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Merlo, l’insostituibile Quando manca lei la Foppa traballa sempre

La sconfitta al tie-break infatti è figlia senz’altro di errori che andremo ad analizzare e dei giusti meriti da riconoscere all’avversario. Ma soprattutto è conseguenza dell’assenza improvvisa e preoccupante in ottica futura del libero-capitano-pilastro della squadra, Enrica Merlo. Ovvero l’unica insostituibile di questa squadra.

di Alberto Caprini

Promossa no di certo. Bocciata nemmeno. Possiamo senz’altro parlare di Foppa rimandata dopo l’esame Casalmaggiore, ovvero il test per valutare la reazione della squadra dopo il brutto ko di Novara. La sconfitta al tie-break infatti è figlia senz’altro di errori che andremo ad analizzare e dei giusti meriti da riconoscere all’avversario. Ma soprattutto è conseguenza dell’assenza improvvisa e preoccupante in ottica futura del libero-capitano-pilastro della squadra, Enrica Merlo. Ovvero l’unica insostituibile di questa squadra per carisma e per la qualità tecnica che esprime nel suo ruolo. I fastidi muscolari e all’anca che si trascina dall’estate quindi non sono stati risolti e il riacutizzarsi di un dolore al gluteo l’ha costretta in panchina.

MERLO INSOSTITUIBILE – Se manca Diouf è un’assenza pesante ma Klisura può metterci una pezza. Weiss non è al top? Smutna, l’ha dimostrato ieri sera, offre garanzie che poche “riserve” nel ruolo in A1 possono dare. In banda e al centro abbiamo quasi “problemi di abbondanza”. Ma lì, nel ruolo paragonabile a quello del mediano nel calcio, a recuperare palloni e a lavorare nell’ombra per tenere in piedi la squadra, abbiamo solo lei. La sua sostituta Eleonora Bruno infatti, pur avendo fatto il possibile con apprezzabili risultati in difesa, si allena da inizio anno in un ruolo diverso come ci ha confermato anche Lavarini a fine partita: “E’ stato difficile per lei sostituire Merlo sapendolo un giorno prima della partita, senza essersi allenata nel ruolo, lavorando tutta settimana come fa da inizio anno per entrare in seconda linea su Diouf. Non è facile avere la serenità giusta per una responsabilità del genere e quindi secondo me ha fatto il possibile, c’è stata attenzione e applicazione e una discreta tranquillità nel gestire le situazioni in campo. Certo in ricezione abbiamo sofferto”.

RICEZIONE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI – E proprio dalla ricezione sono iniziati i problemi. Dopo un primo set irreale, con la Pomì rimasta negli spogliatoi e una Foppa capace di stravincere 25-13 sfruttando principalmente il servizio stellare, soprattutto quello di Loda (break di 10-0!), è iniziata la partita vera. Zago e Stevanovic hanno iniziato a fare la voce grossa, soprattutto a muro e al servizio. La mossa iniziale di Lavarini per rimediare all’assenza di Merlo (dentro Loda per Sylla e ricezione a tre anziché a due) non ha dato i frutti sperati per la serata difficile in questo fondamentale: 55%-27% complessivo, con un brutto 18% nel secondo. Bruno è stata la più ricercata con 37 palloni (41-19%) mentre Loda è stata la più precisa con 69-31% ma non è bastato. Smutna si è così trovata spesso a palleggiare a spasso per il campo, a metri di distanza dalle centrali, utilizzate con il contagocce, rifugiandosi regolarmente su Diouf e sulle bande. Se Loda ha offerto una prestazione ampiamente sufficiente non così è stato per Blagojevic, poco pungente (26%) e marcata benissimo dal muro avversario, bravo a non farsi beffare dai noti colpi maniout della serba.

MURO COSI’ COSI’ – Centrali dicevamo poco servite ma anche troppo incostanti a muro. Melandri in particolare ha inciso poco (un punto), Folie decisamente meglio ma con molti alti e bassi tra un set e l’altro. Stufi ha giocato con il contagocce senza aver modo di dare la svolta. Al contrario la Pomì ha sfoderato una Stevanovic strabordante (8 muri e un’infinità di palloni toccati) difendendo bene e costringendo spesso le nostre a rigiocare in contrattacco e a cercare il maniout per aggirare il muro. Perfino la semisconosciuta Olivotto, entrata fortuitamente per uno scontro di gioco della centrale titolare Aguirre, ha fatto un figurone dando la svolta decisiva del terzo set con due muri, un attacco e un ace. Nel tie-break l’ottima marcatura su Diouf, che per tutto il match aveva retto alla grande, ha mandato in tilt l’opposta che ha sbagliato due attacchi e preso un muro a uno (8-13) che ha pesato come un macigno sulla squadra. Come dire: se molla lei è finita…

LA RIVOLUZIONE DI LAVARINI – Al termine del match logico poi chiedere al tecnico Lavarini le motivazioni di questa piccola rivoluzione, con quattro giocatrici cambiate rispetto alla formazione-tipo, una per necessità (Merlo), una per compensarne l’assenza nel lavoro dietro (Loda per Sylla) e due per scelta tecnica. Scelte dettate dalla condizione atletica? Dal desiderio di vedere all’opera dall’inizio le alternative prima delle finali di coppa? Scelte fatte per sorprendere tatticamente gli avversari? Un segnale per qualcuna dopo il ko di Novara con approccio e atteggiamento in campo sbagliato? Tutte ipotesi plausibili ma smentite da Lavarini: “Sono scelte mie, consapevole di avere molte frecce al mio arco e ho ricavato indicazioni importanti. Avrei fatto giocare comunque Loda – ha dichiarato il tecnico – perché l’avevo vista bene in allenamento, si sta ambientando e pensavo fosse l’occasione in cui avere spazio dall’inizio e non sempre quando abbiamo tante difficoltà. Direi che ha fatto bene oggi. Smutna è stata una scelta tecnico-tattica, sembra che si debba scegliere sempre chi deve star fuori ma io scelgo quella che deve giocare di volta in volta. Ho sentito che poteva essere la sua occasione per mostrarci le sue qualità, che già dimostra in allenamento. Se no entra sempre a fare il doppio cambio o quando siamo in difficoltà”.

SABATO NUOVO ANTICIPO – La sconfitta di ieri ha fatto perdere ulteriore contatto alle nostre dai primi posti della classifica. La capolista Piacenza ora è distante sette punti (30 vs 23), Conegliano ha allungato a 27 mentre Modena ha riposato rimanendo comunque davanti a 25. Il punto guadagnato ha almeno consentito di consolidare il quarto posto con tre lunghezze su Busto Arsizio, salito a 20 dopo il successo con Forlì. Prossimo impegno ancora in anticipo, sabato 15 febbraio, sul campo di Frosinone. Le laziali, penultime della classe (6 punti con due sole vittorie ma una contro la Yamamay, attenzione quindi) sono già state sconfitte all’andata ma sono alla disperata ricerca di punti per salvarsi.

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