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Il Gruppo Albini continua ad investire: nuova tintoria filati fotogallery

Il fatturato 2013 si attesta a 129 milioni in linea con il 2012, in crescita gli ordini della stagione appena partita. L’anno 2013 si è rivelato fondamentale per il programma di investimenti, nei prossimi mesi partirà la nuova tintoria filati ad Albino.

“Sul fronte europeo, che è il nostro mercato domestico arrivano segnali positivi dai Paesi scandinavi, dall’Est europeo, così come da Inghilterra, Germania, Spagna e Francia – osserva Silvio Albini, presidente del Gruppo Albini -. Tiene anche l’Italia dove il nostro prodotto si rivolge ai camiciai specializzati e ai grandi brand che esportano il Made in Italy nel mondo. Buoni mercati si confermano i paesi dell’America del Nord con gli Stati Uniti in particolare, mentre in Asia, se Giappone e Sud-Est asiatico sono mercati vivaci, la Cina mostra segnali di rallentamento, pur rimanendo un mercato importante nel lungo periodo. Un fattore penalizzante per le vendite resta l’euro, troppo forte e in contrasto con la debolezza delle economie europee”.

Il tessuto di una camicia diventa metro di misura per valutare lo stato di salute dell’economia italiana e non solo. Il Gruppo Albini chiude il 2013 con un fatturato consolidato di 129 milioni di euro, in linea con l’anno precedente, e guarda con prudente ottimismo alla stagione appena iniziata che sta già dando buoni segnali. Anzi rilancia, progetta e soprattutto investe. L’anno 2013 si è rivelato fondamentale per il programma di investimenti, che continuano anche nel 2014, secondo la strategia del Gruppo Albini di investire costantemente negli anni. Tra questi, nei prossimi mesi, partirà la nuova tintoria filati ad Albino, fase cruciale del processo produttivo, interamente rinnovata con macchinari all’avanguardia.

Sale quindi a 21 milioni l’investimento complessivo effettuato nel triennio 2012/2014, destinato principalmente agli stabilimenti in Italia, a dimostrazione che l’azienda continua a credere nel futuro e ad aver fiducia nel nostro paese e nel Made in Italy.

LA RIPRESA DEL MERCATO EUROPEO

Il 2013, iniziato in discesa rispetto all’anno precedente, ha visto una secondo semestre in ripresa con gli ordini della stagione Primavera/Estate 2014 in aumento del 6%. Dato particolarmente significativo derivante soprattutto dalla buona ripresa del mercato europeo, Italia compresa. Anche i primi ordini della collezione Autunno/Inverno 2014-2015, in crescita a due cifre, inducono a previsioni favorevoli, pur nel contesto complesso e imprevedibile che caratterizza l’economia internazionale e il tessile in particolare. In questa difficile fase economica acquisisce sempre maggior valore la strategia del Gruppo, presente sia direttamente, sia indirettamente in tutto il mondo, con un approccio globale, ma con un’attenzione locale alle specificità di ogni singolo mercato.

Il Gruppo, maggior produttore europeo di tessuti per camiceria, esporta oltre il 70% del fatturato in oltre 80 Paesi.

Agli investimenti dedicati al rinnovamento della struttura industriale, il Gruppo Albini affianca da sempre significativi investimenti rivolti all’innovazione di prodotto, a marketing e comunicazione, al miglioramento dei processi aziendali. In questa logica, anche sotto il profilo delle risorse umane, il Gruppo, non solo non ha ridotto il proprio organico, ma anche ha investito assumendo, o facendo crescere internamente, più di una quindicina di giovani talenti in aree gestionali quali lo stile, il commerciale, il marketing e la logistica.

IL GRUPPO E I MARCHI

L’offerta stagionale di tessuti del Gruppo, frutto dell’attività di ricerca creativa e innovazione, è composta oggi da migliaia di varianti diverse e si sviluppa in 5 distinti marchi, capaci di rispondere alle specifiche esigenze di ogni mercato: Cotonificio Albini esalta il gusto italiano sofisticato e raffinato; Albini, donna interamente dedicato ad una femminilità contemporanea; Thomas Mason, sinonimo di British heritage, è un esempio unico di qualità, stile ed eleganza; Albiate 1830, una collezione variegata tra denim, stampe, jacquard e proposte di ricerca per una camicia sportiva; David & John Anderson, sinonimo di eccellenza, con i tessuti nei titoli più fini al mondo nel pregiato cotone Egiziano Giza 45.

Continui investimenti, intensa attività di ricerca, controllo diretto di tutta la filiera produttiva, sono solo alcuni dei fattori chiave della strategia aziendale per garantire la totale affidabilità nei confronti dei Clienti.

LE DUE NUOVE START-UP 

“Essere un riferimento sicuro per i nostri Clienti e garantire la massima qualità, puntualità e affidabilità è da sempre il nostro obiettivo” spiega Silvio Albini, che con Fabio, Andrea e Stefano rappresenta la quinta generazione alla guida dell’azienda, e sottolinea “dobbiamo puntare con decisione sull’eccellenza del Made in Italy in termini di creatività, di ricerca e di innovazione”. Al conseguimento del buon risultato di fatturato 2013 hanno contribuito positivamente anche le società Albini Energia e I Cotoni di Albini. Le due start-up, nel loro primo anno di vita, hanno realizzato nel 2013 un percorso importante.

Albini Energia, nata dall’esperienza maturata nel corso degli anni nell’ambito del risparmio energetico e dello sfruttamento delle fonti alternative, si è proposta sul mercato delle rinnovabili, sviluppando anche attività di consulenza. I Cotoni di Albini, costituita con l’obiettivo di entrare nel mondo della produzione in Italia dei filati fini e finissimi, ha raggiunto invece un fatturato vicino ai 9 milioni di euro, la metà derivato da clienti diversi dal Cotonificio Albini, premiando dunque la produzione di specialties.

(Nella foto Silvio Albini, presidente del Gruppo Albini)

 

 

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