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Bonacina, presidente Bcc: “Brebemi, in guardia contro le infiltrazioni”

E' ufficiale: Brebemi apre in estate. Dopo anni di lavori, migliaia di auto e tir inizieranno a solcare l'autostrada Brescia-Bergamo-Milano, un'opera che rivoluzionerà i collegamenti e di conseguenza l'economia di tutta la Lombardia. Treviglio è tra le città al centro dello sconvolgimento infrastrutturale. Un'opportunità che “la porta est di Milano” dovrà cogliere per risollevarsi dopo anni di crisi. Gianfranco Bonacina, presidente della Cassa rurale di Treviglio, è pronto a raccogliere la sfida.

E’ ufficiale: Brebemi apre in estate. Dopo anni di lavori, migliaia di auto e tir inizieranno a solcare l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, un’opera che rivoluzionerà i collegamenti e di conseguenza l’economia di tutta la Lombardia. Treviglio è tra le città al centro dello sconvolgimento infrastrutturale. Un’opportunità che “la porta est di Milano” dovrà cogliere per risollevarsi dopo anni di crisi. Gianfranco Bonacina, presidente della Cassa rurale di Treviglio, è pronto a raccogliere la sfida: “Treviglio è diventato il punto di riferimento per le grandi vie di comunicazione. Brebemi darà la possibilità ai lavoratori di raggiungere Milano o Brescia in tempi brevi. Con questa grande infrastruttura Treviglio si avvicina all’Europa, a tre aeroporti come Linate, Orio e Montichiari. Saremo una realtà sempre più appetibile, potremo vivere un bel periodo di sviluppo. Devo fare i complimenti a Brebemi. La società è riuscita a definire e realizzare uno snodo autostradale di vitale importanza”.

Ci saranno controindicazioni? “La modernità va utilizzata in modo intelligente. Le potenzialità di crescita sono significative per industrie ed agricoltura. I protagonisti di questi settori dovranno misurarsi con questa realtà. Si deve costruire una nuova progettualità e allo stesso tempo pensare al bene del territorio per evitare le infiltrazioni illegali”.

Che ruolo avrà un’istituzione come la Cassa rurale? “Noi ci stiamo preparando. Dobbiamo stare sempre all’erta al nuovo, alle innovazioni. La nostra istituzione deve adeguarsi: presidi forti contro l’illegalità e favorire insediamenti che porteranno posti di lavoro. Dovremo pensare a finanziamenti agevolati per chi verrà nel nostro territorio, a condizione che siano operatori trasparenti. Noi abbiamo pensato soprattutto alla coesione sociale: abbiamo fatto sforzi per sostenere le famiglie in difficoltà. Siamo riusciti a contenere le emergenze, creando momenti di aggregazione culturale, sportiva, legata al mondo delle scuole. E’ un nostro dovere, se lasciassimo tutto allo sbando potrebbero accadere cose spiacevoli”.

E poi c’è Expo. “Sì, anche quella è una bella sfida. Mi auguro che venga completata anche la Pedemontana. Dobbiamo aiutare le persone a sviluppare creatività e soprattutto un approccio nuovo a questo mercato. Expo può essere l’occasione giusta”.

Lo scenario tracciato è ottimista. Eppure le macerie della crisi sono evidenti. La batosta non è stata troppo forte per riuscire a risollevarsi in pochi anni? “Si viene da anni non facili, anzi, difficilissimi. Molti però hanno saputo resistere e innovarsi. E’ quella l’unica strada”.

Non crede che la Provincia di Bergamo dovrebbe “vendersi” meglio nella sua totalità? “La provincia deve saper cogliere nel suo insieme il futuro che ci aspetta. L’unico modo è lavorare insieme, utilizzare tutte le risorse disponibili, dalle Valli alla pianura”.

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