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Un febbraio raffinato a base di grande musica al Cielo Dining Bar

Ricco di nomi altisonanti della musica jazz e non solo, il programma spazia dal sound fresco ed energetico al blues-funk. Si parte questa sera, 6 febbraio, con il virtuoso Dario Faella che sarà alla testa del suo quartetto composto da Trullo, Massazza e Marinoni.

Giovedì sera di grande musica quelli che saranno offerti al Cielo Dining Bar di Dalmine in questo mese di febbraio. Ricco di nomi altisonanti della musica jazz e non solo, il programma spazia dal sound fresco ed energetico al blues-funk.

Il via questa sera alle 21.30 con Dario Faella, formatosi sotto la guida del maestro Filippo Dacco’ con cui ha studiato armonia, improvvisazione e arrangiamento jazz, è oggi un virtuoso della chitarra grazie al perfezionamento con Gary Burton, Joe Diorio, Franco Donatoni, Michael Gibbs, Mick Goodrick, Scott Henderson, John Scofield, Mike Stern. Per quanto concerne il settore jazzistico, l’artista ha collaborato sia con molti musicisti noti del panorama italiano dal calibro di Basso, Bollani, Bonaccorso, Coscia, Dalla Porta, Faraò, Negri, Prina, Tavolazzi, Zanch, sia con artisti d’oltreoceano. Per citarne alcuni Carl Anderson, Frank Gambale, George Garzone, John Stowell, Steve Smith, Enzo Todesco, Paul Wertico.

Per l’appuntamento al Cielo Faella sarà alla testa del suo quartetto, composto da Fabrizio Trullo al piano, Sandro Massazza al contrabbasso e Vittorio Marinoni alla batteria.

La settimana successiva verrà proposto un sound fresco ed energico, con sfumature soft ed elettriche,che si alternano a seconda dell’emotività del momento, ricco di influenze latine, digressioni swing e funk. A proporre questo connubio di modernità attuali, l’Habibi Trio Project, un progetto nato dall’incontro di tre musicisti innamorati della musica e delle sue digressioni: il chitarrista e compositore Andrea Rubini, il cui nome è già noto per via della partecipazioni ad alcuni festival jazz, Stefano Capomagi, giovane bassista noto in campo nazionale con collaborazioni di rilievo e il raffinato musicista del panorama lombardo Manilo Lazzarini.

Il 20 febbraio sarà la volta degli Half Past Midnight Plays Hendrix, attivi sulla scena blues e funk da quasi vent’anni, che propongono un rock blues con venature jazz e funky, prendendo spunto dall’intramontabile Jimi Hendrix e dai ritmi che hanno influenzato la musica degli anni sessanta e settanta. La sezione ritmica è formata da Gabriele Cortinovis e Marco Gambardella, Carlo Ghidotti si divide tra voce e chitarra solista e al supporto armonico e solistico dell’Hammond e del Rhodes di Massimo Piccinelli.

L’ultimo giovedi del mese sarà la volta della big band Cdpm, guidata dal sassofinista e arrangiatore Gabriele Comeglio. Un viaggio in bianco e nero tra due figure rappresentative del jazz orchestrale: Duke Ellington e Benny Goodman. Da Comeglio sono stati trascritti gli arrangiamenti originali di Fletcher Henderson, cavalli di battaglia del grande e talentuoso clarinettista di Chicago, nonché uno dei padri fondatori dello swing. Medesimo trattamento per i capolavori di Ellington, di cui ha scelto alcuni brani che spaziano dagli anni trenta alle suites dell’ultimo periodo, tra cui la Such Sweet Thunder. L’orchestra è completata dal trombettista Sergio Orlandi e gli studenti del Cdpm.

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