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Scienza, rigore e passione la laurea ad honorem per Silvio Garattini

Silvio Garattini, fondatore e direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, è stato insignito della laurea honoris causa in Chimica e tecnologie farmaceutiche dall'Università di Milano "per aver rappresentato con rigore e passione, nel corso della sua lunga attività professionale, le ragioni e la funzione civile e sociale della scienza".

Il suo colletto del dolcevita bianco è forse il suo distintivo, più del camice. E nella giornata di martedì 11 febbraio Silvio Garattini ha ricevuto una laurea honoris causa in Chimica e tecnologie farmaceutiche dall’Università degli Studi di Milano. Una giornata particolare per l’ateneo milanese: nell’Aula magna di via Festa del Perdono si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2013/2014 e si celebrava il 90° dalla fondazione dell’ateneo che aprì i battenti l’8 dicembre 1924.

E in questa ricorrenza l’università ha premiato Silvio Garattini, “farmacologo in dolcevita” di fama internazionale, che ha ricevuto per mano del rettore Gianluca Vago anche un omaggio originale: una delle inseparabili maglie, diventate negli anni il suo segno distintivo. Lo scienziato, nato a Bergamo il 12 novembre 1928 e laureato in Medicina a Torino, è stato proclamato Dottore magistrale ad honorem in Chimica e tecnologia farmaceutiche "per aver contribuito allo sviluppo delle conoscenze farmacologiche e delle loro applicazioni alla prevenzione, diagnosi e cura delle malattie – recita la motivazione – fondando e dirigendo l’Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’, uno dei più prestigiosi enti di ricerca mondiali, e per aver rappresentato con rigore e passione, nel corso della sua lunga attività professionale, le ragioni e la funzione civile e sociale della scienza".

"Considero questa laurea ad honorem non un premio alla carriera – ha commentato Garattini – ma uno stimolo a impegnarmi ancora di più nella difesa delle regole che si è data l’intera comunità scientifica, e non solo quella impegnata nella ricerca biomedica. Assistiamo, purtroppo e soprattutto nel nostro Paese, a diversi tentativi di mettere in discussione il metodo su cui si fonda l’avanzamento delle conoscenze scientifiche a livello mondiale. Questo non possiamo e dobbiamo permetterlo. In gioco c’è il futuro del Paese, a partire da quello delle giovani generazioni che in questo ateneo si stanno formando e che con il resto del mondo devono poter continuare a confrontarsi".

Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Anche se non condivido la sperimentazione sugli animali nutro molta ammirazione per questo grande uomo che ha fatto della scienza la sua ragione di vita. Condivido la critica ai troppi poteri che nel nostro paese impediscono l’avanzamento delle conoscenze scientifiche: primo fra tutti quello che condannò Galileo Galilei…