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Atti vandalici in oratorio “Un disagio dei ragazzi che interroga tutti noi”

Don Andrea Pedretti, vicario parrocchiale e direttore dell'oratorio di Martinengo, ci offre una riflessione di fronte agli atti vandalici che si stanno verificando in alcuni oratori della Bergamasca: "Interrogarsi non vuol dire rimanere con le mani in mano, significa piuttosto provare e riprovare a costruire una rete che ti permetta di non lavarti le mani troppo facilmente e, allo stesso tempo, di non scoraggiarti di fronte a quelli che ti sembrano "fallimenti educativi".

Don Andrea Pedretti, vicario parrocchiale e direttore dell’oratorio di Martinengo, ci offre una riflessione di fronte agli atti vandalici che si stanno verificando in alcuni oratori della Bergamasca.

 

di Don Andrea Pedretti

Sento questo tempo come il tempo in cui interrogarsi con urgenza sul tema dell’educazione.

I nostri oratori sono luoghi educativi, o meglio, sono luoghi in cui l’educazione attecchisce?

Mi capita spesso, in questi mesi, di pormi questa domanda; sono curato di un oratorio piuttosto grande della bergamasca e ho vissuto l’esperienza poco felice di subire furti ripetuti, alcuni dei quali con scasso e atti di vandalismo riconducibili presumibilmente (di alcuni episodi ne ho la certezza) a ragazzi giovani che l’oratorio lo frequentano tranquillamente quotidianamente.

E’ il tempo di agire, ma sono convinto che l’azione esiga una riflessione a priori, altrimenti rischia di essere "repressione" e alla fine vendetta.

Mi sto chiedendo seriamente: cosa rappresenta l’oratorio all’interno di un paese come i nostri? chi è educatore nelle nostre comunità? cosa cercano gli adolescenti e i giovani che attraversano l’oratorio?

Più trascorro gli anni all’interno dell’oratorio e più mi accorgo che l’oratorio è una delle piazze più vissute all’interno del nostro territorio, abitata da bambini, adolescenti, giovani e famiglie che ci vengono perchè trovano in esso un luogo accogliente, bello, a tratti familiare; sono molti quelli lo abitano quotidianamente e con assiduità, italiani, stranieri (dove sono io sono moltissimi), cristiani e non.

I furti e i gesti vandalici sono atti che non si pongono solo nei confronti dell’oratorio ma di tutta una comunità educante, e sono le naturali conseguenze di ciò che stanno vivendo i nostri ragazzi, sono richieste di aiuto che stanno lanciando agli adulti nella speranza che vengano ascoltati.

Non è mia intenzione giustificare tali gesti, ci mancherebbe, voglio solo notare come tutto quello che questi giovani sono lo specchio di ciò che incontrano per strada e spesso anche in famiglia o guardando la Tv.

E’ proprio per questo che l’oratorio non può essere da solo nel gravoso compito educativo. Se riconosciamo questa valenza educativa all’oratorio è ora che sia condivisa con gli altri enti del territorio, con l’amministrazione comunale in prima battuta, la polizia locale, le associazioni sportive.

Non ho soluzioni, è vero, non so se chiudere l’oratorio o non chiuderlo sia la strada giusta, so con certezza che i nostri giovani hanno bisogno di una fiducia che talvolta si traduce con dei "no", hanno bisogno di punti di riferimento significativi.

Interrogarsi non vuol dire rimanere con le mani in mano, significa piuttosto provare e riprovare a costruire una rete che ti permetta di non lavarti le mani troppo facilmente e, allo stesso tempo, di non scoraggiarti di fronte a quelli che ti sembrano "fallimenti educativi".

Commenti

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  1. Scritto da gigi

    anche io rivolgo una interrogazione : quando i genitori dei vandali tireranno fuori i soldi per risarcire i danni ?

  2. Scritto da Giulia

    Parliamoci chiaro troppe volte i nostri oratori, sono la terra di nessuno, bambini e ragazzi liberi di fare quello che vogliono…, tanto chi controlla? non certo il curato impegnato su mille fronti, o forse i volontari, quali? I volontari del catechismo, della polisportiva o i volontari del bar? Ecco il problema mancano veri educatori, gente che avendo studiato conosce il disagio giovanile. Quindi meno volontari oltretutto divisi al loro interno in mille sottogruppi e più EDUCATORI.

    1. Scritto da Sergio

      No: più etica (reale) e buon esempio da parte degli adulti!!! Non devono scannarsi per chi ha l’appalto dei paramenti o dei fuochi o dei lavori di manutenzione edile…. Per favore, non si parta col piede sbagliato!!!! Automaticamente, i giovani, apprenderanno…..

  3. Scritto da stefano

    l’oratorio è l’anticamera della comunità!!!

    1. Scritto da Sergio

      L’oratorio e i locali parrocchiali sono spesso oggetto di screzi-invidie-gelosie tra i preti, il consiglio parrocchiale, certe famiglie del paese….. Con un esempio simile di coerenza dato dagli adulti, rispetto a ciò che predicava Gesù, cosa pretendiamo dai ragazzi? Se un gruppo musicale composto da ragazzi chiede una stanza dell’oratorio per fare le prove, bisogna andare a genio al prete e al consiglio parrocchiale; se sei di una famiglia non in simpatia, col cavolo che la ottieni.