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“Il classico nell’arte”: quando la modernità stimola il confronto fotogallery

“Il classico nell’arte – Modernità della Memoria dall’Arte Greca a Bernini, Paolini, Pistoletto”. Questa la mostra che inaugura giovedì 6 febbraio alle 18.30 alla Gamec e che sarà visibile fino al 4 maggio.

di Stefania Burnelli

“Uno stimolante confronto”, annunciano gli organizzatori “che intende sottolineare le influenze e le relazioni esercitate dal passato sul presente e viceversa”. “Si tratta di lavori di artisti contemporanei”, si precisa, “che guardano al passato e che ad esso si ispirano, e che saranno affiancati da opere provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo in un percorso espositivo che pone classico e contemporaneo in stretta connessione”.

Un’occasione, insomma, per il grande pubblico di interagire con opere di artisti del nostro tempo – tra i più cari ai curatori Gamec – dagli anni Sessanta al 2013, come Giulio Paolini, Pistoletto, Adrian Paci, Vanessa Beecroft, Valerio Carruba, Ferrario Freres, e ripensare i referenti visivi del passato arcaico, antico e meno antico della Storia dell’Arte, grazie alle riprese e citazioni più o meno esplicite di questi autori e soprattutto complici gli accostamenti di pitture e sculture delle collezioni della Carrara, come il “San Giovanni Evangelista” di Lorenzo Costa (1480-85), il “Baccanale di Giulio Carpioni (1665-70), l’“Andromeda” di Pietro Bernini (1615 ca.).

Fin dal titolo, però, e fin dalla dichiarazione d’intenti la mostra pone come assunti quelli che dovrebbero piuttosto essere gli interrogativi della contemporaneità, i quesiti non facilmente risolubili di chi è chiamato a confrontarsi oggi con le arti visive. Che cosa si intende per “classico”? Che cosa significa “modernità” della memoria? Che cosa è per un artista contemporaneo “ispirarsi al passato”? Sono almeno vent’anni che significative rassegne internazionali riflettono sul “classico” nella modernità e/o nella contemporaneità: da “Antichità/Modernità nell’arte del secolo XX” alla Fondazione Mirò di Barcellona nel 1990, a “Il mito e il classico nell’arte contemporanea italiana” tenutasi a Sarzana nel 1995, a “Le costanti del classico nell’arte del XX e XXI secolo” allestita a Catania nel 2009.

Senza contare la mostra “L’arte alla prova del tempo” proposta dalla Gamec nel 2009, in cui “classico” e “moderno” si fronteggiavano già allora, con identica formula “per sottolineare le influenze e le relazioni esercitate dal passato sul presente e viceversa” (sic).

A partire dalla fortunatissima affermazione di Gino De Dominicis che “tutta l’arte è contemporanea” – dove “contemporaneo” è lo sguardo presente di chi osserva – l’attenzione all’intreccio e alla contaminazione tra le ere e i “tempi” dell’arte si è moltiplicata. Seppure citare, alludere, rievocare, reinventare, ibridare, isolare un dettaglio o ripensare l’insieme siano da sempre strade percorse da tutte le arti – ivi compresa la letteratura, il cinema, la musica…- per rileggere, omaggiare, esibire, far rivivere, camuffare o “rivedere” modelli antichi e precedenti illustri. Le arti visive si prestano in modo più “immediato” e “facile” agli accostamenti e agli azzardi di chi ne fruisce.

La mostra in Gamec, cui va certo il merito di proporre un taglio anche divulgativo aperto al grande pubblico, intende “creare un ponte tra i secoli che contribuisca ad avvicinare opere del passato, a rinegoziarne il senso e a valorizzarne la testimonianza”. Un approccio non privo di incognite, come spesso accade nelle operazioni, più o meno facili, di “attualizzazione del passato”. Lo spessore e la serietà di questa impresa, che è anche una sfida a cogliere le sedimentazioni culturali e visive della nostra memoria, sono affidate alla curatela di Giacinto di Pietrantonio.

Correda la mostra il catalogo “Il classico nell’arte” con testi critici di Giacinto Di Pietrantonio, Cristina Rodeschini e apparati approfonditi sulle singole opere.

Per abituare anche le nuove generazioni a uno sguardo “libero” e diacronico sull’arte, i Servizi Educativi della Gamec propongono una serie di appuntamenti per i più piccoli dedicati alle mostre in corso: laboratori interattivi per bambini e ragazzi dai 5 agli 11 anni si terranno ogni martedì con replica il mercoledì dalle 16.45 alle 18.45 mentre la prima domenica del mese dalle 15.30 alle 17 ci saranno laboratori gratuiti (informazioni e iscrizione obbligatoria allo 035 270272. int. 408, o all’address visiteguidate@gamec.it).

Commenti

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  1. Scritto da Loredana Locatelli

    Me l’ero già segnata come iniziativa da tenere presente…in mancanza di meglio…
    Sono curiosa di vedere l’effetto che fa, ma questi tentativi mi sembrano un po’ cervellotici, un po’ forzati…
    Ci andrò, però, con fiducia, come sempre! Spes ultima dea…

  2. Scritto da Loredana Locatelli

    Me l’ero già segnata come iniziativa da tenere presente…in mancanza di meglio…
    Sono curiosa di vedere l’effetto che fa, ma questi tentativi mi sembrano un po’ cervellotici, un po’ forzati…fatti in mancanza di meglio…
    Ma ci andrò con fiducia, come sempre!