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Un altro milione in meno Nel 2014 ennesimo taglio “Dobbiamo arrangiarci”

“Arrangiarsi” è diventato il motto degli assessorati al bilancio di tutti i Comuni della Bergamasca. Preparare il rendiconto tra entrate (poche) ed uscite (altrettanto poche, di conseguenza) è diventato un'impresa: patto di stabilità, leggi che cambiano alla velocità della luce, ordini e contrordini, trasferimenti che calano di anno in anno. Palafrizzoni nel 2014 dovrà rinunciare, almeno secondo le prime stime, a circa un milione di euro.

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“Arrangiarsi” è diventato il motto degli assessorati al bilancio di tutti i Comuni della Bergamasca. Preparare il rendiconto tra entrate (poche) ed uscite (altrettanto poche, di conseguenza) è diventato un’impresa: patto di stabilità, leggi che cambiano alla velocità della luce, ordini e contrordini, trasferimenti che calano di anno in anno. Palafrizzoni nel 2014 dovrà rinunciare, almeno secondo le prime stime, a circa un milione di euro. In totale negli ultimi tre anni lo Stato ha chiuso i cordoni della borsa per circa 25 milioni di euro. Il milione di euro in meno per il prossimo bilancio è stato calcolato sulla base di ipotesi. Tutto può cambiare. “Se tutto va come nel 2013 dovremo aspettare ancora molto per sapere qualcosa – spiega Enrico Facoetti, assessore al Bilancio del Comune di Bergamo -. Ad oggi non sappiamo ancora nulla. O meglio, sappiamo che sicuramente ci sarà un taglio. Noi abbiamo ipotizzato un milione di euro, che va ad aggiungersi ai sei sforbiciati l’anno scorso. Ad aggravare il tutto, se ce ne fosse bisogno, c’è anche l’introduzione della Tasi al posto dell’Imu. Non sappiamo come lo Stato vuole ripartire le aliquote, è un vero rompicapo”. Nel 2013 Palafrizzoni è stato addirittura debitore dello Stato: il fondo sociale comunale ha garantito trasferimenti per 11 milioni e 200 mila euro, mentre l’importo da restituire per l’Imposta municipale sugli immobili è stato di 13 milioni e 600 mila euro.

Ora La tanto odiata Imu è stata solo rinominata in Tasi. I sindaci dovrebbero avere mano libera, almeno secondo il testo del decreto che dovrà essere discusso in aula settimana prossima. Garantirà ai primi cittadini libertà di manovra sulle aliquote della nuova tassa servizi, con un’aliquota aggiuntiva a scelta sulla prima o sulla seconda casa (o su tutte e due) fino al massimo dello 0,8 per mille. Il prelievo potenziale sale quindi al 3,3 per mille per l’abitazione principale e all’11,4 per mille sulle abitazioni secondarie. Le maggiori entrate andranno a finanziare le detrazioni per le famiglie.

Il bilancio preventivo potrà essere presentato fino al 30 aprile grazie alla deroga concessa dal governo che ha compreso le difficoltà delle amministrazioni di fronte a tutti i punti domanda a cui lo Stato deve dare una risposta. La deroga però è compatibile con la norma che impone ai Comuni in scadenza di mandato di chiudere i battenti il 10 aprile e rimanere in amministrazione ordinaria. E’ il caso di Bergamo, al voto il prossimo 25 maggio. “E’ proroga che ha poco senso – commenta Facoetti -, ma d’altronde non possiamo lasciare il bilancio così. Aspettiamo che lo Stato ci dia risposte certe”.

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Commenti

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  1. Scritto da Colibri

    quel che seminiamo raccogliamo erano e sono stupidi i FORCONI
    ma va tutto bene perché non tocca personalmente pian piano ci
    accorgiamo che sta arrivando ora non va più bene.
    ma dove dovremmo arrivare per finire tutto questo schifo basta
    soldi ai politici basta a tutti questi extracomunitari che comunque ci costano un capitale basta a tutti gli sprechi basta a questa comunità europea a metà SIAMO ROVINATI

  2. Scritto da Alberto

    E ci verrà ancor più da piangere quando ci accorgeremo dei veri effetti del chemioterapico Fiscal Compact: lì arriveremo davvero alla fame con altri 50 mld da tagliare. Sempre grazie all’Euro ed alla nostra acritica adesione ad ogni diktat ci venga rivolto.

  3. Scritto da mario59

    Sempre meno soldi ai comuni e sempre più tasse per i cittadini, e nonostante tutto questo, non demordono e studiano in continuazione nuovi sistemi fiscali per prosciugare sempre di più le tasche dei contribuenti, e i servizi che lo stato deve garantire sempre più scadenti e irraggiungibili.
    Colpa dell’enorme debito pubblico, che ogni anno aumenta ulteriormente.
    O loro sono degli incapaci, o noi siamo dei masochisti e ci piace se ci fanno male..oppure entrambe le cose.

    1. Scritto da Damiano

      Ci hanno precluso ogni possibilità di scelta: vota di qua o vota di là, c’è solo un caimano di differenza (che non è poco, per carità). Per il resto, tutti lottano soltanto per i propri interessi personali e di casta, non per i cittadini. Ormai è evidente da anni. Anche la miglior sinistra, la più vicina ai lavoratori, quando ci fu da votare furtivamente nottetempo l’aumento dei benefit dei politici, non si tirò indietro… Lo testimoniano gli leaders sindacali oggi in politica.

  4. Scritto da poeret

    mi raccomando.. ancora la colpa al M5S.