BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Luca Zingaretti porta a teatro il caso Furtwängler

Imperdibile appuntamento al Donizetti: da martedì 28 gennaio fino a domenica 2 febbraio Luca Zingaretti e Massimo De Francovich mettono in scena La torre d'avorio.

Più informazioni su

La stagione di prosa a teatro Donizetti riprende martedì 28 gennaio con La torre d’avorio. Interprete e regista Luca Zingaretti con Massimo De Francovich e con Peppino Mazzotta, Gianluigi Fogacci, Elena Arvigo, Caterina Gramaglia produzione Zocotoco srl. 

LA TORRE D’AVORIO è tratto dal testo di Ronald Harwood traduzione Masolino d’Amico, scene André Benaim, costumi Chiara Ferrantin,i luci Pasquale Mari.  

Berlino 1946. È il momento di regolare i conti, e la cosiddetta denazificazione – la caccia ai sostenitori del caduto regime – è in pieno svolgimento. Gli alleati hanno bisogno di prede illustri, di casi esemplari che diano risonanza all’iniziativa.

Viene così convocato, nel quadro di un’indagine sulla sua presunta collaborazione con la dittatura, il più illustre esponente dell’alta cultura tedesca, vale a dire il direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler, universalmente acclamato accanto a Toscanini come il maggiore della prima metà del secolo.

Furtwängler non era stato nazista e, anzi, non aveva nascosto di detestare le politiche del Terzo Reich; era anche riuscito a non prendere mai la tessera del partito. Ma nel buio periodo dell’esodo di molti illustri intellettuali, che avevano preferito trasferirsi all’estero piuttosto che continuare a lavorare in condizioni opprimenti, era rimasto in patria e aveva svolto la sua attività in condizioni privilegiate. Aveva scelto, in tempi durissimi, di tenere accesa la fiaccola dell’arte e della cultura, convinto che questa non avesse connotazione politica, e aveva sfruttato il suo prestigio per aiutare, all’occorrenza, persone perseguitate o emarginate. Si era anche scaricato la coscienza “barcamenandosi” per esibirsi nel minor numero possibile di occasioni ufficiali; pur di non stringere la mano a Hitler, in un’occasione famosa e fotografata, aveva fatto in modo di continuare a impugnare la bacchetta con la destra. Dai suoi compatrioti, quasi tutti melomani, era sempre stato venerato alla stregua di una divinità super partes, e anche dopo la fine della Guerra nessun tedesco si era sentito di addebitargli alcunché. Ma ecco ora che i vincitori vogliono vederci chiaro, e se possibile far crollare anche questo superstite mito della superiorità germanica.

Consapevoli del fascino che il grande artista esercita su tante persone, essi affidano l’indagine a un uomo che dà ogni garanzia di esserne immune: un maggiore dell’esercito che detesta la musica classica, venditore di polizze assicurative nella vita civile, molto sospettoso nei confronti del prossimo; un plebeo che disprezza le sdolcinatezze borghesi; un giustiziere sacrosantamente indignato dalle ingiustizie e dalle atrocità che ha visto perpetrare in questa corrottissima zona dell’Europa; soprattutto, un americano convinto dell’eguaglianza di tutti gli uomini sia nei diritti che nelle responsabilità.  

Da martedì 28 a sabato 1 febbraio spettacoli alle 20.30, domenica 2 inizio alle 15.30.

Biglietti, da euro 11 a euro 30.80, in vendita presso la Biglietteria del Teatro Donizetti, aperta da lunedì a sabato dalle 13 alle ore 20.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.