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Ciceroni stranieri raccontano i quadri: clicca e vota il progetto fotogallery

L’Associazione per la GAMeC di Bergamo e l’Accademia Carrara sono tra i promotori del primo network di istituzioni pubbliche e private con l’obiettivo di rimuovere le cause di disuguaglianza e di favorire l’accesso di tutti alla cultura, per il pieno sviluppo della persona.

Affermare con un semplice clic la cultura come opportunità per rimuovere le disuguaglianze e per favorire il pieno sviluppo della persona. Attraverso una semplice votazione on-line, è possibile sostenere “Le altre storie”, il progetto promosso dall’Associazione per la GAMeC di Bergamo con la Pinacoteca di Brera, l’Accademia Carrara, il Museo del Novecento di Milano, Tramiteteatro e Storyville.

L’iniziativa, che vede protagonista l’autorevole network di istituzioni pubbliche e private, incoraggia l’apprendimento e la condivisione dei beni comuni e sviluppa le competenze e l’accesso alle professioni. Il network condivide la convinzione che l’arte e il patrimonio artistico (oltre che paesaggistico) siano tra i principi fondamentali attraverso cui si ricostruisce una comunità.

Il mediatore museale Almir San Martin evidenzia: “Si tratta di una proposta capace di parlare a tutti, di promuovere la coesione sociale e di favorire l’accesso alla cultura cosiddetta ‘alta’ a fasce di pubblico di solito escluse. Otto mediatori culturali di diverse provenienze Perù, Egitto, Filipinas, Brasil, Ungheria, Bosnia, Senegal, Italia, raccontano le opere del museo, sia in italiano sia nella propria lingua madre, intrecciando la storia dei dipinti con le loro proprie storie personali”.

Specificatamente, il progetto si propone 4 finalità:

– ampliare l’offerta dei musei collegati consolidando le attività volte a migliorare l’accessibilità culturale e a fare del patrimonio storico-artistico terreno di scambio;

– creare una rete tra musei già attenti a queste tematiche ma non usi al lavoro comune, sviluppando intrecci tra i patrimoni di ciascuno;

– ampliare la rete ad altre istituzioni sul territorio che non hanno ancora maturato competenze nell’ambito dell’accessibilità e dell’intercultura;

– formare operatori di provenienze culturali diverse così da arricchire l’offerta culturale attraverso la partecipazione alla fase progettuale di ‘voci’ tradizionalmente assenti; sviluppare attività che favoriscano la partecipazione di fasce normalmente poco presenti; generare nuova occupazione attraverso la messa a punto di un modello efficace e replicabile.

Il progetto è nella shortlist del bando CheFare per la Cultura e, per sostenere la sua realizzazione, si potrà votare online fino al 12 marzo, impiegando poco tempo, cliccando sul link www.che-fare.com/progetti-approvati/le-altre-storie/ È possibile guardare il trailer cliccando sul link https://vimeo.com/84666260

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