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Venduta cascina Ponchia Il Kollettivo popolare deve abbandonare gli spazi

Cascina Ponchia sarà sgombrata e venduta. La decisione è stata ufficializzata dal Consiglio comunale al termine di una lunga seduta a cui hanno partecipato, tra il pubblico, tanti ragazzi del Kollettivo Autonomo Popolare. Sono i protagonisti dell'occupazione che ha ridato vita agli spazi abbandonati, ora messi sul mercato dall'amministrazione comunale.

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Cascina Ponchia sarà sgombrata e venduta. La decisione è stata ufficializzata dal Consiglio comunale al termine di una lunga seduta a cui hanno partecipato, tra il pubblico, tanti ragazzi del Kollettivo Autonomo Popolare. Sono i protagonisti dell’occupazione che ha ridato vita agli spazi abbandonati, ora messi sul mercato dall’amministrazione comunale con l’obbiettivo di ricavare 700 mila euro necessari per ristrutturare alloggi di edilizia popolare. Il Kollettivo dovrà lasciare la cascina così come chiesto dall’ordine del giorno presentato dalla Lega Nord e approvato dalla maggioranza. La Giunta ha promesso ai giovani un incontro per cercare di capire risolvere i problemi di aggregazione giovanile del quartiere, non prima di aver liberato la cascina.

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“La vendita è sempre un dolore – spiega il sindaco Franco Tentorio – ma abbiamo novanta milioni di euro sequestrati a Roma e dobbiamo garantire le manutenzioni solo tramite alineazioni. Oggi la la cascina non è a norma, tutti i nostri tecnici dicono così. Una sua utilizzazione imporrebbe un impegno economico non di poco pesp. La vendita della struttura invece permetterà la riqualificazione i circa quaranta alloggi popolari”. La posizione del Kollettivo è affidata a un comunicato letto in aula dal consigliere Fausto Amorino: “Con la nostra azione azione abbiamo voluto rivendicarte la cascina come bene comune: uno spazio chr possa essere di tutti, abitativo, sociale, formativo e di aggregazione – si legge nella nota -; uno spazio degradato che ha avuto un nuova vita e una nuova funzione sociale. Da quel momento in “kascina” sono partite numerose attività: cinefoum, corsi di lingua inglese e francese, aperta tutti i giorni a disposizione dei ragazzi del quartiere e non solo. Abbiamo organizzato pranzi di quartiere, molto partecipati ,in cui abbiamo spiegato il progetto ai vicini e dove loro hanno portato nuove proposte. Settimanalmente lasciamo spazio a giovani musicisti emergenti che non hnno luoghi dove suonae. Stiamo ripristinando alcuni affreschi per mantenere il patrimonio artistico. La kascina è stata aperta a tutte le èpersone ch avevano bisogno di uno spazio ove esprimersi senza doversi rintanare nei soliti luoghi dove l’unica cosa che conta è il profitto”.

La Lega Nord non cede. Prima si sgombera, poi si dialoga. “Non possiamo legittimare l’occupazione – spiega Daniele Belotti -. Se i ragazzi si costituiscono in un’associazione allora il comune può interloquire. Nessuno ha messo in discussione i contenuti, però non si può permettere la legge della prevaricazione”. “Dobbiamo guardare ai bisogni della città a 360 gradi – commenta Giuseppe Petralia, capogruppo di Forza Italia -. Ad esempio quello dell’edilizia residenziale pubblica. Si tratta di fare delle scelte, che non sono mai gratis. Abbiamo voluto risolvere un problema primario. Non è una svendita, perché il valore è stabilito dal mercato”.

Fortemente contrari alla vendita i consiglieri di opposizione: “Questa alienazione prevede un ribasso d’asta – interviene Stefano Zenoni, Patto civico -. Cascina Ponchia deve essere spazio sociale per il quartiere, che ne ha molto bisogno. E’ giusto che il Comune porti avanti politiche sociali in spazi consoni”. Per Sergio Gandi, capogruppo Pd, i giovani del Kollettivo “esprimono un bisogno molto chiaro. Siamo arrivati alla vendita di uno spazio che la circoscrizione e gli abitanti hanno sempre rivendicato. Abbiamo un’occasione per dimostrare che ci stanno a cuore le associazioni”. Nadia Ghisalberti, capogruppo del Patto civico, chiede che “questi spazi vengano sfruttati in modo diverso, come nel resto d’Europa. Credo che il Comune avrebbe dovuto impegnarsi per incontrarei i ragazzi e trovare una soluzione. Togliere dall’illegalità questa situazione, creare un’associazione per gestire questo complesso. Bisogna responsabilizzare chi sta occupando la cascina”.

L’assessore alle Politiche della casa Tommaso D’Aloia replica ai consiglieri che hanno criticato gli investimenti fatti per l’edilizia popolare. “Arriveranno 700 mila euro da cascina Ponchia, 500 mila euro da finanziamento regionale, 400 mila euro per manutenzioni strardinarie, almeno 750 mila euro derivanti da monetizzazioni dell’ex Cesalpinia. L’alienazione che approviamo in questo Consiglio non è stata presa autonomamente, ma perché il bando è andato deserto. Sono a completa disposizione dei ragazzi per trovare una soluzione per esprimere esigenze di aggregazione”.

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Commenti

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  1. Scritto da AndreasLou

    Salve, ieri ho mandato due messaggi su questo articolo, perchè solo uno è stato pubblicato? Cos’aveva l’altro di censurabile? Potete rispondermi anche per messaggio privato, voi della redazione, dato che avete il mio indirizzo mail.

  2. Scritto da jason

    Ridare lustro, vita e anima a un edificio che prima era in rovina e’ solo un merito. se vogliamo discutere dei mezzi parliamo di scontro con laa realtà dei fatti e cioè che andare per vie legali richiede quantità di denaro in questi casi inaccessibili. Senza contare che l’investimento vorrebbe dire “rientrare” coi soldi, privando cosi lo spazio dell’indirizzo popolare che lo caratterizza.

  3. Scritto da Umberta

    la proprietà privata è un diritto naturale e fondamentale. Chi occupa attua una violenza contro il proprietario, come il ladro e il rapinatore. che facciano una colletta tra i grandi papaveri finto-sinistroidi, alla Renzi e Gori per intenderci, per potersi mettersi in autonomia. basta bugie sociali!! quelli sono parassiti, vivono da parassiti dei pagatori di tasse, di chi lavora e produce ricchezza!! basta!

  4. Scritto da AndreasLou

    Che garanzie sono state date sul fatto che, dopo aver sgomberato la cascina, l’amministrazione ascolterà i ragazzi e troverà loro spazi alternativi? E perchè non vi sono state discussioni già da prima di decidere l’alienazione?
    Come possono i cittadini controllare a quanto effettivamente verrà venduta la cascina, e se davvero i soldi verranno utilizzati per case popolari? (ed anche come, magari mettere a posto il patrimonio esistente anzichè cementificare). BGN può aiutarci a saperlo?

  5. Scritto da bergamo sveglia!

    lo spazio sociale non sarà mai uno spazio sbagliato! in quanti si presenteranno a questa ennesima vendita ?.dare alla popolazione certi luoghi è segno di cultura e civiltà e di investimento sociale garantito altro che soldi (che nn arriveranno mai)per la vendita !pronti che poi che nn ci assegnano la capitale della cultura?vergogna

    1. Scritto da luca

      perchè lo spazio sociale non lo metti a casa a tua?

      1. Scritto da CHIUDITI IN CASA

        infatti ci abito molto vicino anche se non ci sono ancora stato. al grande fratello , lucignolo e quiz della rai preferisco uscire di casa a vedermi qualche presentazione di libro o dialogare in questi spazi. scelte…ma questa città oltre che preti ,vecchi e benpensanti non ha mai dato spazio a queste realtà CAPITALE DELLA NON CULTURA 2013 . intanto però 30.000 euro per il sito internet …..

        1. Scritto da luca

          che risposta è?
          se l’immobile è comunale che fai ci entri tu con i tuoi 50 amici?
          ma scherzi o cosa?
          mi sa che lucignolo o il grande fratello li vedi tu se ragioni in questo modo folle….comprati lo spazio che vuoi anche di 1000 mq e facci quello che vuoi puoi anche camminarci a testa in giu…
          ma di certo non ti puoi appropriare di uno spazio di 120.000 cittadini di Bergamo.

          1. Scritto da BG cultura?

            meglio lasciare tutto vuoto e abbandonato? aspettare che crolli?
            o che ci vadano senzatetto ecc?
            visto che posti così vuoti a bg ce ne sono tanti.
            i ragazzi stanno effettivamente rendendo di nuovo utilizzabile da tutti i cittadini un posto che altrimenti marcisce.
            bravi ragazzi continuate così!

  6. Scritto da Enrico

    Eh beh Belotti e Lega, ma in generale i politici italiani che parlano di legalità fa leggermente ridere, per non dire di peggio.e provare a coinvolgere la popolazione prima di prendere determinate decisioni?E non interpellare i cittadini sempre dopo aver già deciso tutto dall’alto della loro cultura.e comunque nella nostra provincia, e soprattutto nella città di Bergamo, ci sono più chiese, ovviamente spesso semi-vuote, che luoghi di aggregazione nn religiosi, qualunque essi siano

  7. Scritto da leo

    pikkoli komunistelli ke okkupavano ahahaah tutti a casa !!!!!

    1. Scritto da Io

      perché ostinarsi sempre a tirare fuori critiche su basi politiche.
      Si vede che non hai chiaro il fatto di questa occupazione. Cerca di capire perché si fanno certe azioni.
      Fasci, mica fasci, comunisti,non comunisti.
      Sono PERSONE che ad un certo punto hanno deciso di prendere una via contro corrente, per ottenere qualcosa di nuovo.
      A differenza tua che probabilmente da una vita stai seduto al tuo posto, senza muovere un dito, accettando tutto facendo cosi parte di quel gregge che critica.

      1. Scritto da leo

        scusa ma noi ci conosciamo ? abbiamo mai mangiato insieme ? non credo e allora come fai a dire come sono io ? cmq occupavano uno stabile non loro !!! cosa cavolo si lamentano ??

  8. Scritto da leo

    Belotti che parla di legalità dopo quello che ha fatto con gli ultras, la proprietà privata deve avere dei limiti, quelli del bene comune..

  9. Scritto da michele

    quale sarebbe la notizia? che viene venduto uno stabile e chi lo sta occupando senza diritto deve uscrire? solo in Italia questa è una notizia, negli altri paesi questa è vivere civile!!!

  10. Scritto da bah..

    la lega che parla di legalità..?
    BAH…

    finalità primaria dei cittadini bergamaschi? occupare casa di anna.

    1. Scritto da doppio bah

      Si, voi sapete fare solo quello, occupare ciò che non vi appartiene… bah bah

  11. Scritto da Anna

    Giusta decisione e, come ha affermato il consigliere Belotti, la legalità prima di tutto. Ora lo sgombero e poi la vendita che porterà a realizzare finalità primarie dei cittadini bergamaschi.

    1. Scritto da come no!

      “Nessuno ha messo in discussione i contenuti”, quindi i contenuti sono positivi e condivisibili afferma Belotti, però, la forma prevale sulla sostanza. Il compito della politica non è quello di concretizzare le istanze positive e condivisibili? In questo momento poi, valutare 700.000€ una cascina non a norma, è pura velleità. A meno di non consentire sostanziosi aumenti di cubatura (un paio di piani in più?), cosa difficile, anche x questa giunta.