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Ubi modifica lo statuto Servono 250 azioni per essere soci

Il Consiglio di Sorveglianza di Ubi Banca approva le modifiche statutarie: per essere soci si devono possedere 250 azioni. Previsto un periodo transitorio fino al 19 aprile 2014 per i soci che intendano adeguare ad almeno 250 azioni la loro partecipazione.

Il Consiglio di sorveglianza approva le modifiche allo statuto di Ubi Banca: conferma del possesso minimo di 250 azioni per essere soci, il venir meno comporta la decadenza. A seguito del rilascio da parte della Banca d’Italia del prescritto provvedimento ex art. 56 Testo Unico Bancario (“TUB”) in data 11 febbraio u.s., e in base ai poteri attribuitigli dallo Statuto (art. 46) in tema di deliberazioni di adeguamento dello stesso a disposizioni normative, il Consiglio di Sorveglianza di UBI Banca ha deliberato in data odierna l’integrazione ex-lege dell’articolo 8 e la modifica dell’articolo 15 dello Statuto sociale, con lo scopo di recepire nello statuto di UBI Banca le previsioni in materia di ammissione e decadenza dalla qualità di socio contenute nell’art. 30, comma 5-bis TUB, comma introdotto dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221.

L’art. 30 comma 5 bis del TUB prevede che, per favorire la patrimonializzazione della societa’, se lo statuto subordina l’ammissione a socio al possesso di un numero minimo di azioni, il venir meno di tale possesso minimo comporta la decadenza dalla qualità così assunta. In relazione a quanto precede, il comma 2 dell’articolo 8 dello Statuto di UBI Banca è stato quindi integrato come segue: “Ai fini dell’ammissione a Socio è richiesta la presentazione della certificazione attestante la titolarità di almeno 250 azioni il cui venir meno comporta la decadenza dalla qualità di Socio ai sensi di legge”. In coerenza, è stato modificato l’articolo 15 dello Statuto, con l’eliminazione del comma 4.

Il Consiglio di Sorveglianza ha deliberato, tenuto conto dello spirito mutualistico della Banca cooperativa e dell’ampia base sociale, di introdurre una norma transitoria che prevede un termine entro il quale i Soci titolari di un numero di azioni inferiore a quello minimo previsto potranno provvedere ad adeguare il numero di azioni possedute per non perdere la qualità di Socio. In particolare, in base alle risultanze del libro soci così come integrate dalle certificazioni che saranno rilasciate dagli intermediari depositari e trasmesse alla Banca, quest’ultima procederà ad accertare la decadenza dalla qualità di Socio per coloro che, alla data del 19 aprile 2014, risultassero titolari di un numero di azioni inferiore a quello minimo di 250 azioni prescritto dall’art. 8 dello statuto sociale. Qualora, al termine del periodo di transizione, non fosse ripristinato il quantitativo minimo per il mantenimento della qualità di Socio, si rammenta che rimarranno immutati i diritti patrimoniali inerenti le azioni, e che l’azionista potrà in qualsiasi momento ripresentare domanda di ammissione a Socio nel rispetto dello Statuto della Banca.

Con successiva e ampia comunicazione, la Banca fornirà ogni utile informazione al fine di agevolare i soci interessati all’operazione. Per quanto riguarda le altre modifiche statutarie illustrate nell’informativa del 19 dicembre 2013, un ulteriore comunicato verrà emesso una volta ricevute le necessarie autorizzazioni da parte della Banca d’Italia.

Commenti

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  1. Scritto da Marzio

    Alla faccia della lista Resti dei dipendenti e dei sindacati!!!

    1. Scritto da digeo

      Guardi che sono proprio i 5 consiglieri di minoranza eletti con la lista Resti ad essersi giustamente opposti a questa manovra che affossa completamente lo spirito popolare.

  2. Scritto da Geppo

    Banca popolare!