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Bruna, sfollata a Berbenno M’hanno svegliata i cani son scappata via dalla frana

Bruna Vanotti, 70 anni, è una delle persone fatte evacuare dalla propria abitazione dopo la frana di sabato notte a Ponte Giurino: “Siamo stati costretti a lasciare la casa in tutta fretta e senza portarci nulla: una sensazione bruttissima, mai provata nella mia vita”

“Sono stata svegliata dai miei cani che abbaiavano impauriti, che brutti momenti”. E’ ancora scossa Bruna Vanotti, una delle persone sfollate dopo la frana di sabato notte a Ponte Giurino, frazione di 500 abitanti tra i Comuni di Berbenno e Bedulita, in Valle Imagna. Circa 15mila metri cubi di terra sono caduti nella notte sulla strada provinciale 14, proprio a ridosso di alcune abitazioni.

Tra le quali quella della signora Vanotti, una palazzina in cui vive con altri 9 parenti. “Adesso sono a casa di mia nuora, a Locatello, di giorno sono qua, mentre la sera vado a dormire da alcuni miei fratelli in paese a Berbenno -racconta la 70enne a Bergamonews-. Mi sto arrangiando da sola, non sono una di quelle che si fa aiutare”.

La situazione è ancora critica nella zona, continua a piovere e nessuno sa quando potrà fare ritorno nella propria abitazione: “Non ha ancora smesso di piovere. Stamattina non mi hanno fatto nemmeno passare per prendere i miei medicinali e accudire i miei animali: cinque pecore, una mucca e una paio di cani”.

Sono stati proprio loro, sabato notte, a svegliare tutti abbaiando per avvertirli della situazione: “Hanno iniziato ad abbaiare come non li avevo mai sentiti. Ci siamo svegliati e poco dopo sono arrivati i vigili per farci evacuare. Sono momenti che non auguro a nessuno: essere costretti all’improvviso a dover lasciare la propria abitazione è una delle cose più brutte del mondo. Non mi sono portata via nulla, nemmeno una borsa”.

Momenti di grande spavento per la donna e i suoi familiari: “In 70 anni non avevo mai vissuto una scena simile. Avevo visto alla tv della frana di Brembilla ed ero rimasta colpita per le persone del posto. Ma vivere quelle sensazione sulla propria pelle è un’altra cosa”.

I primi giunti sul posto per aiutare la donna e la sua famiglia sono stati gli amici del figlio Mario: “Se non ci fossero stati loro mi sarei ritrovata con la casa piena di acqua. Visto che nessuno dei soccorritori aveva una pompa, hanno abbattuto un muretto per far defluire la piena e poi hanno ripulito la zona dal fango. Erano fuori da sabato sera, e appena hanno saputo cosa era successo sono corsi qua per aiutarci. Hanno lavorato dalle 4 fino al pomeriggio successivo, senza mai fermarsi. Non finirò mai di ringraziarli, sono i nostri angeli”.