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“Un ateneo internazionale” Il rettore Paleari illustra il futuro dell’università fotogallery

In un incontro tenuto nel pomeriggio di martedì 4 febbraio nel campus economico e giuridico di via Caniana, il rettore Stefano Paleari ha presentato il bilancio dell’ateneo e i nuovi obiettivi strategici per il prossimo futuro. In modo particolare ha evidenziato: “È necessario guardare a un’università sempre più internazionale”

“Guardare a un’università sempre più internazionale”. È questo l’obiettivo strategico di fondo verso cui si indirizzeranno l’attenzione e l’impegno dell’ateneo di Bergamo per saper cogliere le sfide e le opportunità che scaturiscono dal mondo globalizzato. A spiegarlo è il rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Stefano Paleari, nel corso di un incontro tenuto nel pomeriggio di martedì 4 febbraio nel campus economico e giuridico di via Caniana. Nell’occasione, il professor Paleari ha illustrato il bilancio pre-consuntivo di Ateneo per l’anno 2013, il bilancio preventivo di Ateneo per l’anno 2014 e i nuovi obiettivi strategici da perseguire.

Il rettore ha dichiarato: “Il principio-guida da utilizzare per guardare al futuro è il confronto con altre realtà, cioè vedere se quello che facciamo differisce da quello che fanno altri istituti e, nel caso non vi siano differenze, se il livello di qualità che offriamo è migliore o peggiore. È un criterio che ho adottato personalmente nell’osservazione del funzionamento di altre università all’estero, come Harvard, che rappresenta un’eccellenza a livello mondiale, e che può fornire informazioni interessanti”.

Nonostante la difficile situazione economia in cui versa attualmente il Paese e i tagli che negli ultimi anni non hanno risparmiato nemmeno l’ateneo di Bergamo, i numeri rappresentano un’università che gode di “buona salute”. Il professor Paleari ha evidenziato: “Siamo un’università low-cost: il costo per abitante del nostro ateneo è pari a 108 euro, un importo inferiore al canone Rai. Accanto alle risorse pubbliche, però un ruolo fondamentale è quello dei cofinanziamenti provenienti dal sistema produttivo locale, il sostegno con contributi di privati. Il loro apporto è molto importante per lo svolgimento della vita dell’università e per la concretizzazione di diverse nostre proposte e progetti, la cui realizzazione non sarebbe possibile contando solamente su stanziamenti pubblici. Basta pensare alle risorse per il diritto allo studio, che sarebbero di competenza regionale, ma che la Regione non eroga. Va notato, poi, che la soglia di indebitamento dell’ente è a un livello di estrema prudenza e che le tasse per gli studenti anche quest’anno resteranno congelate, senza subire nemmeno l’adeguamento inflazionistico”. Tra gli investimenti strutturali del prossimo futuro, invece, spiccano l’allestimento dell’aula magna nell’ex Chiesa di Sant’Agostino, in Bergamo alta, che dovrebbe essere ultimata entro maggio 2015, e lavori volti alla manutenzione del campus di via Caniana nel corso del periodo 2014/2015.

Sul fronte immatricolazioni il quadro è buono. Il rettore ha dichiarato: “A parità di corsi di laurea attivi, i flusso di immatricolazioni del 2014 è sostanzialmente stabile rispetto al trand degli ultimi anni. È un dato positivo, in netta controtendenza rispetto alla media nazionale, che registra complessivamente un calo che si aggira attorno al 10%. In modo particolare viene confermata una crescente attrattività dell’Università di Bergamo a livello extraprovinciale, con un aumento del numero di matricole provenienti da fuori provincia, ma anche a livello regionale. È un fenomeno riscontrabile anche in una dimensione extraregionale, una direzione in cui si dovrebbe ancora crescere”.

L’università, dunque, è sempre più cosmopolita. Il rettore ha sottolineato: “Anche quest’anno viene confermato l’aumento degli studenti stranieri che, attualmente hanno raggiunto quota 1.000: basta pensare che Trieste ne ha 1.100 e solitamente si dice che ne conti parecchi. Analogamente, è cresciuto anche il numero dei docenti stranieri: ne abbiamo in organico 63 su uno staff di complessive 331 unità, cioè circa il 20%. È un dato che, rispetto agli altri atenei nazionali, ci rende secondi, posizionandoci solamente dopo l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Inoltre, per raccogliere le sfide e le opportunità che scaturiscono da un mondo globalizzato, è necessario guardare a un modello di università sempre più internazionale. Per questo, il nostro ateneo ha siglato rapporti di partnership, scambi e collaborazioni con eccellenze mondiali come Harvard e Linz, con l’obiettivo di promuovere esperienze all’estero degli studenti e multiculturalità, invitandoli a sviluppare una preparazione venendo a conoscenza di altre realtà. A questo proposito, va considerato un incremento dei laureandi che scelgono di redigere la propria tesi in lingua straniera e dei corsi magistrali in inglese”. Da segnalare, infine, il nuovo progetto “Adotta un talento”, la cui approvazione definitiva verrà esaminata dal consiglio di amministrazione universitaria mercoledì 5 febbraio. Si tratta di un’iniziativa che consentirà di esentare dal pagamento delle tasse il 10% degli studenti meritevoli indipendentemente dal reddito.

A conclusione dei lavori, il sindaco Franco Tentorio ha dichiarato: “Ringrazio l’università per tutto ciò che dà alla città. È importante continuare a promuovere la collaborazione tra le istituzioni e gli enti del territorio perchè costruire sinergie ha ricadute senz’altro positive per tutta la cittadinanza”.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da Andrea

    Finalmente esistono le borse al merito, mi ero stufato che studenti con la media di 8 voti inferiori a me potessero beneficiare di borse “al merito”; è giusto che vi siano anche agevolazioni allo studio per il reddito ma deve essere comunque previsto un incentivo per il merito sennò, come accade, molti prendono l’università come passatempo con il vantaggio di poter pranzare gratis tutti i giorni.

  2. Scritto da BERGAMO CAMBIA LISTA CIVICA

    Compito del comune è promuovere e aiutare le idee e le iniziative imprenditoriali dei nuovi giovani che si stanno laureando o che si sono laureati, attuando dei provvedimenti innovativi e concreti: indirizzare le risorse a disposizione in fondi a sostegno di progetti per far partire nuove start up nella città di Bergamo, creando delle “borse di lavoro”,che consistono, come le borse di studio, in una somma di denaro che viene erogata ai progetti sviluppati nelle tesi di laurea.