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Fabio Pasini è pronto “Carico per Sochi, anch’io dirò la mia”

Per il fondista di Gazzaniga si tratta della seconda Olimpiade, la prima senza il fratello Renato: "Il mal di schiena mi sta dando qualche problema di troppo per la gara del 14 sarò al 100%. Sogno una medaglia nella staffetta".

Continua il viaggio di BgNews alle Olimpiadi di Sochi, con le emozioni dei bergamaschi che tra pochissimi giorni sarano impegnati nella manifestazione a cinque cerchi. Dopo Michela Moioli e Nicole Della Monica è il turno del fondista Fabio Pasini che correrà con la maglia azzurra in un’Olimpiade per la seconda volta dopo Vancouver 2010. Con la "benedizione" del fratello Renato che, invece, seguirà i Giochi dalla Val Seriana, impegnato con i suoi ragazzi.

 

E’ pronto Fabio Pasini. Archiviata l’ultima prova di Coppa del Mondo a Dobbiaco, la testa ora è tutta per l’avventura olimpica di Sochi 2014. Quattro anni dopo il debutto di Vancouver, il fondista seriano è carico per la nuova esperienza che lo attende in terra russa: "La schiena mi sta dando qualche piccola preoccupazione – ha spiegato a BgNews Pasini – ma un po’ di riposo e qualche antidolorifico mi rimetteranno in sesto per il debutto del 14 febbraio. Per quel giorno spero di essere al 100%".

Il weekend a Dobbiaco non è stato dei più fortunati per tutta la spedizione azzurra, con due soli atleti arrivati a punti e con un 43esimo posto che non può lasciar soddisfatto Pasini: "Ma forse è meglio così – ha commentato il fratello Renato -, perché le imprese olimpiche più belle l’Italia le ha compiute dopo un avvio di stagione incerto, come quest’ultimo. A Torino, ad esempio, abbiamo vinto la staffetta dopo tante delusioni, meglio arrivare in sordina. Fabio nella prova da 15 chilometri classica potrà dire la sua, anche se sarà molto dura perché lì le medaglie sono già tutte assegnate, almeno stando ai pronostici. La mia prima Olimpiade da casa? Non ho rimpianti, ora sto allenando i giovani campioncini di domani, sono contento".

Come detto, Fabio Pasini debutterà il 14 febbraio nella 15 chilometri classica: "Viene anche chiamata ‘la gara dei nordici’ – ci spiega – perché a dettare legge sono sempre gli stessi, da anni. Ma nello sport non si può mai dire: io ce la metterò tutta e, se arriverò davvero al 100%, sono certo che potrò dire la mia. Purtroppo in questi ultimi giorni sto pagando i grandi carichi di lavoro che ho dovuto soppportare per arrivare al meglio all’appuntamento olimpico. La speranza? E’ di strappare un bel piazzamento nella 15 classica per poter poi disputare le staffette in cui potremo anche sperare in una medaglia".

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