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Inchiesta sul doping nel ciclismo: in Procura il bergamasco Savoldelli

Sono arrivate a Roma le carte dell’agenzia americana che testimonierebbero la partecipazione del bergamasco al doping di squadra del texano Lance Armstrong. Il Falco di Rovetta corse nel 2005 e 2006 con la Discovery Channel

Paolo Savoldelli finisce nell’inchiesta dell’Usada su Lance Armstrong. Il ciclista bergamasco corse due stagioni (2005 e 2006) con la Discovery Channel del texano, vincendo nel 2005 il Giro d’Italia e la tappa di Revel al Tour de France, e nel 2006 il cronoprologo di apertura del Giro a Seraing (Bel). Nel 2005 il "Falco di Rovetta" era gregario di Armstrong nella squadra che portò Lance al settimo Tour consecutivo di fila: tutti poi revocati per doping.

La Procura Antidoping del Coni ha convocato Savoldelli per il 12 febbraio 2014, alle ore 13, "a seguito degli sviluppi delle indagini in corso, per violazioni della normativa antidoping" (artt. 2.2., 2.8. e 3.2. delle Norme Sportive Antidoping). Gli articoli sono "uso o tentato uso di sostanza o metodo dopante" (2.2.), "somministrazione di sostanza vietata" (2.8) e "per essersi avvalso della consulenza e prestazione di soggetto inibito" (art. 3.2.).

Che cosa si nasconde dietro questi articoli? L’Usada ha trasmesso alla Procura Coni le carte che dovrebbero testimoniare la partecipazione di Savoldelli al sistema-doping creato prima alla Us Postal e poi alla Discovery Channel, e la sua frequentazione del medico ferrarese Michele Ferrari, da sempre al fianco di Armstrong e inibito a vita dall’Usada.

Frequentazione che, nel caso del bergamasco, era un dato di fatto. Ai tempi dello scandalo-doping di Armstrong, Savoldelli disse: "Non sono convinto affatto che abbia vinto sette Tour solo per essersi dopato. Quello che ha rovinato Lance è stato il fatto di incarnare il sogno americano. Lo sbaglio più grande è stato quello di tornare a correre nel 2009. Era un atleta fisicamente fortissimo, un uomo di un altro pianeta. Aveva caratteristiche incredibili, le corse più erano difficili e più lui si caricava. Era un vincente nato, un dominatore. Per queste sue doti si era riuscito a costruire attorno tutto un entourage, che col tempo ha creato un movimento di denaro pazzesco. Era obbligato a vincere, tanto volte mi sono chiesto come facesse a convivere con tante pressioni addosso. Il nostro sport sta pagando errori del passato, il ciclismo non è mai stato così pulito come oggi".

Savoldelli, che ha 40 anni e ha vinto in carriera due Giri d’Italia (2002 e 2005), ha smesso di correre nel 2008: dal 2010 è commentatore in moto della Rai per le gare di ciclismo.

Commenti

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  1. Scritto da Luca

    Penso ci siano molti altri grandi del recente passato che ancora non sono stati interessati da inchieste sul doping che hanno attuato. Alcuni hanno rivestito e rivestono importanti cariche nal nazionale e/o alla televisione. Speriamo che venga presto fuori la verità. Luca

  2. Scritto da Luca

    Penso ci siano molti altri grandi del recente passato che ancora non sono stati interessati da inchieste sul doping che hanno attuato. Alcuni hanno rivestito e rivestono importanti cariche nal nazionale e/o alla televisione. Speriamo che venga presto fuori la verità. Luca

  3. Scritto da mario

    nessuno di questi pedala a pane e nutella

  4. Scritto da Pier

    Purtroppo ormai….ci stiamo abituando dover leggere a malicuore che le illusioni non esistono, troppe sostanze a Noi sconosciute. Troppi inganni vi sono sempre stati e continueranno ad esserci, rovinando così tantissimi sport, d’altronde quando vedi volare o salire ciclisti su pendenze impossibili ,a tutta …ti chiedi come sia possibilwe tutto ciò….? Meditiamo Tutti

  5. Scritto da Luca

    Ma quelli che chiedono l’amnistia o di non andare a controllare il passato, sono impazziti? Cioè, se io rapino una banca oggi e per 10 anni riesco a farla franca, quando mi beccano, mi offrono un caffè per la lunga latitanza? Ma stiamo scherzando? Chi bara non deve dormire sonni tranquilli finché campa, la giustizia prima o poi arriva. Questo è il messaggio che deve passare, non il “tutti dopati, tutti innocenti”

    1. Scritto da pieneibale

      Io non chiedo un’amnistia generale, c’è la prescrizione dopo i 10 anni (anche perchè cosa facciamo riesumiamo Binda, Gerbi ecc.?) ma non è questo il punto il punto secondo me è che per tutti gli sport olimpici dovrebbe essere obbligatorio l’applicazione totale del protocollo Wada affinchè la pulizia sia il piu possibile estesa, probabilmente il doping non sarà mai sconfitto del tutto ma comunque combattuto il piu possibile.

  6. Scritto da lori

    Il sig. Carlo che si permette di criticare uno che ha comunque vinto moltissimo o è un ciclista fuoriclasse o probabilmente non si è mai seduto su un sellino e non ha mai pigiato un pedale. Perchè fare i moralisti a tutti i costi senza possedere dati certi o competenze specifiche? Se sa qualcosa di più e di certo lo dica, altrimenti taccia

    1. Scritto da Carlo

      Beh, allora non critichiamo e beviamo tutto quello che ci passano, con la testa nel sacco. Sa che i carrozzieri dei pullman e camper delle squadre ricevono richieste di realizzare vani e armadietti col doppio fondo? P.s. Ho corso fino ai dilettanti e credo di aver diritto di manifestare le mie opinioni! Le prove non è compito mio fornirle!

    2. Scritto da parsifal

      Savoldelli aveva classe, va bene. Ma è MAI POSSIBILE CHE IL DOPING salti fuori ogni 2 x 2 nel ciclismo? Per me ha ragione il post che dice che continuare a guardare sport ormai NON CREDIBILI significa alimentare uno spettacolo fatto AD OGNI PREZZO CON lo sport, non fatto DI sport. Avvelenando il senso stesso dello sport.

      1. Scritto da pieneibale

        Giusto quello che dici, ma sarebbe ancora piu giusto che TUTTI gli SPORT OLIMPICI applicassero APPIENO il protocollo WADA e poi si potrebbe giudicare con un metro uniforme i vari sport altrimenti è un giudizio minimo e parziale.

        1. Scritto da yoyo

          Ha detto bene…”sarebbe”… giudizio “minimo e parziale”? E chi lo sa? preferisce il niente? saluti

          1. Scritto da pieneibale

            No ma così si fa solo demagogia, perchè facendo controlli solo in alcuni sport si rischia di additarne alcuni come “sporchi” ed altri dove i controlli non si fanno o si fanno parzialmente di sport “puliti”, e come si sa sono le federazioni che “accettano” il protocollo Wada, poi in questo caso specifico sarebbe meglio attendere la fine della storia.

  7. Scritto da pierpa

    Nulla di sorprendente, in zona certe cose si sanno ma sempre ben nascoste come andare a fare i bisogni a casa della “zia” per paura dei controlli nelle acque fognarie di casa ..qualcuno un giorno disse ” i Furbi è semper chei” chissà a cosa si riferivano … sia ora del’ennesima verità?

  8. Scritto da BATTISTA BELLONI

    In questi anni non e’ piu’ alla RAI.

  9. Scritto da eticre

    vado in bici per divertimento e non guardo piu la televisione da anni, se ad ogni gara assistono milioni di telespettatori questi personaggi andranno avanti a bombardarsi all’ infinito pur di arrivare primi

  10. Scritto da Cris

    Per piacere cosa interessa quello che e accaduto 10 anni fa ! Non e meglio fare piu controlli adesso ? E poi con tutti i problemi del momento la crisi e la politica a chi interessa se uno si dopava . Cerchiamo di sistemare le cose adesso

  11. Scritto da silvio

    Complimenti…bell’esempio

    1. Scritto da Carlo

      Ma secondo te, è un campione chi vince i giri d’Italia in discesa? Chi non fiata sulle telecronache di Cassani che benedice le imprese titaniche sui muri delle classiche del nord di Cipollini trentacinquenne (quando ventenne si staccava su un cavalcavia)? È uno affidabile, genuino, sincero, anche se “nostro” bergamasco?

      1. Scritto da il polemico

        pensa che in formula 1 certe vittorie si ottengono sorpassando ai box

      2. Scritto da carlo

        chi vince un giro d’italia in discesa (sul bagnato) è un vero campione, e oserei dire che è un campione formidabile.
        lì non è doping o chissà cosa, è classe.
        punto.

        1. Scritto da Marino

          Sì, sì, dopo però ci spieghi come faceva a non accorgersi di nulla militando nella squadra del texano…..

          1. Scritto da Paolo

            prima di fare sentenze sarebbe il caso di aspettare i risultati ad indagine conclusa.Resta il fatto che pur amando il ciclismo davvero col cuore,sono sempre piu’ orgoglioso di essermi tolto dal mondo della competizione ad alti livelli ,meglio viverlo da ciclo-amatore….

          2. Scritto da ru

            mi sembra che chieda una spiegazione, non vedo sentenze.