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Linea Bergamo-Milano: “Disagi insostenibili la misura per me è colma”

Un lettore ci ha scritto per segnalarci la sua situazione da pendolare che deve fare i conti con i continui disagi quotidiani: "Bergamo è una delle città che versa più soldi grazie all'alto numero di pendolari, eppure i servizi rimangono scadenti"

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Un lettore ci ha scritto per segnalarci la sua situazione da pendolare che deve fare i conti con i continui e ormai insostenibili disagi quotidiani: 

"Buongiorno, mi trovo a scrivere queste righe perché, come credo per molti miei concittadini, la misura è ormai colma. Mi trovo a prendere il treno ogni mattina per raggiungere il mio lavoro a Milano alle 7.02 e faccio ritorno a Bergamo prendendo il treno delle ore 17,26 da Milano Porta Garibaldi. Il treno è una necessità soprattutto in termini di spesa. Sono dieci anni fra università e lavoro che mi servo di questo mezzo per viaggiare e per vivere.

La premessa era d’obbligo e le considerazioni che verranno di seguito sono maturate nel corso di questi anni di viaggio avanti e indietro dal capoluogo lombardo. La città di Bergamo contribuisce notevolmente in termini economici allo sviluppo e al progresso della regione Lombardia grazie anche a coloro che giornalmente prestano il loro servizio nella città di Milano. La stazione ferroviaria di Bergamo si attesta saldamente ai primi posti per numero di passeggeri e pendolari fra tutte le stazioni del Nord Italia; è addirittura fra primi posti per numero di passeggeri in Italia. La città dista cinquanta chilometri esatti da Milano ed esistono due linee ferroviere che garantiscono i collegamenti quotidiani. Le infrastrutture non mancano sulla carta ma le linee ferroviarie che interessano il nostro capoluogo non sono, ahimé, linee di grande comunicazione.

La linea ferroviaria passante per Treviglio è stata raddoppiata nel 2007, linea che in passato era già dotata di doppio binario poi rimosso per scelte strategiche e politiche risalenti all’inizio del ventesimo secolo. Su questa linea viaggiano treni a cadenza di mezzora negli orari di punta che raggiungono Milano in 48 minuti. Spesso e volentieri i 48 minuti si trasformano in un ora per raggiungere Milano Centrale e in un’ora e un quarto per raggiungere Milano Porta Garibaldi via Lambrate e Villapizzone. Si tratta di un ritardo prossimo al 20%.

Le carrozze sono scarse, piene e sporche e i poveri disgraziati che salgono nelle stazioni successive a Bergamo si trovano spesso a viaggiare in piedi. Il treno quasi mai, anzi mai, permette la coincidenza con il passante ferroviario a Pioltello; Siamo costretti a raggiungere, in ritardo, Milano Lambiate (assai congestionata) e Milano Centrale. Il passante ferroviario sull’asse Treviglio-Varese/Novara garantirebbe di raggiungere agevolmente il centro della città in modo più rapido. Le precedenze sulla linea sono tutte a favore del transito di treni “di rango o categoria superiore”.

La linea via Carnate è difficile perfino da qualificare; sembra quasi una cartolina dal passato: treni fatiscenti che accumulano ritardo a causa di qualsiasi piccolo inconveniente. Raggiungere la stazione di Milano Porta Garibaldi optando per questa via è un’impresa più che un viaggio. Le carrozze risalgono addirittura agli anni 60’, sono pensate per avere un riscaldamento a vapore ora sostituito con resistenze elettriche. Si sciolgono letteralmente le suole delle scarpe d’inverno. Non aspettatevi l’aria condizionata: è un optional presente solo su qualche carrozza ovviamente presa d’assalto.

Passiamo alle condizioni della stazione: la porta della città da una parte e l’accesso alla ferrovia e al viaggio dall’altra. È fra le ultime stazioni ad essere stata ristrutturata dal progetto Centostazioni. I lavori sono lenti e i progressi poco percettibili, i nuovi ascensori precludono il passaggio nel sottopasso e rallentano il difficile smaltimento della fiumana che si forma ad ogni arrivo, i pavimenti sono bagnati e scivolosi quando piove perché sono esposti alle intemperie. L’accesso alla stazione, che cambia giornalmente, è un cunicolo freddo e disagevole. I servizi in stazione sono scarsi o addirittura inesistenti.

Il confronto con le città vicine è impari: sono tutte dotate di un sistema ferroviario più capace, treni con servizi migliori ma soprattutto collegate anche da treni veloci che Bergamo può solo sognare. Non c’è un treno di categoria superiore al “Regionale Veloce” che fermi nell’intera provincia di Bergamo; nemmeno a Treviglio che si trova sulla linea di grande comunicazione Milano-Venezia. Siamo tagliati fuori e non sappiamo chiedere a gran voce quello che ci spetta.

A questo punto passo alle domande: è mai possibile che Trenord non preveda investimenti sulle tratte Milano Bergamo? È mai possibile che nessun amministratore della Città o della Provincia alzi la voce per pretendere un servizio migliore per i propri concittadini? Dov’è la Regione Lombardia quando si tratta di alzare la voce con Trenord e Trenitalia per chiedere garanzie sui servizi e chiedere rimborsi per i viaggiatori umiliati da ore di ritardo e da condizioni di viaggio disumane?

Da qui gli inviti: al sindaco di Bergamo e al presidente della Provincia a viaggiare sui convogli pendolari fra Milano a Bergamo per rendersi conto del disagio, sostenere a gran voce i migliaia di cittadini e dare a Bergamo e alla sua provincia la dignità che non le è riconosciuta. Parlando di Expo, come possiamo credere nel coinvolgimento della nostra città quando siamo sprovvisti di un sistema di trasporto pubblico efficace e funzionale? Spero vivamente che la prossima amministrazione comunale prenda seriamente in considerazione questo problema e si faccia portavoce, nelle sedi opportune, del disagio dei suoi cittadini a differenza di quanto è stato fatto fino ad oggi: nulla".

Paolo Fornoni

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Commenti

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  1. Scritto da anna formenti

    Nemmeno l’amministrazione bruni ha fatto nulla per cambiare le cose

  2. Scritto da pendolare2

    Paolo Paolo! È peggio che in bosnia

  3. Scritto da Paolo Belotti

    Su tutte le altre linee del nord Italia hanno sostituito treni vecchi con quelli nuovi. Sulla bg-mi, si viaggia su un carro letame. tutti i responsabili di questo scempio meriterebbero la galera

  4. Scritto da daniela

    Paolo Fornoni ha assolutamente ragione.

  5. Scritto da Nome

    Anche io sono tutti i giorni sulla tratta bergamo-carnate-milano (solo per una questione economica, perchè in auto sarebbe più comodo e meno stressante… sì meno stressante, compresa la coda alla barriera). *Zero* controlli sui biglietti al punto che mi chiedo se sono l’unico a pagare i più di 4€ al giorno di abbonamento, poche carrozze (sporche e maleodoranti, perchè qualcuno ci dorme), in violazione di ogni regola sulla sicurezza (scrosci di pioggia sui sedili passando dalle lampade).

  6. Scritto da Laura

    Tate arie… Città della cultura?? Ma va, va, va!!

  7. Scritto da Adriano

    Non preoccuparti scrivi a Maroni vedrai che come il suo predecessore ti spieghera’ che faranno una grande riforma, una nuova grande azienda regionale, una nuova agenzia, una nuova cosa, un nuovo soggetto su cui scaricare le nostre frustrazioni e improperie e le responsabilita’ di vent’ani di mala gestione…e fra altri 5 anni ci spiegneranno che bisogna riformare la riforma che hanno fatto male quelli di prima…la chiamano politica della responsabilita’ !!!

  8. Scritto da Pendolare

    La linea via Carnate è VERGOGNOSA. Alla sera i treni da Bergamo sono colmi di sbandati diretti a Milano per i loro affari e viaggiano in condizioni improponibili senza biglietto. Ovviamente il controllore non passa perché ne andrebbe della propria sicurezza: credo che abbia la nostra comprensione.
    Gli ascensori; qualcuno ci spieghi i permessi di installazione. Impediscono totalmente il passaggio, occupano 2/3 del corridoio. Se ci fosse un incidente o un incendio sarebbe un rischio enorme.