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Giornata per la vita Il Papa: “Generare è il germe del futuro”

«Generare futuro» è il tema fissato dai vescovi italiani nella 36ª Giornata per la vita che si celebra domenica 2 febbraio.

«I figli sono la pupilla dei nostri occhi. Che ne sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare avanti?» domandò Papa Francesco il 22 luglio 2013 a Rio de Janeiro per la Giornata mondiale della gioventù. Esortò tutti «a custodire la vita» ricordando che «generare» contiene il germe del futuro.

«Generare futuro» è il tema fissato dai vescovi italiani nella 36ª Giornata per la vita che si celebra domenica 2 febbraio. Spiega il loro messaggio: «Il figlio si protende verso il domani fin dal grembo materno, accompagnato dalla scelta provvida e consapevole di un uomo e di una donna che si fanno collaboratori del Creatore. La nascita spalanca l’orizzonte verso passi ulteriori che disegneranno il suo futuro, quello dei suoi genitori e della società, nella quale è chiamato a offrire un contributo originale».

Da anni in Italia diminuiscono gli aborti, che però restano elevati fra le donne immigrate e fra le minorenni, come spiega la relazione al Parlamento del ministero della Salute, definitiva per il 2011 e preliminare per il 2012, anno in cui nelle strutture sanitarie pubbliche gli aborti furono 105.968 aborti con una diminuzione del 5 per cento rispetto ai 111.415 del 2011.

Dal 1982, quando si ebbero 235 mila interruzioni della gravidanza, c’è stata una diminuzione del 54,9%. Il tasso di abortività delle minori – che calcola il numero di aborti su mille donne – è stato del 4,5 per 1000 donne nel 2011, lo stesso nel 2010. Per le immigrate i tassi «sono elevati e costanti».

L’Italia ha uno dei tassi più bassi di abortività tra i Paesi industrializzati e anche le giovani fanno minore ricorso all’aborto rispetto agli altri Paesi europei. Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, definisce una «buona notizia» quella sull’obiezione di coscienza dei ginecologi «in costante crescita».

La relazione ministeriale calcola che ogni medico non obiettore esegua 1,7 aborti a settimana, «il che dimostra – dice Casini – l’assurdità ideologica e intollerante dei ricorsi promossi davanti al Consiglio d’Europa anche dalla Cgil contro l’Italia.

Il Movimento per la vita difenderà l’Italia e gli obiettori di coscienza». Restano due domande inevase: i numeri sono completi?

Lo sono certamente per quanto riguarda gli aborti in ospedale. Ma lo sono anche per gli altri metodi abortivi? Risponde Casini: «No assolutamente perché bisogna tener conto degli effetti prodotti dall’inconoscibile aborto chimico con 400 mila confezioni di pillola del “giorno dopo” vendute ogni anno, e del persistere dell’aborto clandestino». Il 22 maggio 1978 entrava in vigore la legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza. Da allora – denuncia il Movimento per la vita – «sono stati consentiti più di 5 milioni e mezzo di aborti».

Ma si possono salvare le piccole vittime e le loro mamme? Sì, ricorrendo ai Centri di aiuto alla vita – sorti nel 1975 e che oggi sono 338 in tutta Italia – che nel 2012 hanno assistito oltre 60 mila donne e hanno sottratto all’aborto 16 mila bambini. Dal 1975 a oggi i bambini nati grazie ai Cav sono oltre 150 mila, una goccia nel mare rispetto ai oltre 5 milioni e mezzo di aborti. Sono state aiutate più di 500 mila donne. Spiegano i vescovi nel messaggio per la Giornata: «Generare la vita è generare il futuro anche e soprattutto in tempo di crisi; da essa si può uscire mettendo i genitori nella condizione di realizzare le loro scelte e i loro progetti. Recenti inchieste indicano un grande desiderio di generare, che resta mortificato per la carenza di politiche familiari, la pressione fiscale, la cultura diffidente verso la vita».

Di fronte a un tasso di natalità di 2,2 figli per donna necessari per garantire il ricambio, da decenni l’Italia registra un misero 1,3. Per invertire la drammatica tendenza, i vescovi definiscono i figli «autentico bene sociale» e, con Papa Francesco, chiedono di andare «verso le periferie esistenziali della società, sostenendo donne, uomini e comunità che si impegnino per un’autentica “cultura dell’incontro”, indispensabile per coltivare il valore della vita in tutte le fasi, dal concepimento alla nascita, all’età adulta e anziana fino al termine naturale. Il ricorso all’aborto priva ogni anno il nostro Paese dell’apporto prezioso di tanti nuovi uomini e donne».

Di fronte all’emorragia di energie positive che l’Italia soffre con giovani preparati e professionali, che emigrano in cerca di lavoro, «dobbiamo ancor più deplorare il mancato contributo di coloro ai quali è stato impedito di nascere. In Italia l’aspettativa di vita media cala vistosamente se la consideriamo non alla nascita, ma al concepimento».

Nel messaggio i vescovi denunciano «forme mascherate di eutanasia» quando «vengono meno il senso dell’umano e la capacità di farsi carico dei vecchi, di coloro che sono più fragili e che spesso sono nella periferia del nostro cuore. Come un giorno si è stati accolti e accompagnati alla vita dai genitori, così nella fase finale la famiglia e la comunità accompagnano chi è malato, anziano, non autosufficiente, fragile, bisognoso, affidato alle cure e alle mani provvide degli altri».

Pier Giuseppe Accornero

Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Dopo aver letto l’articolo di don giuseppe accornero, mi piacerebbe leggerne un altro scritto da un laico non antiabortista. Tanto per equilibrare l’informazione. Grazie

    1. Scritto da Don

      L’aborto è una sconfitta, un salvagente per i pigri e gli sprovveduti. Per equilibrare l’informazione è sufficiente non leggere questo articolo.

      1. Scritto da lotty

        Una risposta veramente “illuminata” la sua, degna di un don.

      2. Scritto da Alex

        Volere sempre imporre agli altri i propri dogmi invece è una vittoria della libertà immagino.

        1. Scritto da Mariella

          E’ una vittoria dell’arroganza e della prevaricazione su chi non può opporsi o esprimersi! E’ un obbrobrio! Lei non è mai stato un embrione?

          1. Scritto da lotty

            Lei è libera di non abortire ma non di imporre le sue scelte agli altri.

          2. Scritto da Mariella

            Povera società, con cinismo di questa risma!

          3. Scritto da lotty

            Ripeto, lei non può giudicare le scelte di altre donne e accusarmi di cinismo aggiungendo pure la parola risma in modo dispregiativo. Io potrei dire di lei che manca di sensibilità, le pare?

          4. Scritto da Alex

            No a me mi ha portato la cicogna.

          5. Scritto da Mariella

            E mia sorella l’han trovata sotto un cavolo!