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Confronto in Tenaris? Fim: “Fiom ci dica giorno e ora: siamo a disposizione”

Continua il botta e risposta tra i metalmeccanici di Cisl e Cgil su quanto successo lunedì 27 gennaio alla Tenaris Dalmine: “La Fim non si è mai sottratta al confronto con le altre sigle: se il problema è solo che deve essere la Fiom a invitarci ci adeguiamo volentieri”.

Continua il botta e risposta tra i metalmeccanici di Cisl e Cgil su quanto successo lunedì 27 gennaio alla Tenaris Dalmine. La Fim, tramite una nota, ha replicato nuovamente alla Fiom:

"La Fim di Bergamo, come quella nazionale, non si è mai sottratta al confronto con le altre sigle, neanche nei recenti Contratti Nazionali, non firmati per ben 5 volte dalla Fiom. Ne sono prova le assemblee unitarie svolte proprio in  Tenaris nel 2009 e nel 2012 all’alba dei Ccnl non firmati dalla Fiom".

"Se il problema è solo che deve essere la Fiom a invitarci, ci adeguiamo volentieri, basta accordarci sulla data e discuteremo dell’accordo sulla Rappresentanza finalmente a più voci, ci si dividerà il tempo a disposizione, noi non interromperemo mai chi parla, sappiamo ascoltare, speriamo che imparino anche gli altri", dichiara Marco Bentivogli, "abbiamo augurato pronta guarigione sinceramente a Landini, e abbiamo approfittato dell’ironia, perchè l’isolamento della Fiom nel sindacato e l’abbraccio con la politica ha fatto molto molto male ai lavoratori".

"Comunque – sottolinea Emanuele Fantini, responsabile per la segreteria Fim di Bergamo della Tenaris – il vittimismo della Fiom sul congresso è inverosimile. Ricordiamo alla Fiom che abbiamo chiesto di rinviare il Congresso peraltro svolto con un’ora di assemblea concessa da noi (Fim e Uilm), perché non spettante alla Fiom in quanto non più firmataria di contratti nazionali, in base al quale avremmo anche potuto rifiutarci".

"Per quanto riguarda la battuta sulla salute di Landini – conclude Bentivogli -, che tanto ha irritato i colleghi di Dalmine, credo che nella storia, tra Fim e Fiom siano volate parole ben più grosse, minacce, aggressioni, intimidazioni ai nostri militanti, assalti a sedi, dirigenti sotto scorta, pagine vergognose di questi anni di cui hanno avuto in alcuni casi responsabilità dirette i dirigenti Fiom, pagine che vogliamo certo  metterci dietro le spalle ma di certo non dimenticheremo".

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