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“Ciao Amore Ciao” Torna Albanoarte Festival con un omaggio a Tenco

Albanoarte Teatro Festival torna con una serata evento in omaggio a Luigi Tenco. Il nuovo appuntamento, inserito nel calendario della 23.esima edizione della rassegna teatrale, si terrà sabato 8 febbraio alle 21 al teatro “San Giovanni Bosco” dell’Oratorio di Albano Sant’Alessandro.

Albanoarte Teatro Festival torna con una serata evento in omaggio a Luigi Tenco. Il nuovo appuntamento, inserito nel calendario della 23.esima edizione della rassegna teatrale, si terrà sabato 8 febbraio alle 21 al teatro “San Giovanni Bosco” dell’Oratorio di Albano Sant’Alessandro.

In scena ci sarà la Compagnia Notari – Fratepietro, che si esibirà in “Ciao Amore Ciao – Tenco e Dalida tra musica e amore”, fresco vincitore del Musical Award 2013 come Miglior Spettacolo Off.

Come ha spiegato l’autore, Piero Di Blasio, l’esibizione "inizia così: una canzone mai realmente cantata, un amore troppo chiacchierato e poco vissuto, e poi uno sparo. Comincia dalla fine, ma senza analizzarla. Non è un’arringa sulle cause della morte di Luigi Tenco. Non è un’apologia del cantautore scomparso e, tantomeno, non è un recital. È un musical a tutti gli effetti. La parola è fondamentale in questo spettacolo, anche perché, molto spesso, le parole sono mutuate dallo stesso Tenco. Parole profonde e dirette che lasciano poco spazio all’interpretazione. Certamente la musica non fa da contorno, anzi. Come nella migliore tradizione del musical anglosassone, la colonna sonora dello spettacolo, eseguita dal vivo e interamente composta di canzoni del cantautore ligure, non solo descrive le varie scene, ma ne porta avanti la narrazione, ci racconta una storia d’amore. E sì, perché con questo spettacolo vogliamo raccontare una storia d’amore. E non ci importa se gli amanti si chiamano Tenco e Dalida. Quello che ci interessa è come si conoscono, come si scoprono, come si amano e come, alla fine, si lasciano. Luigi Tenco (Luca Notari) è già un musicista apprezzato e “rivoluzionario” (non dimentichiamoci che la storia si apre nel 1967, un anno prima dello storico periodo di contestazioni sociali). Nel febbraio di quello stesso anno, viene chiamato a Roma da Nanni Ricordi, proprietario della storica casa discografica RCA. La proposta è allettante: il festival di Sanremo. Ma non è allettante per il luogo, di per se non gradito a Luigi, ma per la compagna che lo avrebbe affiancato su quel prestigioso palco: Dalida (Stefania Fratepietro). Un anno insieme. Tra Roma e Parigi, tra alti e bassi, tra amori presunti, dichiarati e non corrisposti. I luoghi sono sempre stilizzati, le scenografie mai descrittive. Ogni ambiente deve poter essere la storia di ognuno di noi. Ogni spettatore deve potersi sentire Luigi o Dalida. Le canzoni, il punto focale della loro vicenda. Conosciamo Luigi attraverso le sue stesse parole. Sappiamo come vede la gente e come la gente vede lui (Io sono uno). L’incontro con Dalida è casuale e maledettamente forte. Lei è bella e algida. Lui la crede viziata e snob, ma la bella francese gli spiega che non è proprio così (Un giorno dopo l’altro). Nasce qualcosa tra i due, qualcosa di non esattamente chiaro. E allora Tenco prova a forzare un po’ la mano. La invita ad uscire… alle tre di notte (Se tu fossi una brava ragazza). La vita romana di Luigi, però, non va come si aspettava e al telefono, con la madre, cerca quel conforto che la distanza non gli permette, anche “mentendo” sul presente e sperando sul futuro (Vedrai, Vedrai). Cominciano i tormenti e le pene d’amore. Dalida è sposata, lui è innamorato… di un’altra donna (Ho capito che ti amo, Come le altre, Più m’innamoro di te e meno tu mi ami). Il danno è fatto, irreparabile, ma la casa discografica non permette che si sappia della rottura della coppia, anzi ne dichiara l’imminente matrimonio, subito dopo il festival. Dalida è furiosa (Io si). La sera di capodanno, i due si presentano insieme alla casina Valadier, a Roma. Luigi è strano ed ubriaco, lei è fredda e distante. Tra gli auguri e le grida, si regalano un testamento d’amore. Di un amore diverso, già segnato, che solo loro potevano capire (Lontano, Lontano). Arriva finalmente il tanto atteso Sanremo (Ciao amore, Ciao), ma i giochi, per tutti, sono ormai fatti. L’amore, come l’uomo, nasce, cresce e muore. Poco importa chi lo ha ucciso, certo è che non esiste più. È finito. Questo, e molto altro, è “Ciao amore, Ciao”, Tenco e Dalida, tra musica e amore". Un amore travagliato e passionale cantato e suonato dal vivo. Canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana interpretate da attori poliedrici in un recital sorprendente.

La rassegna “Albanoarte Teatro Festival” è organizzata dall’Associazione Culturale Albanoarte Teatro con il contributo dell’Assessore alla Cultura di Albano S.A. e il patrocinio d’Oratorio e Parrocchia dei S.S. Cornelio e Cipriano. Il costo di ingresso per il singolo spettacolo è di 12 euro, ridotto a 3 euro per i ragazzi fino ai 14 anni.

La prevendita è aperta alla biglietteria del teatro il sabato dalle 16 alle 17. È possibile prenotarsi chiamando il numero 333.9238879 (anche tramite sms indicante spettacolo, giorno, nome e cognome, numero posti) oppure tel. 035-582557 (orari apertura biglietteria/teatro). I biglietti prenotati devono essere ritirati entro 20 minuti dall’inizio dello spettacolo, pena l’annullamento della prenotazione e la perdita dei relativi posti.

Per avere ulteriori informazioni contattare info@albanoarte.com, www.albanoarte.com e www.facebook.com/albanoarteteatro

Paolo Ghisleni

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