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Sequestri e confische contro le infiltrazioni mafiose nelle imprese

Ordine dei Commercialisti e Tribunale di Bergamo si confrontano sulla capillare infiltrazione dei clan nell'economia legale. “Gli scenari normativi legati a sequestri e confische penali di prevenzione” è il titolo dell’incontro organizzato lunedì 10 febbraio dalle 15 alle 18 in via Rotonda dei Mille, a Bergamo, dalla Commissione di custodia e amministrazione giudiziaria dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo.

“Gli scenari normativi legati a sequestri e confische penali di prevenzione” è il titolo dell’incontro organizzato lunedì 10 febbraio dalle 15 alle 18 in via Rotonda dei Mille 1, a Bergamo, dalla Commissione di custodia e amministrazione giudiziaria dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo, presieduta da Riccardo Trezzi.

L’argomento, di grande interesse e attualità, sarà affrontato da Vito Di Vita e da Ilaria Sanesi, entrambi giudici del Tribunale Civile e Penale di Bergamo. In particolare, saranno discussi la gestione e i risvolti del sequestro di prevenzione e del sequestro preventivo per equivalente, misure cautelari, che i recenti casi di cronaca come ad esempio il caso Ilva, hanno confermato materia importante e delicata.

“Si tratta di un argomento di assoluta novità per la nostra professione e per Bergamo – anticipa Riccado Trezzi – Come Ordine abbiamo avviato la Commissione di custodia e amministrazione giudiziaria nel 2013 proprio nella scia della legislazione penale che, nel corso di questi ultimi anni, ha istituito i sequestri di prevenzione, sequestri di tipo sanzionatorio che vanno al di là del procedimento penale sulla persona con l’obiettivo di sanzionare anche attività dolose in ambito fiscale. Il caso Agusta Westland, nella gara per la commessa degli elicotteri in India ma anche nella bergamasca l’operazione Calipso, con 200 milioni di beni sequestrati, sono casi emblematici di quanto sia importante approfondire questo nuovo ambito della professione”.

Durante il convegno si parlerà oltre che della possibilità di sequestro preventivo regolato dal Dlgs 231/2001, decreto che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, dell’Albo nazionale degli amministratori giudiziari dei beni sequestrati, istituito dal 24 gennaio scorso, con pubblicazione su Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento nasce a seguito della costituzione dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati, il cui compito è provvedere all’amministrazione e alla destinazione dei beni sequestrati e confiscati alle mafie nonché coadiuvare l’amministratore giudiziario in fase di sequestro. prevista per avvocati e dottori commercialisti iscritti al rispettivo ordine professionale da almeno dieci anni che abbiano svolto, su incarico dei tribunali, operazioni di custodia e amministrazione di singoli beni sequestrati.

“Per quanto concerne le prevedibili evoluzioni del ruolo dei dottori commercialisti – spiega Alberto Carrara, presidente dell’Ordine – è facile ipotizzare che il contributo in termini di competenze specifiche e professionalità fornito dai dottori commercialisti sarà sempre più indispensabile per migliorare la gestione delle aziende/partecipazioni societarie oggetto di sequestro e successiva confisca, il cui numero risulta essere, come noto, in forte ascesa”.

“Tale contributo – conclude Trezzi – potrà indirizzarsi lungo diverse direttrici riconducibili ad attività prettamente consulenziali, per esempio, attraverso la redazione di due diligence e valutazioni aziendali finalizzate alla vendita, amministrative, attraverso per esempio la tenuta della contabilità e la redazione dei progetti di bilancio e gestionali, attraverso il conferimento di incarichi di coadiutore della procedura e di liquidatore della società”.

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