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Galbani, ora si sciopera Braccia incrociate venerdì 7 febbraio

Dopo l'annuncio della francese Lactalis di chiudere lo stabilimento Galbani di Caravaggio, l'ex Invernizzi, arriva la pronta reazione della Rsu del sito che ha proclamato una giornata di mobilitazione per venerdì 7 febbraio.

Dopo l’annuncio della francese Lactalis di chiudere lo stabilimento Galbani di Caravaggio, dove sono attualmente occupati 218 dipendenti, arriva la pronta reazione della Rsu del sito che ha proclamato una giornata di mobilitazione per venerdì 7 febbraio:

"La RSU del Sito di Caravaggio esprime grande preoccupazione per la situazione occupazionale venutasi a creare dopo l’informativa sulla prospettata chiusura del Sito di Caravaggio (BG) e la riduzione del Sito di Introbbio (LC).

La RSU del Sito di Caravaggio riceve interamente il comunicato stampa emesso dalle Organizzazioni sindacali nazionali del 3 febbraio 2014. La RSU del Sito di Caravaggio sostiene il Comunicato Sindacale emesso dall’Assemblea di sito del 4 febbraio.

La RSU proclama una mobilitazione per l’intera giornata di venerdì 7 febbraio 2014 che interesserà tutti i reparti del sito di Caravaggio.

La RSU chiede la partecipazione delle rappresentanze e dei lavoratori dei Siti del Gruppo Galbani a sostegno della rivendicazione alla mobilitazione di venerdì 7 febbraio 2014. La RSU invita le Organizzazioni sindacali Territoriali e Nazionali ad attivare ogni iniziativa utile a favorire informazione e coordinamento tra i lavoratori del Gruppo".

"Due sono i problemi più stringenti emersi martedì mattina dagli interventi preoccupati dei lavoratori in assemblea – hanno aggiunto Valentino Rottigni della Flai Cgil e Gianluigi Bramaschi della Fai Cisl – Oltre ai 218 lavoratori in organico, per i quali il gruppo Lactalis ha annunciato la ricollocazione negli altri stabilimenti lombardi, ci sono anche 40 lavoratori a tempo determinato. Ora Lactalis sostiene che non ci saranno esuberi, che non cambieranno i volumi produttivi attuali. Noi sottolineiamo che anche chi è assunto a tempo determinato ha contribuito, fino ad oggi, a produrre questi volumi, dunque la ricollocazione deve riguardare anche loro. Per questo intendiamo aprire la trattativa nel segno della tutela di tutti i lavoraotir di Caravaggio. La seconda questione è quella del lavoro femminile: sono davvero molte le donne che lavorano nello stabilimento di Caravaggio. Ci preoccupa molto il ragionamento, illustrato in Assolombrada da Lactalis, secondo cui i lavoratori seguiranno il reparto – dunque il prodotto – di appartenenza negli stabilimenti di destinazione. SIamo convinti che sia necessaria, invece, una riflessione diversa con criteri differenti di assegnazione dei lavoratori agli stabilimenti, tenendo conto del delicato equilibrio nella conciliazione dei tempi di lavoro con quelli familiari: le madri lavoratrici vanno tutelate". 

Su una terza, più ampia, questione i sindacati di categoria sono d’accordo: "Ci sembra necessario fare un’analisi della situazione non solo guardando il sito di Caravaggio: quello che qui è stata annunciato è un nuovo modo di gestione della produzione in Galbani, una modifica della strategia dal punto di vista produttivo, che prevede una specializzazione spinta di ciascun stabilimento. Questo comporta la necessità di condividere le criticità che emergeranno, a partire dalla situazione del sito di Introbio". 

Commenti

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  1. Scritto da carlo

    non è tempo di scioperi ,è tempo di accordi ,senza perdere inutilmente soldi, sono stato ricollocato anche io e non sono morto, certo i sindacati la loro paga la prendono sempre piena