BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Electrolux, Uliano (Fim): “Piano inaccettabile, l’azienda ci ricatta”

Il bergamasco Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl, commenta la proposta del colosso svedese degli elettrodomestici Electrolux di dimezzare gli stipendi e di mettere in discussione lo stabilimento di Porcia: “E' una discussione tout court, una forma di ricatto. La competitività va recuperata in altri modi”.

Più informazioni su

È partita la mobilitazione all’Electrolux dopo la proposta del colosso svedese di tagliare gli stipendi e di mantenere viva l’ipotesi di chiusura per lo stabilimento di Porcia (Pordenone) per evitare la delocalizzazione in Polonia: il piano, che prevede la riduzione dei salari da 1.400 al mese a poco più di 700, un taglio dell’80% dei 2.700 euro di premio aziendale e la riduzione a 6 delle ore lavorative, è stato definito “inaccettabile” dai sindacati e dai lavoratori che martedì mattina hanno scioperato a Susegana (Treviso), Porcia e Solaro (Milano), annunciando anche di volersi rivolgere direttamente al Presidente del Consiglio Enrico Letta.

“L’azienda ha impostato una discussione tout court, è una forma di ricatto – ha commentato il bergamasco Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl – La posizione presa dall’azienda scarica tutta la responsabilità della competitività sulle spalle dei lavoratori e sui loro salari: non è accettabile il confronto con il costo del lavoro della Polonia e che si metta la partita tutta su questo piano. Io penso ai lavoratori: in che condizioni di vita si troverebbero con un salario quasi dimezzato?”.

La questione della competitività, secondo il sindacalista bergamasco, è molto sentita nel settore degli elettrodomestici dove le aziende si trovano a dover competere con i colossi asiatici o con aziende che hanno già delocalizzato: “La competitività – continua Uliano – va però recuperata in altri modi: noi siamo disponibili a trattare su una riorganizzazione del lavoro, su nuove forme di solidarietà, sulla riduzione dei costi ma in un ottica di ripartizione del lavoro e quindi di difesa occupazionale. Noi puntiamo con forza al rilancio dei consumi e dei redditi ed è chiaro che questo piano, a queste condizioni, va nella direzione diametralmente opposta. Per essere competitivi, oltre alla ripartizione del lavoro, si può puntare sull’innovazione, sul recupero della produttività e su nuovi prodotti da lanciare sul mercato: questo, invece, è un intervento temporaneo e limitato che pone condizioni inaccettabili per i lavoratori”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Dolores

    La questione non è il salario, ma il costo del lavoro. A parità di salario il costo del lavoro è più del doppio in italia, ma i media non ve lo diranno mai.
    Se un dipendente prende 1000 euro al mese, da noi ne costa 2200 o più. In nessun’altra parte del mondo c’è una situazione del genere. Sarebbe utile che la gente conoscesse questi numeri, almeno si eviterebbe di fare la figura dei polli di Renzo, anche se adesso va di moda quella dei polli di Renzi.

    1. Scritto da Come No

      L’italia è il quarto paese europeo per tasse e la germania non è dstantissima da noi , ma che conta è il totale e dire che il totale è superiore a germania, francia, svizzera o gran bretagna fa solo morire dal ridere . E’ vero che il cuneo fiscale è molto alto ( ma i tuoi amici di lega e pdl lo sono stati a rimirare per anni e anni , ancora adesso preferiscono la fregnaccia dell’imu !!|)

  2. Scritto da Però

    La Whirlpool ha annunciato di voler spostare la produzione di forni a microonde da uno stabilimento svedese a Varese,grazie ad un protocollo di intesa firmato da Maroni per regione Lombardia. Dedicato a tutti quelli che insultano i legaioli,che si lamentano della regione Lombardia e buttano tutti nello stesso calderone. Fatti non parole!

  3. Scritto da mark

    Boicottiamo le industrie straniere, acquistiamo solo prodotti made in italy……purtroppo ora è troppo tardi siamo invasi da profughi che lavorano anche nel letto dove dormono pur di guadagnare pochi spiccioli, il mercato nero è allarmante, la fuffaccia che circola è devastante, sia sul piano morale sia sulla salute

  4. Scritto da GREATGUY

    tanto alla fine elettrolux comunque ci andrà in polonia! che si accetti o meno il taglio! il punto è che noi in quanto italiani dovremmo comprare solamente elettrodomestici prodotti in italia!!! voglio vedere che mercato avrebbero in polonia i signori dell’elettrolux.

  5. Scritto da carlo

    la scelta sarà molto difficile, ,prendere meno oppure niente,una cosa è certa, la scelta verra demandata ai lavoratori,cosi se va male la colpa sarà loro,i sindacati ne usciranno sempre indenni.anche i sindacati vanno responsabilizzati ,se sbagliano anche loro devono pagare

  6. Scritto da CompriamoItaliano

    1) La germania quando ha affrontato problematiche di crisi lo ha fatto dando validità A TEMPO ai contratti particolari 2) Compriamo elettrodomestici prodotti in italia , quelli prodotti in polonia lasciamoli al ricco mercato polacco.

    1. Scritto da Alberto

      Brava/o!

  7. Scritto da Andrea

    Chiamate Landini della FIOM e vedrete che ci pensa lui a mettere in riga la Elettrolux, proprio come ha fatto a Pomigliano (ed ora la Fiat se ne va dall’Italia).

    1. Scritto da Facce Ride

      Secondo te quando Obama ha benedetto l’accordo per chrysler-fiat l’ha fatto per investimenti e sede in italia ? Svegliati dal coma.

      1. Scritto da Andrea

        Complimenti! Sei uno sveglio tu! Non capisci neppure un “double entedre” che capirebbe al volo anche un bambino dell’asilo nido!

    2. Scritto da PEPERONEROSSO

      Già … perché la tanto, da Marchionne, decantata e promessa “Fabbrica Italia” (e relativi milionari investimenti) è stata sepolta anche quella da Landini !!! Svegliati !! Forse sarebbe il caso che ti ricordassi tutti i soldi che la Fiat ha preso dallo stato (quanti ne ha dirottati in settori finanziari e testate giornalistiche, che nulla avevano e hanno a che fare con l’automobile) e quanto sia rimasta indietro sulla concezione e creazione di nuovi modelli.

      1. Scritto da Andrea

        Le assunzioni di Romiti x ripagare Bertinotti e c. dei soldi datigli? Soldi dati a pioggia , assumendo operai a 4 Lit stile URSS, e regole precise di Obama? I finaziamenti furono una imbecillata dei sindacati (e del Governo che per mantenere la pace sociale andava gli andava dietro). Fiat è una spa e fa il suo mestiere e dal punto di vista della finanza, lo fa benissimo. Ma i mld di $ che il UAW ha investito per non far fallire la Chrysler dove li ha messi Landini?