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Aron, 18enne di Bergamo nel film di Amelio sui gay: “Sfido l’omofobia italiana”

Aron Sanseverino, un giovane omosessuale bergamasco, è tra i protagonisti di 'Felice chi è diverso': "Ho accettato di partecipare per aiutare altri ragazzi gay e combattere la ristrettezza mentale che c'è in Italia"

Sarà presentato al Festival di Berlino 2014, dal 6 al 14 febbraio, il nuovo film del 69enne regista calabrese Gianni Amelio incentrato sul tema dell’omosessualità in Italia. Un film-documentario che è stato girato anche a Bergamo e che vede tra i protagonisti un giovane bergamasco.

"Felice chi è diverso", titolo preso in prestito da una poesia di Sandro Penna, racconta la storia dell’omosessualità in Italia dai tempi del fascismo ai giorni nostri.

La prima parte, in particolare, è legata alle modalità con cui i mass media italiani hanno raccontato l’omosessualità tra gli anni trenta e ottanta del secolo scorso: immagini ridicole, denigratorie e volgari. Fino a quando in Italia, leggermente in ritardo rispetto ad altri Paesi europei e agli Stati Uniti già attivi sul finire degli anni sessanta, sono sorte e si sono sviluppate strutture e spazi dove poter rivendicare i propri diritti senza subire violente e omofobe repressioni.

La seconda parte del film di Amelio è invece dedicata agli adolescenti gay, per capire cosa è cambiato e quali sono i problemi ancora da affrontare all’interno della famiglia e della società in cui vivono e viviamo. Quest’ultima serie di scene, girata in piazza Vecchia a Bergamo, vede anche la partecipazione di un ragazzo bergamasco: Aron Sanseverino, un diciottenne omosessuale di Bergamo molto coraggioso. Aron ha parlato in anteprima a Bergamonews della sua prima esperienza cinematografica.

-Qual è il tuo ruolo nel film? "Non posso svelare molto. Diciamo che nel film la mia intervista funge da rappresentazione dell’omosessualità vissuta da un ragazzo normale del giorno d’oggi".

-Come è stato trovarsi sul set? "Sul set ero emozionato. Visto che si trattava della mia prima esperienza cinematografica ero spaesato: non sapevo come comportarmi e cosa dire. Ma per fortuna è andato tutto bene".

-Cosa fai nella vita? "Studio manutenzione e assistenza tecnica in un istituto tecnico di Bergamo".

-Cosa vorresti fare da grande? "Da grande vorrei andare a vivere all’estero, in Australia sarebbe perfetto".

-Genitori e amici sanno della tua omosessualità? "Lo sanno tutti quelli che mi conoscono, famiglia compresa. I miei però non sono al corrente che tutti sanno che sono gay, e preferisco che rimanga così perché essendo molto apprensivi si preoccuperebbero".

-Quando hai scoperto la tua omosessualità? "Ho scoperto di essere gay intorno agli 11-12 anni".

-Come pensi che siano i bergamaschi rispetto a questo tema? "Finora i giovani che ho conosciuto e che sanno di me mi hanno accettato (poi se sparlano alle mie spalle non ne ho idea). Credo invece che i più grandi, specialmente gli anziani, siano più bigotti e chiusi di mente nei nostri confronti".

-Cosa ti ha spinto a partecipare a questo film? "Soprattutto la curiosità di fare una nuova esperienza. Poi anche il desiderio di poter aiutare gli altri ragazzi gay e combattere insieme quell’omofobia e ristrettezza mentale che avvelena l’Italia (ma non solo)".

-Qualche anticipazione sul film? "Spoiler. Non vi svelo nulla, lo vedrete".

 

Proprio in questi giorni, tra l’altro, in un’intervista Gianni Amelio ha dichiarato la propria omosessualità: “Sì, sono gay”. Nel 2006, invece, il coming out fu un po’ contorto: “Io non sono omosessuale. Sono pansessuale, nel senso che ho avuto molte esperienze, talvolta casuali e altre provocate, con uomini ma non solo. Alla mia età non si hanno più remore, e credo che chi fa il mio mestiere faccia bene ad ammettere pubblicamente di essere omosessuale, se lo sei, perché può aiutare altre persone a venire allo scoperto in modo sereno. Non è il mio caso, però”.

"Felice chi è diverso" uscirà nella sale i primi di marzo dopo Berlino, grazie alla distribuzione dell’Istituto Luce.

Commenti

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  1. Scritto da Alessandro

    Mi chiedo ancora perchè l’omosessualità debba essere sempre essere al centro di ingurie e falsità.Recentemente ho scritto un testo, molto intenso, riguardo la vicenda un ragazzo omosessuale, che non vive un esistenza facile (visitate il mio blog se interessati),e purtroppo ancora oggi, e nn solo nella fantasia, si vivono situazioni al limite del verosimile.Stop omofobia.E’ una condizione ampiamente descritta nelle teorie evoluzionistiche.Compresa dalla scienza, ma nn dall’essere umano

  2. Scritto da mistero

    siamo alle solite pure un FILM
    mai visto un film su disabili diversamente abili loro familiari e barriere architettoniche. Oppure disoccupati disperati che non arrivano a fine mese è no quello è normale
    mentre le notizie sono X GAY EXTRACOMUNITARI CARCERATI ecco come siamo ridotti poveri noi

    1. Scritto da lotty

      Film sulla disabilità e sulla disperazione dei poveri sono stati fatti e anche belli. E’ un mistero che lei non lo sappia…

  3. Scritto da marco

    Non fosse la solita manfrina gay non ne avrebbe mai parlato nessuno.

  4. Scritto da lotty

    Mi permetto di completare la poesia di Sandro Penna per chi non la conoscesse”Beato chi è diverso essendo egli diverso
    Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”
    E’ bellissima.

    1. Scritto da mistero

      che idiozia
      provare veramente in questa società del …….ad essere semplicemente diverso LOTTY solito bla bla provare per credere

      1. Scritto da lotty

        Forse non ha mai letto niente di Sandro Penna. La diversità è intesa come modo d’essere originale, fuori dagli schemi cosiddetti normali che tante volte imprigionano la persona. In quanto al provare per credere dovrebbe spiegarsi meglio.

  5. Scritto da W V.E.R.D.I.

    Combattere l’omofobia…a Bergamo..Ma non ho capito una cosa: ma bisogna combattere l’omofobia o obbligare la gente a pensarla allo stesso modo?No perchè,nel primo caso ci sarebbe un senso se ci fossero atti omofobi ma non mi risulta. Nel secondo,credo che sia roba da dittatura,ma la dittatura voi la combattete giusto?O è dittatura solo quando si parla del Duce?

    1. Scritto da Eli

      ma infatti, W V.E.R.D.I., nessuno chiede a nessuno di diventare omosessuale. Si condannano gli atti spregevoli di omofobia diffusa (sì anche a Bergamo) e si chiede RISPETTO per chi l’amore lo vive come crede e sente. Perché una cosa fondamentale è necessaria, si deve comprendere una volta per tutte che nessuno deve ACCETTARE nessuno, l’omosessualità esiste a prescindere!
      Va ‘solo’ RISPETTATA come tutto ciò che è diverso da sé e no lede il prossimo. Punto.

    2. Scritto da lotty

      Non è questione di pensarla allo stesso modo, esiste solo un modo di pensare: l’omosessulaità è una condizione naturale,stop.

      1. Scritto da ru

        A me lascia molto perplesso il suo… “stop”. Perché messo il punto è su tutto quel che ne consegue che ci sono posizioni, vedute diverse se non opposte e, se possibile, necessità di dialettica, confronto.

        1. Scritto da lotty

          In effeti anche a me stop non piace molto, meglio scrivere punto e basta. Il confronto e la dialettica sono utili ma le assicuro che l’omosessualità è una pulsione naturale, non lo dico io ma fior di studiosi. Buona sera

          1. Scritto da ru

            Pulsione o no sia quel che vuole. E’ tutto quel che viene dopo, ripeto, quel su cui si deve trovare un punto di accordo: la loro regolamentazione giuridico-sociale diciamo, se è chiaro…

          2. Scritto da daniela

            Francamente non credo che l’omosessualità sia sempre e comunque una pulsione naturale.Potrebbero esserci condizionamenti di tipo psicologico,credo di conoscerne(amiche abusate)Ma il punto non è questo,secondo me.Il punto è che,naturale e no,non esiste proprio che per me possa essere un problema l’omosessualità di una persona.Non sta nè in cielo nè in terra.Non mi toglie niente,non fa del male a nessuno, vivaddio.Che viva la sua vita e sia felice! “Chi sono io per giudicare?”

          3. Scritto da lotty

            Io penso che una persona abusata, dopo la violenza subita, possa comunque decidere di non continuare a essere condizionata psicologicamente, Sono d’accordo per il resto, aggiungo solo che la frase del papa non cancella il fatto che per la chiesa l’omosessualità rimane un condizione di disordine morale.

    3. Scritto da Maxwell

      Se non ti risulta che ci siano atti omofobici, leggiti il giornale ogni tanto… Per iniziare leggiti questi:
      http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/01/06/news/ragazzo_gay_si_suicida_lanciandosi_da_una_finestra_a_roma-75221218/

      http://www.romatoday.it/cronaca/suicidio-via-casilina-ragazzo-gay-21-anni.html

      1. Scritto da Roma o Bg?

        Se non sbaglio stiamo parlando di Bergamo, o Siamo Caput mundi a nostra insaputa?

  6. Scritto da MARCO ARLATI

    Complimenti per l’iniziativa. Sono i fatti concreti che servono ogni giorno per combattere l’omofobia. La LISTA CIVICA BERGAMO CAMBIA è sempre stata in prima linea nel combattere l’omofobia e nel sostenere i DIRITTI CIVILI. Nel suo programma, presentato il 1 dicembre 2012 c’è scritto chiaro nel capitolo riguardante il terzo settore e le pari opportunità: SI AL REGISTRO DELLE COPPIE DI FATTO NEL COMUNE DI BERGAMO. Noi siamo in prima linea per i diritti civili.

  7. Scritto da Lucia

    Aldo, ma se non fanno “outing” (immagino intendessi coming out, ma vabbè) come fai a sapere che sono gay?

    1. Scritto da Paolo

      “Fare outing” significa rivelare un particolare tenuto nascosto della vita di UN’ALTRA PERSONA.
      Nei riguardi delle persone omosessuali:
      1) “Fare COMING OUT” significa rivelare la PROPRIA omosessualità;
      2) “Fare OUTING” significa rivelare l’omosessualità di qualcuno.

  8. Scritto da aldo

    ebbene si, anche io faccio outing… sono etero. Considero questa mia ammissione di rilevanza, interesse pari a quella di chi afferma di essere gay. Considero il “problema” della accettazione dei gay non una questione sociale, ma dipendente dal carattere, dalla personalita’ dei soggetti interessati, Conosco tanti gay pienamente soddisfatti, non fanno outing, non vanno alle rassegne dei film gay o del turismo gay.

    1. Scritto da Jack

      Bravo Aldo