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L’influenza? Costa due milioni di euro alle imprese bergamasche

In tre mesi, dal 14 ottobre al 12 gennaio, l'influenza è costata oltre 19 milioni di euro alle imprese lombarde, pari ad oltre 200mila giorni persi in malattia tra imprenditori e lavoratori: Bergamo terza in Lombardia dopo Milano e Brescia.

La sindrome dell’influenza colpisce duramente le imprese lombarde: in tre mesi, dal 14 ottobre scorso al 12 gennaio, il costo stimato è di oltre 19 milioni di euro, pari a circa 200mila giorni persi in malattia e a un quinto del totale italiano che conta 90 milioni di euro di costi e 1,9 milioni di giorni di malattia.

La stima è della Camera di Commercio di Milano su dati Istat e del Ministero della Salute: un dato che considera gli occupati costretti a letto, tra imprenditori e lavoratori, per una media di tre giorni di convalescenza a testa ed esclude il costo del week end.

La più colpita tra le lombarde è Milano che, con un costo di 6,3 milioni di euro e circa 75 mila giorni di malattia, è seconda solo a Roma in Italia (7,6 milioni e 91mila giorni).

Bergamo è terza dopo Brescia (che conta 2,3 milioni di euro e 28mila giorni): nella nostra provincia l’influenza è costata alle imprese due milioni di euro, pari circa a 24mila giorni di malattia. Seguono in classifica Varese e Monza Brianza, entrambe con 1,7 milioni circa.

Quanto al settore della salute, sono 5.703 le imprese attive in Lombardia, oltre la metà (50,8%) si occupa di assistenza sanitaria (tra ospedali, case di cura e studi medici), il 38,4% si occupa di assistenza sociale non residenziale mentre il 10,8% di assistenza sociale residenziale (tra cui strutture per anziani e disabili). Tra le province Milano è prima con 2.115 imprese (37,1% del settore regionale), seguita da Brescia (586, 10,3%), Monza e Brianza (533, 9,3%) e Bergamo (530, 9,3%). Il settore in Lombardia cresce dell`1,5% con punte a Mantova (+4,9%), Lodi (+3,9%) e Como (+3,2%).

Nel dettaglio, Bergamo conta 246 imprese nel settore dell’Assistenza sanitaria, 66 in quello dei Servizi di assistenza sociale residenziale e 218 per quella non residenziale: il totale fa 530, in crescita del 2,7% rispetto al 2012 quando erano 516.

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