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Fabio Gallo, il tecnico esonerato dagli ultrà “Io, salvato dallo studio”

Proponiamo ai nostri lettori questo articolo scritto per Repubblica.it da Fabio Gallo, ex calciatore e allenatore delle giovanili dell'Atalanta, finito sulle prime pagine di tutti i quotidiani d'Italia la scorsa estate per essere diventato, suo malgrado, "il primo allenatore esonerato dagli ultrà".

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Proponiamo ai nostri lettori questo articolo scritto per Repubblica.it da Fabio Gallo, ex calciatore e allenatore delle giovanili dell’Atalanta, finito sulle prime pagine di tutti i quotidiani d’Italia la scorsa estate per essere diventato, suo malgrado, "il primo allenatore esonerato dagli ultrà". Gallo, infatti, ha pagato a caro prezzo a Brescia il suo passato da ex bergamasco e qualche dichiarazione "scomoda" rilasciata ai tempi dell’Atalanta. Ecco le parole dell’ex metronomo nerazzurro.

 

di Fabio Gallo per Repubblica.it

La mia avventura più importante con il calcio, quella che mi ha portato sui giornali, purtroppo è anche stata la più amara della mia vita professionale. Senza volervo sono diventato un caso nazionale: "Fabio Gallo, il primo allenatore in Italia cacciato dagli ultras" . Premetto che chi vi scrive è un uomo che ha avuto tanto dal mondo del calcio.

Cresco nel settore giovanile dell’Inter con la volontà di poter diventare calciatore. Nel frattempo studio poco e male. Grande errore. Ma lo capirò più avanti. Perché in fondo corono il mio sogno. Alla fine saranno 20 gli anni da calciatore. Con poca lega Pro e tanta serie B e serie A. Chiudo a 38 anni e intraprendo subito la carriera da allenatore, settore Giovanile dell’Atalanta. Dopo 3 stagioni ecco la chanche per una prima squadra vera in seconda divisione. Il calcio è tutto, mi da soddisfazione, mi piace, mi gratifica, sembra il normale proseguimento di una buonissima carriera. Il sogno questa volta dura poco. Progetto di un anno che va a naufragare dopo 6 mesi di duro lavoro ma con la certezza di essere ancora in linea con gli obbiettivi iniziali. Passano pochi mesi e l’amarezza lascia spazio alla praticità. Mi viene fatta una proposta lavorativa che niente ha che vedere con il calcio: tutela, sanità, pensioni. Rimango incuriosito, decido di iniziare un percorso di formazione con l’azienda. Non mi fermo ma mi formo. E mi rimetto a studiare. Con molta fatica. D’altronde il cervello, come le gambe, è un muscolo che andrebbe allenato come si deve. Prendo consapevolezza che la cosa mi dà soddisfazione sia economica ma soprattutto professionale. E comincia a farsi strada l’idea che il calcio non sia tutto. Però i grandi amori non si dimenticano e ricevo la proposta da un grande allenatore (e grande uomo), Giampaolo, per andare a collaborare con lui alla guida del Brescia. Accetto, con la volontà pero di non buttare via quello che ho imparato.

Sensazione azzeccata. Non ho fatto i conti con la tifoseria (?) bresciana, in grande rivalità con l’Atalanta, squadra dove ho militato per 6 anni. Un manipolo di gentiluomini "maitre a penser" tira fuori anche mie presunte dichiarazioni passate anticlub. E mi consiglia caldamente, con parole efficaci, di non accettare l’incarico. Mi abbasso addirittura a portar loro la prova su carta che certe cazzate io non le ho mai dette.

Poi però scatta un click. Mentre li ascolto, dico tra me e me. "Ma cosa ho fatto io per meritarmi questi? E soprattutto loro, perché dovrebbero meritare uno come il sottoscritto?". Rinuncio a quel contratto economico e alla possibilità di crescita calcistica e mi tuffo a tempo pieno nella mia nuova professione. Che mi gratifica e mi offre il raggiungimento nel giro di pochi mesi di una competenza che quotidianamente mi consente ora anche di fare formazione. Anche ai ragazzi. Come quelli della Giovane Italia.

Tutto questo per dirvi cosa? Intanto che rincorrete il sogno più bello del mondo, non pensiate esista solo il calcio. Perché questo calcio, da un giorno all’altro vi può portare su strade che non immaginavate mai di dover percorrere. Nel bene e nel male. Ma se avete le basi scolastiche e motivazionali possono rivelarsi un mondo altrettanto gratificante.

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Commenti

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  1. Scritto da Andre

    Signor Gallo
    Grazie per questa testimonianza e grazie per essertene andato tu e giampaolo e doni da Brescia.
    Di mediocri a Brescia ne abbiamo abbastanza, non ne servono altri!!

  2. Scritto da Erre i

    Complimenti per il tuo stile

  3. Scritto da mimmo

    GRAZIE!!!! DELLA TESTIMONIANZA DI VITA REALE VISSUTA, SOPRATTUTTO AI GIOVANI SERVIRA’ MOLTISSIMO QUESTO INCORAGGIAMENTO!!!!! PERCHE’ NON TUTTI POTRANNO REALIZZARE IL SOGNO DEL CALCIO ETERNO!!!!

  4. Scritto da 081

    Complimenti al signor Gallo, di vero cuore.
    Analoghe attestazioni di stima non credo che le abbia ricevute Guglielmo Stendardo quando si recò a Napoli, ahilui, per sostenere l’esame di avvocato…

  5. Scritto da brao

    Bravo Fabio, anche in campo eri un signore.

  6. Scritto da Lucia

    Grazie al sig. Gallo x questa testimonianza di vita reale… Ho un figlio tesserato per una squadra di lega pro che non vuole abbandonare l’università’ nonostante i sacrifici. Le Sue parole servono x dare carica….