BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Smartphone e la tassa Siae “Vergognosa, iniqua e ingiustificata”

Mister Gadget, alias Luca Viscardi, viene meno a uno dei suoi comandamenti per affrontare la questione della nuova tassa imposta dalla Siae su smartphone, tablet, computer e registratori digitali per compensare la copia privata dei materiali che acquistiamo online.

Mister Gadget, alias Luca Viscardi, viene meno a uno dei suoi comandamenti (non parlare di politica nei suoi interventi) per affrontare la questione della nuova tassa imposta dalla Siae su smartphone, tablet, computer e registratori digitali per compensare la copia privata dei materiali che acquistiamo online.

Ecco quanto ha scritto sul suo sito internet:

Mister gadget ha un credo assoluto: la politica deve rimanere fuori dalle sue pagine. Ma ci sono dei casi in cui è necessario incrociare alcuni fatti, di derivazione politica, con l’uso della tecnologia.

Siamo davanti ad uno di quei casi, quello della tassa che sarà imposta a smartphone, tablet, computer e registratori digitali in genere, che porterà ad un aumento considerevole di quanto già si paga oggi, ovvero circa € 0,90 per prodotto. Dopo quella che viene orrendamente chiamata “rideterminazione”, si passerà a pagare circa cinque euro per ogni smartphone, ma la cifra salirà a € 40 per i registratori digitali.

Da notare che la tassa è stata praticamente imposta da Siae: questa è una pratica abbastanza curiosa. Una società che incassa del denaro, che viene poi assegnato a privati, stabilisce anche le regole per cui questo avviene. In pratica, è come se domani fossero i lavoratori a stabilire qual è lo stipendio che un’azienda deve loro. Oppure, per fare un altro esempio, è come se una sola delle squadre di un campionato decidesse quali regole valgono, al solo fine di vincere tutte le partite. O ancora: è come se una delle aziende attualmente in crisi per la congiuntura internazionale imponesse al governo una legge per cui tutti noi paghiamo per il fatturato in calo. Ah.. no… questo avviene già!

Ma torniamo alla tassa Siae: questa nuova tassa imposta per compensare la copia privata dei materiali che noi acquistiamo on-line. C’è solo un piccolo problema: nella stragrande maggioranza dei casi noi non copiamo più niente, dato che usufruiamo di servizi che sono erogati in streaming, quindi senza una copia fisica dei files.

In pratica, paghiamo una tassa per qualche cosa che in realtà non facciamo. Non è la prima, non è l’ultima, ma rimane comunque una pratica becera.

Bisogna sottolineare che in decine di paesi del mondo questa tassa non esiste. Ma in Italia siamo bravissimi ad erogare servizi orrendi e a tassare anche l’aria che respiriamo. C’è anche un piccolo particolare: SIAE non ha fatto sapere a nessuno come ripartirà il denaro (200 milioni l’anno) che verrebbe raccolto con l’iniqua e ingiustificata tassa.

La decisione finale è del ministro Massimo Bray, fategli sapere via twitter @massimobray cosa ne pensate. #stopsiae

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da fm

    All’estero la Siae non può imporre balzelli. Basta acquistarli all’estero. Di fronte a balzelli odiosi ci vanno di mezzo i commercianti e i produttori italiani.

  2. Scritto da baz

    a dire il vero la tassa non è per la “copia privata”, ma risarcire della “copia illegale” che uno “potrebbe fare” su quel dispositivo. Quindi in pratica si pagano diritti SIAE per dei prodotti SIAE che NON si comprano. Ergo Vasco Rossi (uno dei principali beneficiari SIAE) guadagna qualcosa dai filmini delle vacanze che uno fa con la sua telecamera.

    Siamo ostaggio di questi potentati, e tutti i grandi rivoluzionari digitali a Roma l’hanno lasciata passare…

  3. Scritto da Gaetano Bresci

    a parte l’esempio dei lavoratori assolutamente fuori luogo, visti anche i tempi, si sa che la siae è un’organizzazione paramafiosa istituzionalizzata e protetta dal potere politico. Finchè esisterà questa classe di papponi istituzionali, la siae prolifererà.

  4. Scritto da Marco

    Mi sembra veramente assurdo. Io ad esempio dispongo già di un servizio di streaming (Google Play Music). Dovrò pagare una tassa (concepita per contrastare la pirateria, l’opposto al servizio di cui sto usufruendo) per una cosa che già pago?

  5. Scritto da battista

    perché non la paghiamo?

  6. Scritto da Colibri

    allora iniziamo a farli pagare a tutti quelli che governano che li hanno gratis e percepiscono stipendi abnormi

  7. Scritto da Kiko

    speriamo cosìl tanta Gente imparerà a farne un uso intelligente

  8. Scritto da Antonino B.

    Che sia 90 cent oppure 5 Euro non vedo il problema quando puoi permetterti un aggeggio che ne costa 400… 500… 800…

    1. Scritto da Marco

      Non vedo il problema di pagare la benzina 2 euro al litro se ti puoi permettere 8000 euro o più di macchina… Che discorsi sono? Si parla di arrivare anche a 40€, un aumento del 5% su un telefono di fascia alta, il 10% su un telefono di fascia media.

  9. Scritto da beppe

    Forse è arrivata l’ora che tutti questi balzelli debbano finire, ed è ora che le tasse, i mega stipendi della politica e non, le sfacciate pensioni e tutte quelle cose inutili che il governo non ha le …….. per affrontare perchè comandato da tutte le lobbi, devono cessare, perchè solo così l’economia potrà riprendersi.