BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Il prof Marco Magnani: “Promuovere la crescita con più mobilità sociale” fotogallery

Nel pomeriggio di martedì 4 febbraio il docente dell’Harvard University, dove svolge ricerca in campo di politica economica come Senior Fellow alla John Kennedy School of Government, ha presentato il suo libro “Sette anni di vacche sobrie”. L’opera è incentrata sulle sfide e le opportunità di crescita per sopravvivere alla crisi.

“In questo momento l’Italia può essere raffigurata come un’imbarcazione che presenta diverse falle, che sarebbero i vari e noti problemi contingenti del Paese. Si tratta di problemi che richiedono attenzione e, certamente, non vanno sottovalutati, ma è necessario sviluppare una visione a medio-lungo periodo per saper cogliere le sfide e le opportunità di crescita andando oltre la crisi”. Ha esordito con queste parole il professor Marco Magnani, docente all’Harvard University, ospite dell’Università degli studi di Bergamo nel pomeriggio di martedì 4 febbraio. Nel corso dell’incontro, che si è tenuto nella Sala Galeoni del campus economico e giuridico di via Caniana, l’appassionato ricercatore in materia di politica economica ha presentato il suo ultimo libro “Sette anni di vacche sobrie”, fornendo interessanti spunti di riflessione.

Marco Magnani ha spiegato: “Ho effettuato la mia ricerca scegliendo Harvard come punto di osservazione perché, da un lato, rappresenta un’eccellenza mondiale e, quindi, si distingue come luogo privilegiato di conoscenza; e dall’altro, perché consentiva di effettuare l’analisi con il giusto distacco, senza essere né troppo vicino né troppo lontano dall’Italia. In modo particolare, ho notato sostanzialmente l’esistenza di due tipi diversi di Italia, di due modi differenti di essere italiani: il primo, incarnato dagli italiani all’estero, vede protagonisti parecchi imprenditori di successo, molti studenti che si impegnano e tanti giovani ricercatori che rappresentano un vero e proprio fiore all’occhiello per il nostro Paese; il secondo, invece, ben visibile entro i confini nazionali, annovera numerose energie positive che faticano ad emergere”.

Per migliorare la condizione socio-economica del Paese, è necessario promuovere un cambiamento culturale. Il professore ha evidenziato sei sfide, low cost e praticabili, punti di forza che l’Italia ha già nel suo DNA ma che bisogna riscoprire: “Far ripartire la mobilità sociale e restituire la fiducia nel futuro ai giovani, promuovendo il merito fin dai primi cicli scolastici; rilanciare lo sviluppo locale, attraverso le eccellenze territoriali produttive e della conoscenza; valorizzare la cultura dell’innovazione e la creatività imprenditoriale; investire finalmente in ricerca e sviluppo; coltivare il “giacimento petrolifero” rappresentato da arte, ambiente e cultura. Non basta valorizzare e riqualificare il turismo, dobbiamo creare “nuovi mestieri” e sperimentare nuove tecnologie, favorire l’integrazione culturale e valorizzare la diversità, per cogliere le opportunità che si offrono a un paese divenuto multietnico e l’importanza del Pil generato dagli immigrati, molti dei quali oggi sono piccoli imprenditori”.

Talento, qualità e multiculturalità, dunque, sono gli aspetti su cui puntare per essere competitivi in un mondo sempre più globalizzato. Magnani ha affermato: “Restituire mobilità sociale significa fare in modo che l’individuo, grazie alle proprie capacità, possa migliorare la sua posizione sociale. Per farlo, redistribuire il redditto è utile, ma può non bastare: il merito deve essere il criterio guida da adottare già a cominciare dalle scuole, soprattutto quelle secondarie, dagli studenti e dagli insegnanti. Basta pensare che, al momento della scelta delle scuole superiori, i ragazzi vengono spinti dalle famiglie a decidere sulla base del proprio reddito e non del proprio talento. Allo stesso modo, va sfatata la contrapposizione tra merito e uguaglianza, perchè valorizzare il merito vuol dire offrire pari opportunità, premiando le competenze. L’ascensore sociale deve poter tornare a funzionare, genitori e ragazzi devono tornare ad avere la speranza che investendo in formazione ed educazione, si possa migliorare. In quest’ottica, la presenza di disuguaglianze può assumere una connotazione positiva”.

In conclusione, il ricercatore ha concentrato la sua attenzione sulle imprese, sull’importanza di specializzare la propria produzione e di svolgere lavoro di rete sul territorio: “La qualità è sempre stata la caratteristica distintiva delle aziende italiane, in tutti i settori ed è ancora l’elemento cui dedicare attenzione ed energie. Infine, è utile sviluppare sinergie tra i soggetti del territorio per promuovere lo sviluppo a km zero: università, poli produttivi e istituzioni locali. Grazie alla condivisione delle competenze, del know-how, possiamo infatti trasformare le sfide della globalizzazione in opportunità di crescita”.

Paolo Ghisleni

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da nino cortesi

    Frasi trite e ritrite da persone solo povere di spirito.

    1. Scritto da ru

      Credo si possa anche definire “aria fritta”