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Il Ministero fa i tagli: basta inglese a scuola La rabbia del vicesindaco

Stefano Savoldelli, vicesindaco di Songavazzo e assessore all'istruzione, scrive una lettera aperta di denuncia dopo che il dirigente scolastico ha comunicato ieri l'interruzione forzata e imprevista dell'insegnamento della lingua inglese a seguito degli ultimi tagli del Ministero dell'Istruzione.

Stefano Savoldelli, vicesindaco di Songavazzo e assessore all’istruzione, scrive una lunga lettera aperta di denuncia, dopo che il dirigente scolastico ha comunicato ieri l’interruzione, forzata e imprevista, dell’insegnamento della lingua inglese nelle scuole elementari a seguito degli ultimi tagli del Ministero dell’Istruzione. Pubblichiamo il testo integrale della sua lettera.

 

Mi chiamo Stefano Savoldelli, sono vice Sindaco di Songavazzo, un paese ove ricopro altresì il ruolo di assessore all’istruzione. Cinque anni fa, nel 2009, mi venne affidato il compito di risollevare le sorti della locale scuola dell’infanzia.

All’epoca, l’istituto contava 37 iscritti e, purtroppo, veniva da cinque anni di consecutiva perdita delle presenze: avessimo perso ancora qualche iscritto, ci saremmo visti costretti a chiudere una delle due sezioni di cui si componeva la scuola. Non potevamo permettercelo.

Da allora, con l’aiuto a dir poco prezioso di collaboratori, ho intrapreso un percorso faticoso che ha portato la scuola a beneficiare di cinque anni di consecutiva crescita degli iscritti, ed a vantare, ad oggi, ben 51 presenze, record di sempre nella storia dell’istituto e massimo numero di presenze possibile.

Non solo: ad oggi la scuola è considerata, tra le molte di zona, quella con la miglior offerta educativa e formativa. Stiamo parlando, ci tengo a precisarlo, di una scuola pubblica. Siamo orgogliosi di quel che abbiamo ottenuto: i pediatri, qui in valle, consigliano ai genitori la frequentazione del nostro istituto.

Ebbene, oggi pomeriggio, a scuola, ai genitori degli alunni è stato consegnato, a mani, il documento che trovate allegato. Senza che il sottoscritto, il nostro comune, i genitori e le maestre fossero mai stati avvisati, il Dirigente scolastico, professor Giuseppe Belingheri (che, tengo a precisare, affonta il proprio ruolo con grande professionalità e competenza) ha comunicato l’interruzione forzata e imprevista dell’insegnamento della lingua inglese per gli alunni che frequentano l’ultimo anno.

Il motivo?

Lo comunica lo stesso Belingheri nella missiva: “Il taglio elevato e imprevisto, comunicato solo in questi giorni, operato dal Ministero sulle risorse FIS (Fondo Istituto Scolastico) che costringe anche il nostro Istituto a sospendere tutti i progetti previsti per il secondo quadrimestre”.

Commenta Belingheri: “fatto abbastanza increscioso, sinora mai accaduto”.

Eccoli, dunque, con tutto il loro carico di sguaiata vergogna, i risultati di anni di inarrestabile ladrocinio e ruberie a tutti i livelli delle nostre istituzioni: il venir meno, per i bimbi, i soggetti più deboli e senza voce della nostra società, dell’inalienabile diritto all’istruzione.

E fa impressione che a venir meno sia la possibilità, per i bimbi, di studiare, divertendosi, proprio la lingua straniera, quello strumento necessario ed indispensabile perché loro possano aprirsi al mondo, avere un futuro, parlare con chiunque e capire chiunque. Il futuro. Ed invece no: l’ignominia del sistema Italia è tale per cui inalienabili diritti dei più fragili possono venir menomati persino senza preavviso, con un comunicato consegnato a mani, sul quale, in alto a destra, viene persino indicato il nome del singolo bimbo cui la missiva deve essere consegnata (e che nella versione allegata mi son premurato di cancellare).

Nemmeno i bimbi fossero stati marchiati.

Credetemi, non son mai stato tanto indignato.

Chiedo un favore a chi ha avuto la pazienza di leggermi sino in fondo: quello di condividere questo post e diffonderne il contenuto, così da innalzare, sino a renderlo assordante, il lamento innocente dei nostri bimbi. E credetemi: vi ho scritto con il cuore, pensando a mio nipote che, oggi pomeriggio, è rincasato tristissimo, stringendo la missiva tra le mani, e rivolgendomi queste parole: “Zio, non ci fanno più studiare l’inglese. Perché? Era così bello!”.

Le parole ed i pensieri di Matteo, ne son certo, son le parole ed i pensieri di tutti gli altri bimbi del nostro istituto, così come di tutti gli altri bimbi che in Italia hanno già subito o subiranno torti simili.

Non possiamo permettere che questo accada.

Non arrendiamoci, davvero: sarebbe la fine. Condividetemi. Grazie di cuore.

Stefano Savoldelli

Commenti

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  1. Scritto da Ginfranco

    Bravo Stefano, noi amministratori poniamo da sempre la massima attenzione al ” piano per il diritto allo studio” mentre dall’alto non fanno altro che parlare e tagliare. Quale futuro per le dei nostri piccoli paesi?

  2. Scritto da Arnold Attard

    Lo studio della lingua inglese nel ciclo elementare serve a poco.
    E’ molto importante per bambini conoscere al meglio la lingua madre, perchè facilita l’apprendimento della lingua inglese. Lo abbiamo potuto verificare in 48 anni di insegnamento dell’inglese presso la British School di Bergamo.

    1. Scritto da Simone Zappella

      Eh certo che è così, dal punto di vista di chi offre corsi d’inglese privati (ihihihi). Magari c’era da informarsi sul livello qualitativo (mai oggetto di valutazioni e considerazione nella scuola pubblica) dell’insegnante di inglese del ciclo elementare, no? Ma tra un’ora “buca” perché non ci sono soldi, e un’ora d’inglese fatta come Dio comanda, lei cosa ritiene sia più utile per i piccoli?

  3. Scritto da Roberto Spadoni

    Impariamo l’Italiano, allora. Prima viene l’Italiano. Poi, le nostre origini, e si dovrebbe, quindi, studiare il latino.
    L’inglese ed altre lingue straniere si possono studiare dalle medie e dalle superiori!
    Siamo una nazione importante. Possiamo pretendere di esprimerci in Italiano, che è, non già la lingua più parlata al mondo, ovviamente(!), ma di sicuro tra le più studiate sì!
    Forza, allora! Un po’ di sano patriottismo non guasta, invece di criticare tedeschi e francesi.

    1. Scritto da Luciano

      Mah! Non hanno detto che i tagli sono per la lingua italiana. Si parla della lingua straniera. Che la nostra lingua sia bistrattata dalla grammatica alla punteggiatura è risaputo, ma trovo assurdo tagliare sull’istruzione!. Il punto è proprio questo: oggi l’inglese in una piccola scuola… e domani? È l’ennesimo campanello d’allarme. Se poi vogliamo parlare in modo campanilistico è altra cosa.

    2. Scritto da Simone Zappella

      Prima viene l’italiano, se uno pensa di rimanere in Italia a farsi vessare da questo stato canaglia! Io offrirei ai bambini la possibilità di farsi un futuro via da questo strano paese, che premia gli scaltri e penalizza i miti e i buoni. Come minimo! Per il latino: se venne abbandonato, ci saranno stati dei motivi… Nessuno vieta di impararselo ugualmente, ma non che offra sbocchi particolari alle future generazioni.

  4. Scritto da deficitspending

    Non per buttarla in politica, ma anche questi tagli (nel loro piccolo) si spiegano nel progetto complessivo di smantellamento dello stato sociale, e di compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori. E’ il progetto neo-liberista, di cui la moneta unica è uno dei tasselli fondamentali, che sta pienamente dispiegando i suoi effetti. E questo è solo l’inizio: aspettate di non potervi più curare perchè avranno tagliato sia le prestazioni sanitarie che i nostri stipendi…!

  5. Scritto da simona

    Quando in Italia si verifica un problema, un disservizio incomprensibile e patentemente ingiusto la ragione è sempre la stessa: bisogna “salvaguardare” lo stipendio di qualcuno. Di un adulto in età avanzata già ultra tutelato, inamovibile e senza obblighi di rendimento.

    1. Scritto da Giorgio

      E’ ben grave che per salvaguardare lo stipendio di qualcuno, si accetti di barattare la formazione delle nuove generazioni: è uno Stato alla deriva, cialtronesco e maramaldesco! Quando non c’è tutela (anche di istruzione) per i più piccoli, che valori si possono avere? Però i soldi per gli interventi nelle scuole della GDF, per 4 insegnanti di alfabetizzazione motoria in un unico anno, per il corso di modellazione creta (nel 2014), per computers nuovi che non usano, li hanno, vero?

  6. Scritto da Colibri

    il POPOLO e non solo deve rimanere ignorante abbiamo parlamentari EUROPEI non conoscono L’INGLESE MA NEMMENO
    L’ITALIANO che vergogna questo è il bel paese

  7. Scritto da olmo

    I tagli alla cultura hanno un senso….eccome se lo hanno !!! Stanno creando una “barriera” di generazioni inconsapevoli che difficilmente potrà mai essere superata. L’ignoranza porta sempre benefici a chi comanda o a chi “vorrebbe” comandare…..ne sappiamo qualcosa qui con la lega. …

    1. Scritto da Mister Bean

      Eh certo, colpa della lega.
      Soprattutto se i tagli li fa un governo con dx, sx e centro e dove la lega non c’è.
      Ma ci sei o ci fai?

      1. Scritto da olmo

        …ha, giusto, la lega quando c’è da fare. …non c’è mai, o dormiva, o peggio ancora era impegnata nei cartelli in lingua (bergamasco) o nella “lotta al kebab”, talmente impegnata che non si è accorta che era al governo anche lei…con tanto di scandali e ruberie annessi dal trota al senatur……la lega c’è ma…..non si vede :-)

    2. Scritto da Romano

      Ho la sgradevole sensazione che lei abbia ragione. Per la verità, da tempo mi sembrava d’aver individuato una tendenza simile, ma continuavo a ripetermi: “No, non è possibile, c’hai visto male…” Ed invece, giorno dopo giorno, pare evidente sempre di più che l’imperativo non dichiarato sia proprio quello di tenere il popolo nell’ignoranza…. Per carità, ci sono anche realtà felici, dove tutti profondono impegno e dedizione per i più piccoli (che sono il nostro futuro): meno male!

  8. Scritto da MIOPIA

    Disinvestire sulla formazione (NON SOLO ECONOMICAMENTE) è prepararsi un futuro di decadenza, Vuol dire non voler bene e non pensare ai nostri giovani, ossia il FUTURO. il resto sono fumo.

  9. Scritto da renzo

    bravo daniele bravo romano
    di fare tagli tanto per tagliare sono capaci anche i sassi
    GRAVISSIMO che l’amministrazione non sapesse una beata cippa di nulla

  10. Scritto da alessandro

    La realtà è più complessa di quanto appare, ma semplice.
    Il fondo d’istituto serve a pagare attività aggiuntive, e l’inglese nella scuola dell’infanzia lo è. Dalle elementari (ops primaria) e per ben 8 anni a Songavazzo gli alunni potranno imparare obbligatoriamente l’inglese. Forse è il caso di chiedersi perché è avvenuta (non TAGLIO) la diversa destinazione delle risorse del fondo d’istituto e sempre per il suo scopo originale: retribuire gli insegnanti.

  11. Scritto da Daniele

    certo che il dirigente scolastico avrebbe fatto meglio a rivolgersi prima alle istituzioni locali per cercare una eventuale soluzione alternativa (fondi comunali) per coprire quantomeno il corso fino a fine anno scolastico, invece di allarmare con tanto di lettera protocollata i genitori senza che gli amministratori sapessero niente.

  12. Scritto da Luciano

    Ancora tagliano sulle spalle dei cittadini… mai che si veda un taglio ai politici. Sempre peggio!

    1. Scritto da Romano

      Ma anche i dirigenti scolastici e tutti i guru del ministero dell’istruzione (tutto minuscolo di proposito), dichiarando certi provvedimenti a causa della mancanza di fondi, non risulta che abbiano avuto delle decurtazioni di stipendio: per loro i soldi (e tanti) ci sono sempre. I soldi non ci sono per istruire i bambini…. Che schifo di paese (e di dirigenti)!

  13. Scritto da Romano

    Neanche nel terzo mondo accadono queste cose. Dopo questo ennesimo esempio scandaloso, capirà signor vicesindaco, che la politica ha avvelenato tutto il nostro paese. Fuori la politica dalla scuola, dalla sanità, dalla cultura… Fuori dalle balle, politicanti indecenti.

    1. Scritto da adriana

      nel 3 mondo hanno problemi + grossi che studiare l’inglese,loro hanno il problema di cosa mettere nel piatto ai loro figli e dell’inglese se ne fanno un baffo, gli italiani cosa se ne fanno dell’inglese se non sono capaci di leggere e scrivere l’italiano

      1. Scritto da Lina

        In quello che tu credi “terzo mondo” (ma in realtà è il quarto, l’Africa), TUTTI da secoli conoscono benissimo (anche quelli che vivono nelle capanne) almeno 3 lingue: la lingua nazionale (Senegalese, Ghanese, etc..), il dialetto, e il FRANCESE o l’INGLESE, a seconda del paese colonizzatore. Ecco noi, nel 2014 siamo più indietro di così, immagina un po’ tu……

      2. Scritto da Romano

        Le ha risposto Mark, al posto mio! Se non capisce che oggi, per estremizzare, è meglio non essere superspecialisti in italiano, ma è “obbligatorio” esserlo in lingua inglese, allora lasci perdere che non è il suo argomento! Saluti

      3. Scritto da Mark

        No quello é il quarto mondo,geograficamente parlando. L’inglese e le varie lingue straniere sono già il presente e saranno il futuro quindi più dell’Italiano sono indispensabili. Smettiamola di pensare solo in modo locale. Torgliere l’inglese ai bambini di oggi vuol dire togliergli il futuro. In certi paesi insegnano già il cinese e noi siamo ancora indecisi se insegnare ai nostri figli l’inglese. Siamo indietro, proprio perché non ci scrolliamo di dosso questo localismo.