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Dallas Buyers Club, lotta di un cowboy contro l’Aids: ed è un rodeo di emozioni

Il film ruota intorno alla figura del magro ed emaciato Matthew McConaughey e alla sua sorprendente interpretazione, già premiata col Golden Globe. Ron Woodroof ci viene efficacemente mostrato “a tutto tondo” nella sua maturazione, che lo porta da omofobo e rude texano a difensore dei malati che come lui hanno subito varie discriminazioni.Voto: 8.

Titolo: Dallas Buyers Club;

Regia: Jean-Marc Vallée;

Genere: Drammatico;

Durata: 117 minuti;

Attori: Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O’Hare, Steve Zahn, Griffin Dunne, Dallas Roberts, Kevin Rankin;

Voto: 8;

Attualmente in visione: Multisala Conca Verde;

 

A metà degli anni ’80 il virus dell’Hiv e l’Aids si diffusero in tutto il mondo, arrivando anche a Dallas, in Texas, città natale dell’elettricista (e cowboy nel tempo libero) Ron Woodroof (Matthew McConaughey), al quale viene diagnosticata la temuta malattia di cui, però, si conosceva ben poco.

Al cowboy restano da vivere solamente altri 30 giorni. Ron non si arrende, convinto che nulla possa fermarlo in un solo mese, cerca di ottenere farmaci, come l’Azt (medicinale che veniva sperimentato proprio in quegli anni), perché lo aiutino a sopravvivere. La ricerca di Azt lo conduce in Messico, dove fa la conoscenza di metodi alternativi e più efficaci, ma non approvati in America. Insieme a Rayon (Jared Leto), un sieropositivo come lui, apre una società, il “Dallas Buyers Club”, che fornisce a tutti i malati di Aids farmaci “non strettamente legali” ed inizia a combattere una battaglia in tribunale contro l’Fde e le case farmaceutiche americane, che, interessate solamente alla loro quotazione in borsa, si sentono minacciate dal consumo di medicinali non di loro produzione.

Il film ruota intorno alla figura del magro ed emaciato Matthew McConaughey e alla sua sorprendente interpretazione, già premiata col Golden Globe. Ron Woodroof ci viene efficacemente mostrato “a tutto tondo” nella sua maturazione, che lo porta da omofobo e rude texano a difensore dei malati che come lui hanno subito varie discriminazioni.

Il protagonista di questa pellicola, infatti, inizia a “vivere” solamente quando si accorge di avere i giorni contati, apprezzando le piccole gioie che la vita può offrire, non cercando più gli eccessi di alcol, droghe pesanti, gioco d’azzardo e donne.

Il tema principale del film è la rinascita di questo cowboy, che vuole trovare sé stesso nella ricerca di rimedi alternativi alla sua malattia, nei diversi viaggi compiuti in tutto il mondo e nei vari travestimenti ideati per sfuggire ai controlli doganali. La maturazione del protagonista è alimentata dal rapporto di affari e amicizia con Rayon, che Jared Leto interpreta in modo molto convincente (guadagnandosi la nomination all’Oscar).

Questo rapporto, nonostante sia fondamentale, non viene totalmente approfondito dalla regia. Il regista Jean-Marc Vallée, infatti, si focalizza forse più del dovuto sul personaggio di Ron, rendendo di marginale importanza i ruoli degli altri protagonisti della storia e trascurando l’efficacia della sceneggiatura.

Il limite di questo film, infatti, è la scelta della regia di concentrarsi sull’aspetto melodrammatico e non su quello politico della vicenda, perdendo l’occasione di donare spessore a questa pellicola e renderla unica nel suo genere.

Nonostante la tragedia della malattia questo spettacolo, non privo di elementi comici, dona emozioni e riflessioni per tutta la sua durata, accendendo i riflettori su un tema ancora attuale come quello dell’Aids.

Francesco Parisini

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