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Reti d’impresa, un paracadute anti-crisi I casi di Itc e SpinOn

Le reti d'impresa sono state al centro di un convegno organizzato in Confindustria Bergamo in cui sotto i riflettori sono finiti due casi di eccellenza bergamaschi: l'Itc, orientato al rafforzamento sul mercato estero, e lo SpinOn, creato per far crescere il contenuto tecnologico dei prodotti.

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Le reti d’impresa sono una delle poche vere scelte strategiche che ha fatto il Paese in questi anni”. Parola di Fulvio D’Alvia, direttore di RetImpresa, associazione nata all’interno di Confindustria per promuovere lo sviluppo delle reti.

Il punto è stato fatto al convegno organizzato a Confindustria Bergamo che ha visto protagonisti due casi di eccellenza bergamaschi, uno orientato al rafforzamento sul mercato estero, l’altro a far crescere il contenuto tecnologico dei prodotti, a costi competitivi.

Da un lato Giancarlo Losma, amministratore delegato della omonima azienda di Curno, ha infatti creato con altri partner l’Itc, Italian technology center, aperto a Pune, in India, per vendere meglio sul mercato locale e per assistere la clientela; dall’altro Marco Manzoni (amministratore della Nuova Termostampi di Lallio) e Giancarlo Lanza (amministratore di Fae di Gazzaniga) che con Fae ++, sotto la spinta di un caso concreto, hanno unito gli sforzi e creato SpinOn, nato nel luglio 2013 per offrire al cliente una industrializzazione di progetto più completa che comprenda sia la fase di stampo che il contenuto elettronico. Nuova Termostampi e Fae hanno infatti realizzato un terminale interfaccia per impianti dotato di tecnologia touch screen. Ne è risultato un prodotto a costi competitivi rispetto a quelli di analoghe produzioni dell’est asiatico. Di qui l’idea di offrire ai clienti proposte più complete, sempre tenendo d’occhio i costi.

E per entrambi le reti si profilano ulteriori sviluppi: Losma e le altre 11 aziende potrebbero dar vita ad una collaborazione anche in Italia e in nuovi paesi esteri, nel secondo caso la rete potrebbe agevolare il difficile passaggio da aziende terziste ad aziende che lavorano direttamente per il mercato, oppure l’integrazione di altre fasi della filiera produttiva, sempre nel segno dell’innovazione, come chiave principale per ottenere competitività.

Anche Aldo Bonomi, vice-presidente di Confindustria, presidente di RetImpresa, imprenditore bresciano, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bonomi che produce componenti per l’idraulica e il riscaldamento, ha portato la sua positiva esperienza di collaborazione fra imprese concorrenti avviata per produrre una nuova lega conforme alle mutate norme tecniche Usa. “Diffidenza e individualismo imprenditoriale sono la norma del nostro modo di fare impresa – ha sottolineato – ma si può cambiare e i benefici ci sono e sono concreti. Alla fine la rete cambia il proprio modo di fare impresa”.

La rete quindi si conferma sempre più come una delle possibili risposte alla crisi. Sono 1300 i contratti attivi in Italia, cui aderiscono circa 6mila imprese, di cui quasi 1600 in Lombardia. Fra questi le imprese bergamasche sono oltre 160 (dato del Registro di Unioncamere a fine 2013) suddivise fra aziende di servizi, manifattura, costruzioni. Una crescita notevole , visto che poco più di un anno fa, sempre secondo i dati Unioncamere, erano 66 le imprese bergamasche, per un totale di 35 contratti, prevalentemente nei settori dell’energia, dell’ambiente e riciclo rifiuti, dei servizi e consulenza e dei materiali innovativi.

Cifre che dimostrano la vitalità di queste aggregazioni, pur in tempi di crisi, che sono anche viste con un occhio benevolo dalle banche, come hanno confermato Paolino Donnarumma e Costantino Miri, del Banco Popolare, istituto bancario che si è distinto per l’attenzione a questo fenomeno e che ha un accordo di collaborazione con ReteImpresa.

Rossana Pecchi

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