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L’architettura e le donne Italcementi rinnova “arcVision Prize” fotogallery

arcVision Prize – Women and Architecture, il premio istituito da Italcementi per un'architettura al femminile riunisce 23 progettiste da 16 Paesi per una visione dell’architettura del nostro tempo fatta di qualità, tecnologia, innovazione, sostenibilità e di forti valori sociali e culturali

Dopo il grande interesse suscitato dalla prima edizione, vinta dalla progettista brasiliana Carla Juaçaba, torna arcVision Prize – Women and Architecture, il premio internazionale d’architettura istituito da Italcementi Group, e rivolto a progettiste distintesi per una proposta professionale capace di coniugare e armonizzare da un punto di vista funzionale/stilistico, innovazione tecnologica, sostenibilità e cultura.

L’OBIETTIVO DEL PREMIO

Obiettivo del Premio è la valorizzazione della figura femminile nell’attuale scenario dell’architettura mondiale, con particolare attenzione per quelle qualità che una progettista moderna deve avere per affrontare la propria professione con originalità, alla ricerca di soluzioni avanzate e non convenzionali, e con una sensibilità più forte e più matura per il contesto umano e sociale.

“L’arcVision Prize – ha dichiarato Carlo Pesenti, Consigliere Delegato di Italcementi – intende essere un riconoscimento del lavoro delle donne architetto volto a premiare progetti e idee innovative sostenibili e sociali, orientati al miglioramento, alla bellezza e alla funzionalità del costruire e dell’abitare. Il premio vuole offrire uno sguardo e una visione ‘femminile’ che sappiano coniugare tecnologia e ambiente, materiali e forma, stile ed efficienza nei modelli di trasformazione della realtà urbana e del territorio. Siamo certi che sarà un’edizione di grandi contenuti, degna del centocinquantesimo anniversario della nascita di Italcementi, un traguardo importante che testimonia il lavoro, la dedizione e la passione di tutti coloro che hanno contribuito a fare di questa azienda uno dei leader mondiali nel settore dei materiali da costruzione. Vogliamo ricordare la nascita di Italcementi attraverso un parallelismo storico con la grandissima progettista Lina Bo Bardi, nata cento anni fa in Italia, e che oggi potremmo definire archistar del suo tempo".

LA GIURIA

La Giuria, come per la scorsa edizione, sarà volutamente al femminile e composta da professioniste di eccellenza affermatesi nella promozione di una visione responsabile e innovativa in ambito architettonico o socio-economico.

Per l’Edizione 2014 la Giuria sarà composta da Shaikha Al Maskari (businesswoman di Abu Dhabi e membro del Consiglio Direttivo dell’Arab International Women’s Forum-AIWF), Vera Baboun (Sindaco di Betlemme), Odile Decq (titolare dello Studio Odile Decq di Parigi), Louisa Hutton (inglese, socia fondatrice dello studio d’architettura Sauerbruch Hutton), Suhasini Maniratnam (attrice, produttrice e scrittrice indiana fortemente impegnata nel sociale), Samia Nkrumah (ghanese, presidente del Centro Panafricano Kwame Nkrumah), Kazuyo Sejima (titolare con Ryue Nishizawa dello studio d’architettura SANAA di Tokyo), Benedetta Tagliabue (socia fondatrice con Enric Miralles dello studio d’architettura EMBT di Barcellona), Martha Thorne (statunitense, direttore Pritzker Prize), Elena Zambon (presidente dell’azienda farmaceutica italiana Zambon Spa).

LE ASPETTATIVE PER LA NUOVA EDIZIONE

“È interessante vedere cosa stanno facendo le donne in architettura – ha affermato Benedetta Tagliabue, giurata dell’arcVision Prize e fondatrice con Enric Miralles dello studio d’architettura EMBT – perché ancora non sappiamo se noi donne siamo capaci di fare un’architettura leggermente diversa, più sensibile, e se siamo in grado di dirigere uno studio di architettura alla nostra maniera. Nella passata edizione abbiamo assegnato la vittoria a Carla Juaçaba, architetto di cui abbiamo apprezzato l’intelligenza progettuale e l’ecosostenibilità, che per noi architetti non dovrebbe essere un tema del futuro ma un tema attuale. Sono molto curiosa – ha concluso Benedetta Tagliabue – di vedere i progetti e i lavori delle candidate di questa nuova edizione”.

IL PREMIO NEL GIORNO DELLA DONNA

Nelle scorse settimane un gruppo di Advisor, scelti tra architetti, docenti, critici, rappresentanti dei media del settore, hanno avanzato le candidature per l’edizione 2014.

La Commissione tecnico-scientifica ha poi definito la short list da sottoporre al giudizio della Giuria che si riunirà a Bergamo dal 5 al 7 marzo.

I risultati saranno resi ufficiali la sera del 7 marzo con una conferenza stampa della Giuria presso i.lab, il centro ricerca e innovazione del Gruppo, per essere divulgati l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Anche quest’anno i progetti e i profili delle architette finaliste saranno inseriti in una pubblicazione speciale di arcVision, rivista edita da Italcementi dal 1997 con l’obiettivo di avvicinare cultura d’impresa e cultura architettonica.

IL PREMIO SPECIALE A LINA BO BARDI

Nel corso della conferenza stampa, Stefano Casciani, direttore scientifico di arcVision Prize Women and Architecture, si è soffermato sulla figura di Lina Bo Bardi: "Il Premio Speciale a Lina Bo Bardi rappresenta un riconoscimento a tutte le progettiste che nell’epoca della modernità hanno lottato e lottano per l’affermazione del ruolo paritario della donna nell’impegno civile e nello sviluppo di una cultura del progetto egualitaria, progressista e solidale. Lina Bo Bardi è internazionalmente riconosciuta come un’autentica figura di culto nella storia di questa lotta, con il suo contributo allo sviluppo di architetture profondamente moderne per implicazioni sociali, ingegnosità strutturale e vocazione educativa.

Il MASP (Museo d’Arte della città di San Paolo), la Casa de Vidro (oggi sede della Fondazione Lina e P.M. Bardi), il Centro sociale SESC-Pompéia sono ancora oggi centri attivi di promozione artistica ma anche testimonianze di una poetica unica e originale, con cui Lina Bo Bardi ha indicato a tutte le donne architetto la strada di una ricerca espressiva pienamente autonoma. Siamo molto felici di essere riusciti a coinvolgere nel nostro Premio l’Instituto Lina Bo e Pietro Maria Bardi. Il 7 marzo, in occasione della premiazione dell’arcVision Prize, ci sarà un riconoscimento speciale e una lecture proprio sulla figura di questa straordinaria donna”.

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