresentino il giusto punto d’incontro tra una necessaria esperienza amministrativa, una bella presenza civica e quella idea di giovane freschezza che caratterizza la mozione De Marchi. Quindi troviamo i profili di diversi Under30 e Under40(tra i quali i coordinatori dei circoli di Costa Volpino, Calusco D’Adda e Clusone), alcuni amministratori di provata esperienza(spicca il nome del Sindaco di Curno Perlita Serra) e diverse personalità della cosiddetta società civile come l’ex magistrato Gianfranco Avella e Monica Corbani già collaboratrice artistica di Enrico Ghezzi e coordinatrice di diverse rassegne cinematografiche”.  

Ultima domanda, scontata: Perché votare De Marchi? “Siamo convinti che Diana De Marchi e le persone che con lei sostengono questa candidatura rappresentino una ventata d’aria fresca per il Partito Democratico Lombardo. Questa nostra proposta risponde alla necessaria richiesta di discontinuità rispetto al passato e concretizza l’opportunità nel presente di dare una nuova classe dirigente ed una nuova iniziativa politica realmente alternativa a chi ha amministrato la Regione negli ultimi ventanni. Non crediamo in tutta franchezza che questo nostro spartito possa essere interpretato con la dovuta credibilità da chi, come Alessandro Alfieri(già Vice Segretario di Maurizio Martina dalla nascita del PD nel lontano 2007) ha gestito il partito attraverso le dolorose sconfitte elettorali del 2010 e del 2013”.

Commenti

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  1. Scritto da roberta

    “Una ventata di aria fresca” una signora di 55 anni che per giunta è segretaria di partito, è stata consigliera circoscrizionale al Comune di Milano e ora è anche consigliere provinciale alla Provincia di Milano? …………….