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Animali evasi dalla mente dei bambini con disabilità in mostra a Milano

L'esposizione a cura di Valentina Ciuffi, Giovanni De Francesco e l’Atelier dell’Errore, è magnetica per i gli occhi e contagiosa per i cuori, con i disegni e i film realizzati dal laboratorio di arti visive per la neuropsichiatria infantile, creato da Luca Santiago Mora, con giovani artisti tra i 7 e i 12 anni, seguiti dall’Ausl di Bergamo e di Reggio Emilia

Il Catoblepa con le Mille Lacrime, il Pirotoco del Ferro, il Catoblepa Occhi Lucidi, la Remora Baianfantiticole, il Pirotoco che Guarda le Femmine o il Pirus Infiamatico: sono solo alcuni degli animali evasi dalla prigione dell’immaginazione, scappati dalla mente di bambini con difficoltà psichiche, e raccolti in una mostra alla Marsèlleria di Milano fino al 10 febbraio.

L’esposizione a cura di Valentina Ciuffi, Giovanni De Francesco e l’ Atelier dell’Errore, è magnetica per i gli occhi e contagiosa per i cuori, con i disegni e i film realizzati dal laboratorio di arti visive per la neuropsichiatria infantile, creato da Luca Santiago Mora, con giovani artisti tra i 7 e i 12 anni, seguiti dall’Ausl di Bergamo e di Reggio Emilia e con il contributo fondamentale di Rotary Bg Ovest.

I “Piccoli Professori”, come Santiago ama chiamarli, hanno creato un "Atlante degli Animali Mancanti", ispirandosi al libro di Ermanno Cavazzoni: “Guida agli animali fantastici”. I nostri animali non sono saliti sull’arca di Noè “I ragazzini – ha raccontato Santiago, ideatore dell’Atelier dell’Errore a Rai News – dicono che questi animali sono quelli che non hanno dato retta a Noè, che non ci son voluti salire sull’arca, o sono arrivati in ritardo, come a scuola. Poi con tutta l’acqua di quaranta giorni e quaranta notti, sono morti tutti. Altri invece, non hanno ancora messo zampa sulla terra. In lenta marcia, per lunghe fila, nei cieli, ad arrivare fin quaggiù, ma ci vorrà tempo, un lungo tempo… Se ci saremo ancora”.

I giovani artisti soffrono di disturbi più o meno gravi: difficoltà di apprendimento, concentrazione, iperattivismo, sindrome di Down e autismo; e quando “arrivano in atelier – ha spiegato Santiago – arrivano educati alla convinzione di non saper disegnare. O peggio, arrivano a dire: ‘Io non posso disegnare’. E allora è difficilissimo tirarli fuori da quelle convinzioni lì. Soccombenti come, non sanno darsi fiducia, e così, all’inizio, pure in atelier hanno paura, e gli sembra tutto difficile”.

Ma poi si rendono presto conto che “si disegna di nervi e cuore, poca testa, poche ‘regole’, inevitabili, determinanti, unica bussola di riferimento per una navigazione a braccio come la nostra, fra improvvisi ed insondabili banchi di nebbia, minacciosi icebergs, che sono le loro personalissime difficoltà, capaci di mandare a picco una flotta intera di arche stracolme di buone buonissime intenzioni” ha concluso l’artista.

Atelier dell’Errore ha progettato l’esposizione del proprio lavoro in diversi luoghi e spazi fra cui: il reparto di Medicina Nucleare di Humanitas Gavazzeni a Bergamo, installazione permanente dal 2010, i Magazzini del Sale per il Festival di Radiotre a Cervia nel 2012, la chiesa di San Stae sul Canal Grande a Venezia  nel 2012, la piazza antistante il MaiMmuseo a Cremona, con un’installazione luminosa permanente dal 2013, il Museo di Scienze Naturali di Bergamo, lo scorso gennaio.

Commenti

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  1. Scritto da Marco

    conobbi Luca Santiago Mora a BG scienza di qualche anno fa: complimenti a lui!!

  2. Scritto da lotty

    Bellissima esperienza! Grazie all’atelier dell’errore.