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L’imprenditore Agnelli sul caso Electrolux: ‘I salari non si tagliano’

Paolo Agnelli, a capo dell'omonimo gruppo e presidente di Confimi (Confederazione delle industrie manifatturiere italiane) definisce “Vergognosa” la proposta di Electrolux di tagliare gli stipendi, annullare i premi di produzione e scatti di anzianità.

“Se le richieste di Electrolux sono vere, come imprenditore e come presidente di Confimi rimango basito. Le trovo vergognose: i salari non si tagliano”. Paolo Agnelli, a capo del Gruppo Agnelli e presidente di Confimi, la Confederazione delle industrie manifatturiere italiane, boccia sul nascere la proposta avanzata dalla multinazionale svedese Electrolux ai dipendenti italiani.

Una proposta che prevede: una riduzione di stipendio a fronte di una riduzione di ore giornaliere lavorate da 8 a 6, passando dagli attuali 1.400 a 800 euro al mese, la riduzione dell’80% dei 2.700 euro di premi aziendali, il blocco dei pagamenti delle festività, il dimezzamento di pause e permessi sindacali e lo stop agli scatti di anzianità.

“Sono proposte inaccettabili, solo un manager di una multinazionale lontano dalla realtà concreta di un’azienda poteva stendere queste assurdità – afferma Agnelli –. Che ci sia il problema del costo del lavoro in Italia è indubbio. Che vada ridotto sono d’accordo. Ma questo non giustifica il taglio dei salari. I salari non si toccano e lo dico da imprenditore”.

Il presidente di Confimi ha una visione ben diversa: “Il costo del lavoro va ridotto su un altro fronte: quello dello Stato – spiega Agnelli –. È la tassazione troppo alta che ci rende meno competitivi come Paese. Sono i soldi che lo Stato esige da noi, denaro che poi sperpera in tanti rivoli che sono la vera zavorra. È sul quel fronte che si deve tagliare, ma i salari dei lavoratori non si toccano”.

L’industriale rammenta anche che tra imprese e sindacati ci sono già accordi per superare la difficile fase economica.

“Lo scorso ottobre Confimi ha sottoscritto con Fim Cisl e Uilm Uil il contratto nazionale per la piccola e media industria manifatturiera metalmeccanica, un contratto unico in Italia, che prevede in caso di difficoltà che aziende e parti sociali possano derogare le parti contrattuali. Anche quelle economiche – conclude Agnelli –. In questo modo imprese e sindacati possono trovare accordi per salvaguardare l’occupazione e tutelare l’impresa, ma non si può pensare di tagliare i salari. Questo è proprio vergognoso”.

Commenti

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  1. Scritto da il polemico

    e lo stato che fa?’ci mette l’imu maggiorata e la tares sui capannoni,cosi 1000 metri quadrati ti costano migliaia di euro all’anno,che l’imprenditore deve togliere da altre voci.e poi ci si lamenta perchè chiudono?

  2. Scritto da fadt

    Agnelli dovrebbe spiegare come ha potuto usufruire della cassa in deroga per 5 anni !

  3. Scritto da Lalliese

    Tutto alle Banche e Lobby! E alle IMPRESE CHE CHIUDONO? E ai LAVORATORI che non arrivano alla fine del mese? E a chi perde il LAVORO? E ai GIOVANI che non trovano lavoro? E ai pensionati ridotti alla FAME? Occhio politici la gente e’ stanca…..