Metalmeccanici Cisl: “La Fiom rifiuta il confronto in Tenaris” - BergamoNews
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Metalmeccanici Cisl: “La Fiom rifiuta il confronto in Tenaris”

Per un giorno la Tenaris di Dalmine è diventata un ideale palcoscenico dello scontro tra Fim e Fiom sull'accordo per la rappresentanza sindacale. Duro Marco Bentivogli: “Speriamo che la Fiom, oltre a quello con tv e politici, accetti il confronto civile in assemblea con noi”.

Lunedì di assemblee alla Tenaris di Dalmine, per un giorno palcoscenico ideale dello “scontro” Fim-Fiom sull’accordo per la rappresentanza sindacale: i lavoratori sono stati convocati proprio per discutere dell’intesa raggiunta il 10 gennaio tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, vero e proprio testo unico sul tema composto da diverse parti che regolano, tra l’altro, la misurazione della rappresentanza sindacale a livello nazionale e aziendale, la titolarità ed efficacia della contrattazione collettiva nazionale ed aziendale, le modalità volte a garantire l’effettiva applicazione degli accordi sottoscritti nel rispetto delle regole concordate.

“Un accordo che riafferma l’autonomia del sociale per la rivendicazione dei rapporti di lavoro, per la validazione dei contratti e per le certificazioni della rappresentanza e della rappresentatività – ha commentato Marco Bentivogli della segreteria Fim – Nessuna espropriazione di diritti sindacali, al contrario prevale l’assunzione coerenti di responsabilità rispetto agli accordi pattuiti”.

Non solo accordo per la rappresentanza, però: a Dalmine c’è un’altra “battaglia” aperta, quella sul rinnovo della Rsu, in stand by da ormai tre anni.

L’accordo sulla rappresentanza sindacale, per quanto riguarda le Rsu, prevede l’elezione su base totalmente proporzionale ai voti ricevuti per tutti i seggi a disposizione, con liste che dovranno tener conto sia delle diversità professionali sia di genere.

Sulla questione la Rsu Fim aveva avanzato la proposta ai colleghi di Fiom e Uilm di un’assemblea unitaria, invito riproposto anche lunedì mattina da Bentivogli al segretario della Fiom Maurizio Landini: un’idea rimasta tale, alla luce del doppio rifiuto ricevuto.

Via allora ad assemblee separate, svolte l’una a poca distanza dall’altra: “La Fiom – ha commentato Bentivogli – è più a suo agio sui palcoscenici dei talk show che in fabbrica e oggi si scaglia contro l’intesa. Noi siamo a disposizione per un confronto con Fiom e Uilm a patto che Landini non si presenti limitando le sue disponibilità alla lettura dello statuto: ci auguriamo che si apra una fase nuova, sono deluso dal fatto di non aver potuto fare un’assemblea unitaria, speriamo che oltre a quello con tv e politici accetti il confronto civile in assemblea con noi”.

Sull’accordo per la rappresentanza sindacale Bentivogli contesta al segretario della Fiom anche una sorta di incoerenza: “Ha cambiato idea più volte: era contro l’intesa del 28 giugno 2011, poi a favore di quella del 31 maggio 2013 e ora un nuovo dietrofront sull’intesa del 10 gennaio sulla rappresentanza che prima aveva chiesto a gran voce. È assolutamente incomprensibile l’attuale levata di scudi di chi all’alba dell’1 giugno 2013 rivendicava l’immediata applicazione del proporzionale nell’elezione delle Rsu”.

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