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Verso Expo 2015, seminario sulla valorizzazione del Moscato di Scanzo

L’iniziativa, in programma mercoledì 5 febbraio. Sarà incentrata sul progetto di collaborazione del Consorzio di tutela di questo vino DOCG con il Centro Interdipartimentale di ricerca per l’innovazione in viticoltura ed enologia dell’università di Milano.

Mercoledì 5 febbraio alle 20 nella sala consiliare di Scanzorosciate si terrà un seminario di approfondimento, sul progetto di collaborazione del Consorzio di tutela del Moscato di Scanzo DOCG con il CIRIVE – Centro Interdipartimentale di ricerca per l’innovazione in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Milano. L’incontro, patrocinato dal Comune, assume un valore strategico e di aggiornamento anche in vista di Expo 2015.

Il progetto, volto alla caratterizzazione e alla valorizzazione del vitigno Moscato di Scanzo, nel corso del 2013 ha conseguito ulteriori importanti progressi:

– È stato completato il sequenziamento del DNA del Moscato di Scanzo nell’ambito di un progetto finanziato dal MIPAF – Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Sulla base del sequenziamento è possibile mettere in luce le specificità genetiche del vitigno, in comparazione con numerosi altri vitigni autoctoni e studiarne quindi in modo efficace la risposta in termini di potenziale qualitativo delle uve al variare delle condizioni ambientali e colturali. Nel corso del 2014 l’analisi della sequenza sarà completata con gli strumenti della bioinformatica.

– Sono proseguite le attività di selezione clonale del Moscato di Scanzo nell’ambito del progetto finanziato dalla DG Agricoltura della Regione Lombardia. Le 23 linee clonali raccolte presso i campi di selezione e omologazione clonale del polo regionale di Riccagioia scpa, sono state tenute sotto osservazione in relazione allo stato sanitario e alle prestazioni produttive e qualitative, anche attraverso la micro-vinificazione delle uve. Due linee clonali saranno presto iscritte al Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Le linee clonali saranno moltiplicate e messe a disposizione dei viticoltori del Consorzio nella primavera 2015, per realizzare vigneti sperimentali policlonali capaci di esprimere un maggiore potenziale enologico rispetto ai vigneti monoclonali o realizzati con materiali standard.

Valorizzazione enologica del Moscato di Scanzo. È stata completata la caratterizzazione dei profili compositivi delle molecole aromatiche (aromi liberi) e dei loro precursori glicosilati (aromi legati) del Moscato di Scanzo per per gascromatografia-spettrometria di massa (GC-MS), previa separazione dei composti mediante microestrazione in fase solida (SPME). Su tale base sono state elaborate e verranno sperimentate nel 2014 le più opportune tecniche per la gestione della vinificazione al fine esaltare le peculiarità aromatiche del vitigno.

Sono inoltre state raccolte ulteriori prove documentali comprovanti l’antichità e l’autoctonia dell’origine del Moscato di Scanzo.

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