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Il manager laico Cincera sostituisce don Resmini alla guida del Patronato

Il vescovo di Bergamo Francesco Beschi ha nominato Massimo Cincera, presidente dell'Opera diocesana Patronato San Vincenzo finora guidato da don Fausto Resmini. Una scelta che indica una discontinuità con il passato, è la prima volta di un laico, e punta a ricucire i rapporti tra Caritas Diocesana e Patronato San Vincenzo da tempo divisi sulla gestione delle povertà.

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Nei corridoi della Curia di Bergamo il cambio al vertice del Patronato San Vincenzo pare ormai cosa fatta, manca solamente l’annuncio ufficiale. Il vescovo di BergamoFrancesco Beschi, ha nominato Massimo Cincera, amministratore delegato del Gruppo Sesaab che pubblica il quotidiano L’Eco di Bergamo, nuovo presidente dell’Opera diocesana Patronato San Vincenzo.

Cincera prende il posto di don Fausto Resmini. Una scelta che ha dello storico e che segna una svolta per diversi motivi: Cincera è il primo laico a presiedere la più importante fondazione di carità della diocesi di Bergamo.

Fare carità e far quadrare i conti, sembra la sfida che finora il Patronato non sia riuscito ad affrontare. L’opera diocesana Patronato San Vincenzo, braccio destro dell’associazione Psv, era stata istituita nel 2007 da monsignor Aldo Nicoli su indicazione dell’allora vescovo di Bergamo, monsignor Roberto Amadei, per far fronte ai grandi debiti e risollevare le sorti economiche del Patronato.

Alla morte di monsignor Nicoli, nel settembre del 2009, la presidenza dell’opera diocesana del Patronato fu affidata a don Fausto Resmini, 61 anni, fondatore e direttore della Comunità Don Milani di Sorisole

In questo periodo sembra si sia creata una profonda frattura con la Caritas Diocesana, che accusa il Patronato di gestire una accoglienza indiscriminata e in forma assistenzialistica, di centinaia di persone che chiedono cibo, tetto e assistenza.

Il risultato sarebbe evidente: si sono svuotati i diversi servizi della Caritas andando ad ingolfare quelli del Patronato San Vincenzo.

“Di chi è il compito di gestire le nuove povertà?” si chiedono in diocesi. Del Patronato, della Caritas, del Comune?

L’unica risposta finora è che don Claudio Visconti, direttore della Caritas, è stato escluso dal consiglio di amministrazione della Caritas ed è stato sostituito da monsignor Vittorio Nozza, mentre don Fausto Resmini sarebbe stato messo in panchina per mettere in campo Cincera.

La gestione della “carità” della Chiesa di Bergamo viene ora assegnata a un manager laico allenato a trattare con il denaro. Massimo Cincera, infatti, oltre ad essere attuale amministratore della Sesaab ha seguito la creazione del fondo immobiliare di 100 milioni di euro della diocesi di Bergamo e fino allo scorso novembre è stato membro del consiglio di gestione del Credito Bergamasco.

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Commenti

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  1. Scritto da franca

    Don Resmini ha sempre pensato agli ultimi e dimostrato che il vangelo lo si può vivere anche oggi, malgrado tutto. Mi chiedo gli altri dove siano e cosa pensano di dimostrare… come cristiana mi vien da dire: fate quello che dico ma non quello che faccio!!!!!!!!!!! Non ci stupiamo se le chiese sono vuote…di chi è la colpa??????

  2. Scritto da Pietro

    ….Gerva, dove sei??? PIATTUME ASSOLUTO. DIOCESI che non interagisce con gli enti locali. il territorio… Chiede di te. Ed il vicario per la pastorale di bg propone modelli medievali. Ho letto a Vigevano il Programma pastorale della Diocesi. In Oratorio, la scorsa settimana, festa di Don Bosco ti abbiamo pensato, durante la catechesi anche citato. Come sempre. Ma… Di fronte a ciò che esempio diamo? CINCERA???????????

  3. Scritto da Cristiano

    Sapete cosa mi sconcerta? Che tutto avvenga senza che nessuno si opponga. Hanno “cacciato” i preti validi. Mons. Gervasoni, Mons. Carrara…”solo” per aver avuto la sfortuna di essere più intelligenti, formati ed di “spessore” dell’attuale Vescovo Beschi. Pian piano… Piazza pulita. Rimpiazzando gli stessi con i famosi “silurati” da Roma. Messi ovunque. BESCHI ha la SINDROME da numero 2.

  4. Scritto da Carlo

    Altro flop di Mons. beschi. Manager che, non mangiando più sulle società private lo fanno su società e holding della Curia.
    A casa! Beschi non doveva andare alla Cei? Speriamo lo chiamino presto.
    La stessa riforma della Curia, tanto elogiata da Mons. Pelucchi , è stata solo un modo per attorniarsi dei propri protetti allontanando preti validi.
    Obbedienza non è cecità, preti un po’ di dignità!

  5. Scritto da lotty

    Risposta alla domanda della diocesi: le nuove povertà deve gestirle lo stato con i soldi della chiesa!

    1. Scritto da abra

      allora poveri poveri, se così fosse

  6. Scritto da gio

    beh almeno don fausto applica il vangelo gli altri cosaa fanno ???

  7. Scritto da che notizia!

    che notizia sconclusionata che denota la assoluta non conoscenza della realtà bergamasca su tema dell’aiuto a chi soffre. Invenzioni circa una contrapposizione tra Caritas e patronato. I soliti radical chic da salotto.

  8. Scritto da pecunia non olet

    Se fosse confermato il “si dice”, una brutta mossa. Anzi pessima, caro Pastore Francesco Beschi. Aziendializziamo anche le opere di carità? senza dire delle azioni aziendali di Cincera…perché la censura interviene e zittisce :-/

  9. Scritto da Elia

    Povero don Resmini! Quanto costa essere dalla parte dei perdenti!

  10. Scritto da gaziantep

    Laico? non esageriamo…

  11. Scritto da stefano

    ma Cincera è capace di far solidarietà? questa spesso non fa rima con economia e tagli. E poi, l’antipatia della Caritas nei confronti di Resmini è solo dettata dal deficit delle azioni o dalla buona concorrenza che riesce a fare?