BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Accademia Carrara, custodire le opere costa 180 mila euro all’anno

Ogni giorno di mancata apertura dell'accademia Carrara è un costo esorbitante per le casse del Comune di Bergamo. Il ritardo quattro anni (quasi cinque, visto che è stata spostata all'autunno 2014) si traduce in mancati incassi per centinaia di migliaia di euro. Ad incidere sul bilancio finale però è anche una voce che molti trascurano: la custodia delle opere.

Ogni giorno di mancata apertura dell’accademia Carrara è un costo esorbitante per le casse del Comune di Bergamo. Il ritardo quattro anni (quasi cinque, visto che è stata spostata all’autunno 2014) si traduce in mancati incassi per centinaia di migliaia di euro. Ad incidere sul bilancio finale però è anche una voce che molti trascurano: la custodia delle opere.

La parte più consistente delle spese sono gli undici milioni di euro investiti per la ristrutturazione. E il lavoro di programmazione in vista della riapertura è ancora tanto. Il nuovo allestimento è ancora sulla carta, il progetto esecutivo verrà depositato nei prossimi giorni, poi si potrà procedere alla stipula della convenzione con la Fondazione Credito bergamasco. Nelle prossime settimane Palafrizzoni dovrà dare risposte anche sulla gestione economica della galleria d’arte. 

Tornando ai costi per la protezione delle opere in attesa di mostrarle ai visitatori, l’accademia Carrara si avvale di due collaborazioni distinte. Arterìa, azienda in provincia di Milano, conosciuta a livello internazionale, ha in custodia una parte delle circa duemila opere e ha collaborato alla spedizione in tutto il mondo dei quadri “prestati” ad altre pinacoteche. Il servizio, compresa la cura (maniacale, anche sul fronte delle pratiche burocratiche) delle spedizioni, costa 150 mila euro più Iva all’anno.

La seconda collaborazione è con Ubi Banca, che custodisce una parte della collezione in comodato gratuito in un caveau dotato di impianto di deumidificazione. Fatti due conti, il Comune di Bergamo negli ultimi anni ha speso oltre 700 mila euro per proteggere quadri non esposti oppure prestati ad altre gallerie nel mondo. Costi che diminuiranno quasi totalmente con la riapertura, nella speranza collettiva, di cittadini e amministratori, che non venga ulteriormente posticipata.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da mao

    Andrea parole sagge,noi persone comuni,perché i Tentorio,i Pirovano,i Bruni soprattutto perché quelli di sinistra sono culturalmente o si sentono più avanti di tutti,sono dotati di poteri sopra naturali solo per spendere i nostri soldi,poi di arte e non capiscono nulla ma c’è da mangiare a piene mani.Questi incapaci non sanno nemmeno che opere ci sono alla Carrara.

  2. Scritto da Andrea

    Ma non fatemi ridere… Non stiamo parlando del louvre… Certo mancati incassi, ma ci costa sempre di più l’ignoranza, la superficialità e la dabbenaggine di chi si prende queste responsabilità e non è capace di portarle avanti! E poi fuori i politici dall’arte!!! E smettetela poi di chiedere le dimissioni, siete stati pagati per risolvere un problema e adesso lo risolvete con i vostri soldi. E adesso si accorgono delle spese di custodia buffoni! Con tutta la gente che non lavora…