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“Oriana. Una donna.” Cristina De Stefano ritrae la leggenda della Fallaci

Cristina De Stefano ha presentato alla libreria Ibs di Bergamo il suo nuovo libro “Oriana. Una donna.”, la prima biografia ufficiale della giornalista Oriana Fallaci: il ritratto di una donna leggendaria, affascinante e piena di contraddizioni.

di Lucia Cappelluzzo

Cristina De Stefano, giornalista e talent scout letteraria pavese, e parigina d’adozione, ha visitato per la prima volta Bergamo venerdì 25 gennaio, facendo tappa alla libreria IBS di Via XX Settembre. E’ lì che l’ho conosciuta: alta, fasciata di grigio, un sorriso gentile e disponibile, gli occhi raggianti all’idea di presentare ad un vasto pubblico di lettori il suo nuovo libro: “Oriana. Una donna.”, la prima biografia ufficiale della giornalista Oriana Fallaci.

Tutto ha inizio con una telefonata a Cristina da parte del nipote ed unico erede della Fallaci, Edoardo Perazzi, che le propone di scrivere un libro sulla vita della zia defunta nel 2006. E’ un incarico che Cristina – come lei stessa afferma – non è sicura di accettare, è tormentata da incubi e non si sente pronta ad intraprendere quest’impresa dal momento che è consapevole di andare contro l’espressa volontà di Oriana, in vita fermamente contraria a qualunque film o libro sulla sua vita.

E’ un sogno, come spesso accade, che indica a Cristina la via: Oriana le appare e le dà la sua approvazione a scrivere il libro. Inizia così un’avventura di tre lunghi anni di ricerche, tra scatoloni, articoli e, soprattutto, lettere autografe che Cristina, con grandissima commozione e le mani tremanti, inizia a spulciare meticolosamente. Dalle sue ricerche estenuanti e dalle interviste a persone vicine alla Fallaci (tra cui un grande amore della sua vita, il giornalista francese François Pelou “ancora un bellissimo uomo a 80 anni e che io non avrei lasciato”, a detta della De Stefano), Cristina riporta in vita la figura di una donna affascinante e piena di contraddizioni: dolce e romantica, ma protetta da una dura corazza che non permette a nessuno di scalfire; nomade e desiderosa di avventura, ma allo stesso tempo legata e affezionata alla sua amata Firenze.

Contraddittoria anche nelle scelte di vita: in “Lettera ad un bambino mai nato” racconta la vicenda drammatica dell’aborto e del sentimento di nullità che prova una donna a non poter prolungare la propria vita attraverso un figlio, tuttavia, afferma anche di essere una donna “tra le nuvole” che non sarebbe mai stata in grado di fare la madre; desiderosa di trovare un uomo con cui costruire una famiglia (per il suo primo amore, Alfredo Pieroni, era addirittura pronta ad abbandonare il lavoro), ma allo stesso tempo, è per tutta la vita una donna che rivendica la sua libertà sessuale (“avere un ventre e dei desideri: come gli uomini”).

Cristina De Stefano ammalia la platea numerosa, segno dell’affetto che la gente prova per la Fallaci. Dopo questo libro ritiene Oriana non solo una figura professionale di ispirazione, ma, soprattutto, un membro della sua famiglia, “una zia”, a cui è molto affezionata e che le ha insegnato molto, in particolare, “ad avere una coscienza femminista; a rendermi conto di quanto abbiano sofferto e lavorato le nostre madri e nonne. Oriana diceva: ‘I problemi fondamentali degli uomini nascono da questioni economiche, razziali, sociali, ma i problemi fondamentali delle donne nascono anche e soprattutto da questo: il fatto di essere donne’”.

Ammira molto il coraggio e la forza della “giornalista più famosa d’Italia” che, nonostante le difficoltà che comportava essere una donna giornalista in un’epoca in cui il giornalismo era solo per uomini, è sempre andata avanti, a testa alta, lottando per quello che considerava la verità, assumendosi tutti i rischi. Certo, una donna dal pessimo carattere, tanto che l’attrice hollywoodiana Shirley MacLaine, durante un viaggio coast to coast attraverso gli Stati Uniti con Oriana, la abbandona per strada non sopportandola più!

Cristina De Stefano ci presenta il ritratto di una donna leggendaria che, da staffetta della Resistenza, è diventata la più grande giornalista italiana del Novecento grazie alla sua penna graffiante, le interviste irriverenti agli uomini politici più importanti, gli ideali di coraggio ed eroismo che per tutta la vita ha voluto incarnare (su esempio della madre, del padre e dello zio) e che poi, nel 1973, troverà in Alekos Panagulis, eroe della Resistenza greca.

Cristina tratta solo in parte della Fallaci degli anni di “La rabbia e l’orgoglio”, non vuole soffermarsi sulla strumentalizzazione politica degli ultimi libri di Oriana, poiché ritiene che il suo vero testamento spirituale siano tutti i suoi libri e la sua “incredibile e ostinata volontà di lavorare fino alla fine”.

Oriana Fallaci è stata tutto questo: giornalista, scrittrice, inviata, viaggiatrice, soldato, staffetta, medico e mamma mancata, sorella e figlia affettuosa, amante appassionata e amica fedele: una donna.

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