BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Centrale rifiuti a Cologno, l’opposizione: “Serve referendum”

Pubblichiamo la controreplica di Progetto Cologno, gruppo consiliare di opposizione, in merito all'attacco subito dall'azienda che ha proposto all'amministrazione bassaiola la realizzazione di una centrale di smaltimento rifiuti a torcia al plasma.

Pubblichiamo la controreplica di Progetto Cologno, gruppo consiliare di opposizione, in merito all’attacco subito dall’azienda che ha proposto all’amministrazione bassaiola la realizzazione di una centrale di smaltimento rifiuti a torcia al plasma.

Leggiamo con un certo stupore la replica del dr. Bardari all’articolo della redazione di Bergamonews che riporta la notizia della volontà di realizzare un’attività di trattamento rifiuti con torcia al plasma da parte dell’amministrazione comunale di Cologno al Serio. Rispediamo al mittente l’accusa di far parte di una “squallida campagna denigratoria”, diffamatoria e di disinformazione verso il progetto in questione: il nostro compito, come minoranza consiliare, è proprio quello di informare i cittadini. In effetti soltanto noi ci faremo carico di questo ruolo (da parte dell’amministrazione l’intervento non è mai stato presentato, discusso e condiviso con i colognesi, che si sono svegliati lunedì apprendendo questa notizia), con gazebo informativi in paese a partire da domenica 9 febbraio, con un’assemblea pubblica fra qualche giorno, nella quale ci concentreremo sugli aspetti di merito e di metodo di questa proposta e con la promozione, unitamente ad altre forze politiche e civiche del paese, di un referendum di iniziativa popolare con il fine di riportare la politica e le decisioni che comporta al centro dell’interesse collettivo.

Non vediamo cosa possa esserci di squallido nel tutelare gli interessi della nostra comunità, chiedendo che, prima di rendere i colognesi cavie dell’ennesimo progetto insostenibile, l’amministrazione si fermi e ne discuta con la cittadinanza. Il tono dei commenti – in gran parte negativi – riflette l’evidente contrarietà degli abitanti della nostra zona, un luogo – ricordiamolo – autosufficiente per quanto riguarda la gestione dei rifiuti. Oltre a ciò, è prerogativa della politica discutere sulle strategie di sviluppo del territorio, compito che non può evidentemente essere attribuito a soggetti terzi, che – oltre a non conoscere la nostra realtà – scontano un evidente conflitto di interessi in questa situazione. Secondo il dr. Bardari, la nostra critica al progetto (visionato dalla sola maggioranza e non agli atti, motivo per il quale Bergamonews e gli altri organi di informazione non ne parlano) sarebbe priva di valide argomentazioni. Probabilmente, non conoscendo le vicende locali, non ha colto le implicazioni presenti nel comunicato e nella nostra azione di opposizione a questo intervento.

Le riassumerò brevemente:

1) il possibile insediamento di un’attività di trattamento rifiuti con tecnologia della torcia al plasma non è mai stato discusso a livello sovraccomunale: la proposta è estemporanea e non tiene conto del contesto regionale, che non presenta necessità di simili strutture;

2) il possibile insediamento di questa attività non è mai stato proposto ai cittadini in campagna elettorale e non è mai stato presentato nemmeno successivamente, prima della delibera di giunta pubblicata lunedì. Una buona amministrazione dovrebbe sempre coinvolgere i cittadini, soprattutto quando propone progetti di questa entità, proprio per evitare la sindrome nimby;

3) nessuna attività di questo tipo è presente in Italia. I nostri dubbi sui pericoli per la salute delle persone non sono inutili allarmismi, quanto legittime opinioni certificate dall’assenza di analoghe esperienze e da riscontri analitici decisamente insufficienti: è difficile sostenere che da un simile insediamento non deriverebbe un peggioramento della qualità della vita dei colognesi, cosa di cui siamo profondamente convinti. Non abbiamo adeguate referenze neppure per ciò che riguarda la Fondazione che propone questo intervento, cosa che sarebbe necessaria, conoscendo il delicato settore della gestione dei rifiuti;

4) questa proposta viene accettata dalla Giunta colognese per la semplice necessità di fare cassa, dal momento che un precedente investimento spregiudicato ha portato il comune a garantire interamente un mutuo da nove milioni di euro contratto da una società privata per realizzare un centro natatorio sovradimensionato e insostenibile: è evidente la volontà di reperire risorse in qualsiasi modo, pur di risolvere il problema delle piscine, chiuse da ottobre dopo il fallimento della socia di maggioranza della società che ha realizzato (in maniera incompleta e gravemente difettosa) e ha gestito l’opera.

5) trattandosi di una proposta che ricalca, per collocazione sul territorio, precedenti fallite iniziative (centrale a biomasse e impianto di riciclaggio inerti) su aree COSIDRA, assume tutti i caratteri della farsa con relativi inquietanti contorni se, con uno sforzo di memoria, risaliamo sino alle ragioni che tempo fa portarono COSIDRA stessa e GESIDRA a garantirsi vicendevolmente con tanto di azioni legali e patrimoniali ad oggi ancora irrisolte (questione tutta locale sulla quale non accettiamo lezioni da chi, evidentemente, vive per propria mission diverse problematiche e realtà). Speriamo di avere chiarito i motivi della nostra contrarietà, che non è squallida, aprioristica e denigratoria, né dettata dalla sindrome nimby.

Cologno al Serio, 7 febbraio 2014

per progettoCologno

Chiara Drago

Roberto Zampoleri

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da carlo

    ma i rifiuti di cologno dove vanno? forse non producono rifiuti, sicuramente no,i loro rifiuti vanno a finire in altri comuni, allora liberi di rifiutare tutto ,però da domani devono essere autosufficenti e nessuno ritiri i loro rifiuti

    1. Scritto da Luca Lazzaretti

      Hai perfettamente ragione…se si proponesse un impianto per incenerire o smaltire o riciclare i rifiuti prodotti solamente sul territorio, io sarei d’accordo! Ognuno si bruci la sua c…a!

  2. Scritto da planets

    quello dei rifiuti è il business in italia del secolo, imprenditori disonesti e mafie hanno deciso di contrastare la raccolta differenziata, chè è l unico modo in cui ci guadagnano solo ambiente e cittadini, bisogna capire importanza di educare tutti al riciclaggio, boicottando esercizi commerciali che propongono involucri voluminosi e inutili. L inceneritore conviene solo a chi lo gestisce, a tutti gli altri porta solo costi e malattie

  3. Scritto da Luca Lazzaretti

    Mi chiedo sempre in questi casi se una cosa del genere l’avesse proposta Foglieni o Lazzari….se il politico Legramanti avrebbe appoggiato senza se e senza ma il progetto..e poi mi chiedo dov’è finita la lega del “comune casa di vetro”dove i cittadini vengono coinvolti e consultati sui progetti più importanti…che amarezza. Dispiace per la gente per bene che li vota che credeva davvero nel cambiamento.