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The living room, il teatro di Grotowsky torna in Bergamasca

L’Associazione Diaforà, Centro di ricerca e formazione sulla differenza con sede al Convento della Ripa di Albino, in collaborazione con la cooperativa sociale La Fenice onlus, ospita in val Seriana e a Bergamo, per la seconda volta dopo il 2012, il Wokcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards

L’Associazione Diaforà, Centro di ricerca e formazione sulla differenza con sede al Convento della Ripa di Albino, in collaborazione con la cooperativa sociale La Fenice onlus, ospita in val Seriana e a Bergamo, per la seconda volta dopo il 2012, il Wokcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards con un programma interessante e vario al cui centro è The living room, una performance che ci riporta al teatro come spazio originario della comunità umana, un invito oggi a riflettere sulla nostra convivenza problematica e povera di gesti e di parole.

Accanto allo spettacolo (4 e 5 febbraio ad Albino, il 12 a Bergamo e il 16 a Leffe) sono previsti anche due giorni di workshop (8 e 9 febbraio) a e una tavola rotonda (17 febbraio). Dopo le tournées in Cina, in Brasile e negli Stati Uniti, il Workcenter di Grotowski, centro per la ricerca teatrale fondato a Pontedera dal maestro polaccom torna ad Albino a distanza di soli due anni per raccontare una seconda volta la stanza dove viviamo, The living room.

La nuova edizione presenta nove attori invece dei sei (e già per questo sarà un ritorno assolutamente nuovo), perché è la stanza dove viviamo a rinnovarsi continuamente. The living room è lo spazio denso di incontri che richiamano quelli che ognuno non smette mai di fare nella sua vita: la nascita e la morte, la bellezza e il dolore, la gioia e la fatica. Spazio dove anche una sera a teatro è l’occasione per un’esperienza di incontro con gli altri e di convivialità.

Quello di Grotowsky è un teatro che non ama il palcoscenico, non tollera i luoghi comuni di un certo tipo di teatro. Piuttosto sceglie una scenografia che quasi coincide con quella della nostra quotidianità e cerca invece la sua forza nella ricchezza drammaturgica. Qui il senso dell’azione teatrale si deve così cercare non nelle parole, strumento usurato da altri mezzi di comunicazione, ma nella messa in scena che si avvale dell’arte del gesto e della voce.

Se il teatro, alle origini, è stato il rito attraverso il quale è nata e si è costituita la comunità umana, fare teatro significa allora interrogarsi sulla nostra possibilità di ricostituire una dimensione comunitaria dell’esistenza umana, quell’orizzonte che oggi facciamo molta fatica a dispiegare, presi come siamo nel vortice dei nostri comodi e personalissimi individualismi e catturati da quel mondo dei consumi che chiede ad ognuno di noi di cercare il nostro proprio benessere, anche in una relativa indifferenza alla felicità altrui.

Il ritorno del Workcenter è un’altra occasione per riguardare e approfondire il nostro stare insieme e le domande che da lì si muovono: come ci siamo dimenticati la sostanza della nostra socialità? Che fare, quali consapevolezze nuove ci aspettano per tornare a riprenderci la nostra relazione con gli altri, quella che sola ci può restituire la nostra differenza, vale a dire la nostra identità?

L’Associazione Diaforà, insieme all’Assessorato alla Cultura e alla cooperativa sociale La Fenice, con la collaborazione della Parrocchia di S. Giuliano, che ha reso disponibile la Chiesa di S. Bartolomeo, hanno promosso il ritorno ad Albino del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richard nella prima metà del prossimo febbraio. Ad Albino lo spettacolo è previsto nei giorni 4 e 5 febbraio, mentre ci saranno repliche a Bergamo e a Leffe.

Per chi volesse saperne di più sull’esperienza del Workcenter si segnalano le altre iniziative: una tavola rotonda sulla figura di Grotowski e il suo ruolo nel teatro del Novecento” (17 febbraio) e un seminario sul lavoro dell’attore (l’8 e il 9 febbraio ad Albino presso la Sala Polivalente delle scuole “Bulandi”). Tutte le informazioni sugli incontri così come le modalità di prenotazione sono segnalati sul sito di Diaforà (www.diafora.info)

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