BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Frutti di impegno” Libera ricorda le vittime di tutte le mafie

In vista della XIX Giornata della Memoria e dell’impegno, l’associazione, impegnata per la promozione della cultura della legalità, propone una rassegna incentrata sulle vittime della criminalità organizzata.

Libera celebra le vittime di tutte le mafie, per non dimenticare le vittime della criminalità organizzata a per promuovere la promozione della cultura della legalità. In vista della XIX Giornata della Memoria e dell’Impegno, che ricorre il 21 marzo, Il Presidio di Libera della Bassa Pianura Bergamasca, in collaborazione con Ariston Multisala, promuove la rassegna cinematografica “Radici di Memoria, frutti di Impegno”. Si tratta di un ciclo di tre film che si terranno nel cinema trevigliese in viale Montegrappa.

La prima pellicola ad essere proiettata, mercoledì 12 febbraio alle 21.15, sarà “Alla luce del sole”. È un film di denuncia sociale, girato nel 2005 e diretto da Roberto Faenza, dedicato all’opera e all’omicidio di don Pino Puglisi, interpretato da Luca Zingaretti. Tratto dalla storia vera di padre Giuseppe "Pino" Puglisi, una vittima della mafia. È ambientato a Palermo, nel quartiere di Brancaccio, nel 1991. Don Puglisi è il sacerdote della chiesa del quartiere e si accorge ben presto di una dura verità: i bambini della zona sono coinvolti nella malavita e molti hanno genitori mafiosi. Don Puglisi cerca quindi di cambiare la situazione, dicendo loro di andare a scuola, in chiesa e di non rubare. Ai ragazzi piace andare a trovare don Pino in parrocchia: è infatti un momento in cui si possono sfogare giocando, soprattutto a calcio. I genitori mafiosi, al contrario, sembrano non gradire gli insegnamenti del sacerdote: per esempio, ad un ragazzino di nome Domenico viene impedito di frequentare la parrocchia e addirittura, quando disubbidisce, egli viene frustato dal padre. Padre Puglisi manda comunque dei messaggi chiari ai mafiosi di Palermo, facendo dei discorsi nella piazzetta della chiesa, ma non viene ascoltato praticamente da nessuno. Il suo messaggio per i cosiddetti “uomini d’onore” era di presentarsi “alla luce del sole” e di non agire nell’ombra. Don Puglisi si rende allora conto di essere in pericolo e che potrebbe essere ucciso in qualsiasi momento. Infatti, il giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno, viene ucciso per strada da un gruppo di mafiosi che lo avevano seguito in auto. Le ultime parole da lui pronunciate sono state: “Vi aspettavo”. Nell’ultima scena, in cui viene celebrato il funerale, sono presenti tutti i bambini della parrocchia e lasciano un pensierino per lui sopra la bara.

La seconda, mercoledì 5 marzo alle 21.15, invece, sarà “Fortapasc”. un film del 2009, diretto da Marco Risi, sulla breve esistenza e la tragica fine del giornalista Giancarlo Siani, interpretato da Libero De Rienzo. Giancarlo Siani è un giovane giornalista napoletano che lavora nella redazione locale de Il Mattino a Torre Annunziata; Siani scrive di cronaca nera. Occupandosi di cronaca nera e di omicidi di camorra, il giornalista incomincia a indagare sulle alleanze dei camorristi annunziatesi con i reggenti di altri clan della Campania e scopre vaste aree di corruzione e connivenze tra politici e criminalità organizzata. Nonostante le minacce più o meno velate della classe politica locale, Siani continua nella sua inchiesta, in special modo dopo la strage del circolo dei pescatori. I suoi articoli però infastidiscono particolarmente i boss camorristi della zona, mettendone in crisi le alleanze, fino all’arresto del boss Valentino Gionta, preso fuori Casa Nuvoletta, appartenente ai boss Lorenzo e Angelo Nuvoletta. Smaschererà anche il corrotto Sindaco di Torre Annunziata, Cassano, che viene condannato a sette anni e mezzo. Così, dopo esser stato trasferito a Napoli, in un summit di camorra viene decisa la condanna a morte di Siani, che viene ucciso sotto casa la sera del 23 settembre del 1985. L’omicidio avviene nel quartiere residenziale del Vomero, nei pressi di piazza Leonardo, quando Siani ha solo da qualche giorno compiuto 26 anni. Il motivo dell’esecuzione, al di là della sua attività d’inchiesta giornalistica sul fronte della commistione tra criminalità organizzata e politica locale, era lo specifico interesse sugli appalti pubblici per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dell’Irpinia del 1980 nei dintorni del Vesuvio.

La terza pellicola, venerdì 21 marzo alle 18.30 sarà “La mafia uccide solo d’estate”, un film del 2013 scritto, diretto ed interpretato da Pierfrancesco Diliberto. La trama è incentrata sulle vicende di Arturo, giovane palermitano impegnato in una doppia impresa che lo porterà a destreggiarsi tra l’amore per la bella e irraggiungibile Flora, di cui è perdutamente innamorato dai tempi delle elementari, e il racconto in maniera del tutto originale dei fatti di mafia che hanno punteggiato la sua vita fin dall’infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione stragista a partire dagli anni 80 fino al 1992.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.