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Foppa, che disastro A Novara costa caro il calo di tensione

Doverosa premessa: delle tre sfide in sette giorni era quella che contava di meno. Le due da "dentro o fuori", quelle dei quarti di coppa Italia, le ragazze le hanno vinte, con pieno merito. La pancia quindi è piena e a volte capita che questo provochi il classico "riposino" pomeridiano. Cosa che è puntualmente avvenuta domenica al terzo rendez-vous con l’Igor Gorgonzola: tre a zero e tutti a casa.

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di Alberto Caprini

Doverosa premessa: delle tre sfide in sette giorni era quella che contava di meno. Le due da "dentro o fuori", quelle dei quarti di coppa Italia, le ragazze le hanno vinte, con pieno merito. La pancia quindi è piena e a volte capita che questo provochi il classico "riposino" pomeridiano. Cosa che è puntualmente avvenuta domenica al terzo rendez-vous con l’Igor Gorgonzola: tre a zero e tutti a casa.

POCHI STIMOLI – Quando ti abitui a vincere, contro lo stesso avversario, e ottieni un traguardo definitivo come una Final Four a spese loro, sembra quasi un obbligo o un dovere continuare a farlo perché sei più forte e pensi che basti poco per dimostrarlo. Questo è stato il problema più grosso per le rossoblù, che probabilmente avrebbero offerto ben altra prestazione contro qualunque squadra diversa avessero affrontato domenica. All’ingresso in campo della Foppa lo speaker addirittura chiamava "coinquiline" le nostre, tanto per darvi un’idea. Servivano gente nuova, aria nuova, stimoli nuovi insomma… Certo i tre punti persi allo Sporting Palace hanno lasciato molto amaro in bocca a Merlo & C., autrici probabilmente della peggior partita dell’anno in campionato. Anche a Busto erano incappate in un tre a zero ma con meno errori individuali e contro un’avversaria qualitativamente superiore. Un passo falso che costa un posto in classifica, si scende dal terzo a quarto. In questo momento conta poco o nulla ma dovrà servire da lezione in questa stagione che si prospetta aperta a possibili sorprese e per la Foppa come un percorso di crescita continuo di cui non conosciamo ancora il possibile limite.

I MERITI DI NOVARA – Le piemontesi iniziavano su ritmi blandi trovando però ben presto fiducia grazie ai colpi in attacco dei propri terminali su palla alta Murphy e Rosso, capaci di beffare il muro orobico sia da prima che da seconda linea. Il successo nel primo set dava coraggio e gli errori in serie di Bergamo convincevano che era la serata giusta per il riscatto. La regia di Kim, molto ispirata, portava spesso ad attaccare le bande con il muro di Bergamo in ritardo, rimediando anche alla serata non eccezionale delle centrali Milos e Tokarska (9 punti in due). Ottima anche Lombardo al servizio: ogni volta che si presentava sui nove metri, con la sua battuta in salto, per la Foppa erano dolori con tre-quattro punti regalati agli avversari. Ma non immaginatevi un Novara padrone del campo o nelle vesti di dominatore: era la Foppa che per due set ne combinava di tutti i colori con attacchi out, difese goffe, appoggi fuori misura, ricezioni sbagliate. Le piemontesi si limitavano a capitalizzare efficacemente i gentili omaggi delle nostre senza ricambiare. Giusto per non essere troppo ospitali con le "coinquiline".

I DEMERITI DELLA FOPPA – Ma guardiamo in casa nostra. Da subito si è visto che le rossoblù erano prive di quella cattiveria agonistica che le ha spesso contraddistinte quest’anno. Per vincere questa squadra ha bisogno di giostrare su ritmi alti, di giocare da “squadra” con ordine e concentrazione massima in tutti i fondamentali. La compattezza in difesa e la ricezione di Blago-Merlo (comunque le meno colpevoli domenica) sono due dei punti di forza e quando vengono meno tutto diventa più difficile. Innanzitutto per l’alzatrice Weiss, a sua volta coinvolta in alcuni malintesi in copertura e in attacco con le compagne. Poi per le centrali, a cui sono stati recapitati solo 22 palloni (9 a Folie, 7 a Stufi e 6 a Melandri) su 109 nel corso del match e abbiamo visto nell’ultimo mese cosa sappiano fare, soprattutto Rapha, quando la palla arriva dalle loro parti. Sottotono poi il principale terminale offensivo, Valentina Diouf, attestata su un modesto 32% in attacco. Se l’opposta rossoblù, miglior realizzatrice della serie A1, non è in serata chiaramente tutto si complica ulteriormente. Male anche Sylla, non solo per la scarsa incisività in attacco ma anche per il contributo troppo altalenante in seconda linea, con errori assolutamente da evitare ma che ci possono stare. Non dimentichiamoci che ha diciannove anni e che è al suo primo vero anno in A1, le prestazioni incostanti sono da mettere in conto e Miriam va solo incoraggiata perché è un patrimonio della società. Piuttosto è ancora insufficiente il rendimento della nuova arrivata Loda, che ha evidentemente bisogno di tempo per inserirsi nei meccanismi di gioco della Foppa. Domenica si è alternata con Sylla, partendo anche titolare nel secondo set ma venendo quasi subito sostituita. Nella serataccia non c’è stata gloria per i cambi: tre centrali alternate senza esito, Smutna su Weiss ma niente svolta, anche Klisura su Diouf con un pallone messo a terra dalla serba.

LAVARINI NON SE L’ASPETTAVA – Anche Lavarini ha cercato a fine match nell’atteggiamento della squadra una risposta al ko: "Immagino ci sia molto di psicologico in questa sconfitta. Non credo si possa diventare bravissimi o scarsissimi a fare tutto nell’arco di tre giorni. Sono amareggiato perché siamo venuti qui fiduciosi, dopo allenamenti brillanti, con uno spirito differente fatto di maggior consapevolezza della nostra forza, come se superare un gradino così importante come la qualificazione in coppa ci avesse dato la possibilità di esprimerci ancora meglio. Le sensazioni non erano di rilassatezza e quindi non so bene come giustificare questa prova. Probabilmente non abbiamo ancora imparato a sufficienza ad essere ordinati, pazienti, capaci di rigiocare diverse azioni in cui gli altri fanno bene in difesa, avere cura in certe situazioni sul loro servizio incisivo".

SOTTO CON CASALMAGGIORE – Per un pronto riscatto appuntamento a sabato prossimo (PalaNorda, ore 20.30) per l’anticipo tv della seconda di andata contro Casalmaggiore. All’andata a Viadana fu tre a uno per la Foppa, fondamentale ripetersi per rimanere agganciati al treno delle prime tre della classe e per ritrovare subito il feeling con il bel gioco e i tre punti. Con uno sguardo ovviamente già rivolto alle finali di coppa Italia, il primo vero appuntamento con un titolo in palio.

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