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Incontro in Università sul piano salva l’Italia allo studio ad Harvard

Martedì 4 febbrario nella sala Galeotti dell'Università degli studi di Bergamo il professor Marco Magnani e il rettore Stefano Paleari raccontano il piano di salvataggio dell'Italia studiato alla Kennedy school of government della Harvard university.

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Il 4 febbraio alle 16 nella ”sala Galeotti” dell’Università degli studi di Bergamo in via dei Caniana 2, sarà ospite il professor Marco Magnani, senior research fellow in politica ed economia alla Kennedy school of government della Harvard university (USA), per parlare del piano maturato in uno dei piu’ prestigiosi atenei, riguardante il salvataggio del nostro paese che ha per titolo: Italia 2020. sfide e opportunità di crescita per sopravvivere alla crisi.

Durante la conferenza verrà presentato il progetto di cui è responsabile Marco Magnani all’ateneo americano, "Italy 2030".

Si tratta di «un’analisi di alcune delle sfide che l’Italia deve affrontare sul medio termine per individuare nuovi percorsi di crescita o, in altri termini, per fermare il declino» ha spiegato Magnani, che ha recentemente pubblicato anche il libro Sette anni di vacche sobrie.

Come sarà l’ Italia del 2020? Sfide e opportunità di crescita per sopravvivere alla crisi (UTET, 2014), in cui propone soluzioni per tentare di invertire la rotta nei riguardi alla possibilità di uscire da questa forte recessione.

Il professor Magnani sostiene che avviare un nuovo ciclo di crescita sia possibile, le prerogative ci sono e perché ciò possa accadere ha studiato un piano d’azione strutturato su sei punti, sei grandi sfide che si potrebbero trasformare in opportunità per il paese.

Il rilancio è possibile se si attuano azioni e politiche volte a: 1) stimolare la mobilità sociale guidata dal merito, facendo ripartire la mobilità sociale e restituendo la fiducia nel futuro ai giovani e promuovere il merito; .2) rivitalizzare la dimensione locale dello sviluppo riscoprendo le eccellenze territoriali dell’Italia, i distretti industriali e le reti di know-how; 3) liberare la creatività imprenditoriale per ottenere ritorni sia sociali sia privati, generando esternalità che possano potenziare la crescita; 4)investire in ricerca e innovazione; 5) fare leva sul potenziale di arte, ambiente e cultura – che possono essere considerate il petrolio italiano – per generare nuovi posti di lavoro e professioni, oltre a stimolare lo sviluppo di nuove tecnologie; 6) trovare opportunità di crescita nell’integrazione culturale e nell’interazione.

L’Italia ha bisogno di imparare a trarre vantaggio dai benefici offerti dalla diversità culturale e dalla nuova società interculturale, minimizzando nel frattempo i costi ad essa associati.

Chiude l’incontro pubblico e aperto a tutti l’intervento, il rettore dell’ ateneo bergamasco Stefano Paleari con il comunicato intitolato ” Bilanci e obbiettivi strategici ”.

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