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Da Scanzo al mondo Un secolo e mezzo di sviluppo Italcementi fotogallery

Da un primo esperimento nel 1864 in una villa di Scanzo, alle porte di Bergamo, alla presenza in venti Paesi e quattro continenti. Dalla macinazione dei primi prodotti in un mulino per il grano a 53 cementerie e circa 20 mila dipendenti nel mondo. Una storia fatta di innovazione nei prodotti e nei processi produttivi e di stretta collaborazione con i più grandi ingegneri e architetti a cavallo di tre secoli, dalle prime grandi opere del XIX secolo alle grandi sfide del nuovo millennio.

Italcementi compie 150 anni. Le radici della società, oggi presente con 53 cementerie in venti Paesi e quattro continenti, affondano nella seconda metà del XIX secolo a Scanzo, alle porte di Bergamo, dove nacque la Società Bergamasca per la fabbricazione del cemento e della calce idraulica.

I primi esperimenti per la realizzazione del cemento, realizzati in un piccolo forno di una villa di Scanzo sfruttando i calcari marnosi delle colline vicine, sono stati i primi passi di un’impresa diventata nel tempo uno dei leader mondiali dell’industria dei materiali per le costruzioni, presente su molti mercati e protagonista nell’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi, sempre più orientati alla sostenibilità. 

La prima cottura nel forno di Scanzo avviene l’8 febbraio 1864. Il prodotto, macinato da un mugnaio in un mulino ad acqua, dà come risultato un cemento idraulico che dimostra, per i tempi, proprietà straordinarie. Il cemento di Scanzo si diffonde rapidamente e viene utilizzato per la realizzazione di diverse grandi opere, tra cui, il ponte sul fiume Adda, realizzato con 16 archi a Rivolta d’Adda, la stazione ferroviaria di Santa Lucia a Venezia, dove è decisiva l’efficacia del legante anche sott’acqua e il Canale di Suez in Egitto (una presenza nel mercato egiziano che tornerà poi in modo significativo nella storia del Gruppo).

Nel giro di soli due anni la produzione raggiunge i 70mila quintali di cemento e si amplia ulteriormente con l’acquisto, nel 1872, della originaria concorrente di Palazzolo. Agli inizi del 1900, la gestione della Società Bergamasca per la fabbricazione del cemento e della calce idraulica passa nelle mani dei fratelli Pesenti che fondono la loro società con quella di Scanzo: nasce un gruppo che può contare su 12 cementerie e oltre 1.500 addetti e su una produzione di oltre 2,1 milioni di quintali.

La sede è a Bergamo, in via Madonna della Neve, ancor oggi quartier generale del Gruppo.

Nel 1927, poco più di sessanta anni dopo la nascita, e con il titolo già quotato in Borsa da due anni, la società assume la sua attuale ragione sociale: le cementerie sono 33 con una produzione di 18 milioni di quintali, pari al 44% del mercato nazionale, rendendola leader del settore nel nostro Paese, primato conservato sino ad oggi.

Il governo di questa crescita è affidato a Cesare Pesenti, che, oltre ad essere un industriale, è anche uomo di studio contraddistintosi per la pubblicazione di un trattato sul cemento armato e semi-armato ancora famoso e che intuisce, per primo, la necessità di garantirsi un approvvigionamento continuo di energia a costi competitivi per gli impianti, ottenuta soprattutto attraverso le centrali idroelettriche. Centrali che nel corso della storia di Italcementi hanno visto un importante sviluppo fino alla nascita, nel 2001, di Italgen, che attualmente conta 14 centrali idroelettriche interconnesse attraverso una rete di circa 400 chilometri di elettrodotti e un impianto fotovoltaico in Emilia Romagna, più altri impianti all’estero.

Già negli anni Venti, Italcementi indirizza la propria strategia industriale verso il progresso tecnico orientando la ricerca in due direzioni: sviluppo di nuovi prodotti e adozione di nuovi processi.

L’azienda sviluppa rapporti di collaborazione con laboratori esteri di ricerca scientifica e con le grandi industrie straniere, per acquisire nuovi sistemi di lavorazione e per raggiungere miglioramenti qualitativi della produzione. Il Cemento Granito è, per esempio, uno dei prodotti speciali, con brevetto Italcementi, attraverso il quale la società raggiunge risultati eccellenti che costituiscono ai tempi un vanto nazionale per aver superato tutte le altre nazioni nel perfezionamento dell’industria del cemento.

IL LEGAME CON IL MONDO ACCADEMICO

Il profondo legame tra Italcementi e mondo accademico porta, nel 1927, all’istituzione presso il Politecnico di Milano, della Scuola Master Fratelli Pesenti, un corso di alta formazione post universitaria, dedicato ai materiali da costruzione e che vede il susseguirsi delle sue edizioni ancora oggi.

Nel periodo fra le due guerre il gruppo prosegue nell’espansione a tappe, anche attraverso acquisizioni di altre società. La produzione, supportata da nuovi studi, si diversifica e ai cementi ottenuti da marne naturali si affiancano i cementi artificiali, ricavati da miscele diverse: cementi Portland normali e ad alta resistenza, cementi a rapidissima presa e il cemento bianco, prodotto in esclusiva da Italcementi nell’impianto di Alzano Lombardo, realizzato utilizzando materie prime esenti o quasi da ossido di ferro e da altre sostane coloranti.

Negli anni quaranta le redini del gruppo passano a Carlo Pesenti, figura cruciale per lo sviluppo dell’azienda. La strategia messa in opera è duplice.

Da un lato, il consolidamento tecnico e produttivo nel cemento, con una vasta operazione di accumulazione di conoscenze tecnologiche attraverso la costruzione di impianti ex-novo, che permettono all’azienda non solo di mantenere la propria leadership nazionale, ma anche di posizionarsi come industria tecnologicamente avanzata. Dall’altro lato, la diversificazione industriale con l’acquisizione di diverse realtà aziendali, dando così ad Italcementi una posizione centrale all’interno del mondo imprenditoriale italiano. 

Nel 1953 Italcementi, insieme ad altre importanti aziende italiane, costituisce la SISI (Sviluppo Iniziative Stradali Italiane) per lo studio dei problemi dello sviluppo e del miglioramento della rete autostradale in Italia, che realizza la progettazione di massima e lo studio di fattibilità per l’Autostrada del Sole, che proprio quest’anno festeggia i 100 anni dalla sua costruzione.

Negli anni cinquanta, inoltre, si intensifica il rapporto tra l’azienda bergamasca e il mondo dell’architettura e dell’alta ingegneria, un legame forte e sinergico a tutt’oggi, che ha dato vita ad alcune tra le più importanti opere di architettura nazionali e internazionali. È del 1956 il Grattacielo Pirelli a Milano, costruito su progetto di Giò Ponti con la consulenza strutturale di Pierluigi Nervi, ancora oggi fra i più alti edifici del mondo in cemento armato. Al giro di boa del centenario, nel 1964, Italcementi occupa il tredicesimo posto fra le società nazionali per fatturato.

Il 1964 è anche l’anno di una nuova collaborazione con Nervi, chiamato in Vaticano per immaginare la nuova aula per le udienze pubbliche del Papa. Nervi si affidò alla collaborazione del Gruppo per mettere a punto dei calcestruzzi che non solo rispondessero alle esigenze del progetto strutturale, ma che dessero anche garanzie di durabilità nel tempo. Oggi la Sala Nervi (chiamata così in omaggio al progettista) è annoverata tra i grandi monumenti dell’architettura e dell’ingegneria contemporanea.

Nel 1984, alla scomparsa del padre Carlo, la guida viene assunta da Giampiero Pesenti, che decide di concentrare il Gruppo sul core business, con un attento programma di efficienza e di sviluppo nel settore del cemento. Alla fine degli anni Ottanta, Italcementi dà impulso alla fase di internazionalizzazione del Gruppo attraverso l’acquisizione di partecipazioni negli Stati Uniti.

Ma è nell’aprile del 1992 con l’acquisizione di Ciments Français – società grande più di due volte il gruppo bergamasco – che si realizza in un sol colpo la globalizzazione della società. Un’operazione che, per l’epoca, racchiude tre primati: si tratta della più rilevante acquisizione industriale realizzata all’estero da un gruppo italiano, è il più importante aumento di capitale (5 miliardi di franchi) effettuato alla Borsa di Parigi ed è il più rapido aumento di dimensioni mai registrato da una società industriale italiana, che passa da un fatturato pre-acquisizione di 1.500 miliardi di lire ad un giro d’affari consolidato di oltre 5mila miliardi di lire del nuovo gruppo.

L’acquisizione cambia la fisionomia del Gruppo: il peso dell’Italia sui ricavi scende dal 97% al 27,5%, mentre le cementerie salgono a 51 dislocate in 13 Paesi. Come primo processo di integrazione, a fianco del Comitato Esecutivo che delinea le linee strategiche per tutto il Gruppo, nasce il CTG – Centro Tecnico di Gruppo – a cui è demandata tutta l’attività di ricerca e sviluppo, da sempre uno degli assi irrinunciabili nella storia di Italcementi. Nel 1992, l’unione tra le due realtà italiana e francese è sancita dal lancio del logo Italcementi Group. La strada verso una dimensione internazionale è ormai tracciata. L’attenzione si focalizza sullo sviluppo nei Paesi emergenti, nella logica di diversificare i mercati verso aree geografiche con maggiori potenzialità di crescita.

I primi passi sono rivolti verso l’Europa dell’Est (Bulgaria), ampliando poi l’orizzonte verso Oriente dove vengono acquisite nuove società in Kazakistan e in Thailandia. La tappa successiva è il posizionamento in India, terzo mercato mondiale del cemento. Dai piani di sviluppo non resta escluso il continente africano: a fianco della presenza in Marocco arriva l’ingresso in Egitto, dove il Gruppo si pone in posizione di leadership. Questa strategia di diversificazione del portafoglio Paesi verso aree emergenti ha portato ad un incremento del peso di questo gruppo di paesi a più del 50% della capacità produttiva di Italcementi Group. 

Nel 2004, Carlo Pesenti, figlio di Giampiero e rappresentante della quinta generazione dei Pesenti legati a Italcementi, viene nominato Consigliere Delegato del Gruppo. Carlo prosegue e dà nuovo impulso alla crescita internazionale di Italcementi, concentrando la propria visione industriale sui temi dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, tanto da essere nominato nel 2013, per la seconda volta, co-presidente della Cement Sustainability Initiative (CSI), il primo impegno formale per la sostenibilità, che impegna alcuni tra i maggiori produttori di cemento al mondo.

A partire dalla seconda decade degli anni Duemila, Italcementi ha quindi proseguito nel piano strategico di rinnovamento e adeguamento delle principali cementerie alle Best AvailableTechnologies (BAT), coerentemente agli impegni di efficienza industriale e ambientale prefissati. Così dopo il revamping della cementeria di Calusco d’Adda, sono stati portati al livello di eccellenza industriale e ambientale gli impianti di Martinsburg (USA), Ait Baha (Marocco), Matera (Italia) e Devnya (Bulgaria).

Quest’anno, in occasione dei 150 anni della fondazione del Gruppo, sarà inaugurata la rinnovata cementeria di Rezzato, costruita nel 1964 in occasione del centenario di Italcementi. Con un investimento di 150 milioni di euro, la cementeria diventerà la più efficiente ed ecologica d’Europa.

A fianco dell’attività produttiva, sotto la guida di Carlo Pesenti, il Gruppo Italcementi ha rafforzato il proprio impegno nel settore della ricerca e della sostenibilità dei nuovi materiali.

A questo scopo, per capitalizzare ancora di più il know how del Gruppo che ha permesso di depositare oltre 60 brevetti nel corso di 10 anni, nel 2012 è stato inaugurato i.lab, il prestigioso centro di Ricerca e Innovazione progettato dall’architetto statunitense Richard Meier e che, grazie alle soluzioni di sostenibilità ambientale e tecnologica adottate, ha ottenuto la certificazione Leed Platinum.

Ed è proprio i.lab a ospitare, a partire dal 2013, l’Arcvision Prize, un premio che riassume in sé l’impegno di Italcementi verso l’innovazione e la sostenibilità e l’attenzione verso il mondo dell’architettura. Il premio, riservato a giovani donne architetto, è stato vinto nella sua prima edizione dalla brasiliana Carla Juaçaba.

I NUMERI DEL GRUPPO

Italcementi Group, con una capacità produttiva complessiva annua pari a 65 milioni di tonnellate di cemento attraverso 53 cementerie, è il quinto produttore di cemento a livello mondiale.

A fianco dell’attività di produzione di cemento, completano il dispositivo industriale del Gruppo 10 centri di macinazione, 7 terminali di trading e 449 centrali di calcestruzzo che integrano l’esperienza, il know-how e le culture di 22 paesi in 4 continenti del mondo.

Nel 2012 il Gruppo ha registrato un fatturato consolidato di circa 4,5 miliardi di euro.

Italcementi, fra le prime dieci società industriali italiane, è quotata alla Borsa Italiana.

DATI E FATTI STORICI: LE CURIOSITA’

Italcementi è nata prima:

 Del telefono, inventato nel 1876

 Del motore a scoppio, inventato da Benz nel 1878

 Della lampadina, inventata da Edison nel 1879

 Della Coca Cola, inventata da John Pemberton nel 1886

 Del grammofono, inventato da Berliner nel 1887

 Del primo telegrafo senza fili, inventato da Marconi nel 1895

 Del cinema, inventato dai Fratelli Lumière nel 1895

 Della penicillina, scoperta nel 1929 da Fleming

 Del campionato di calcio più antico del mondo, quello inglese, disputato per la prima volta nel1888

CHE COSA ACCADEVA NEL 1864

Cosa accadeva nel 1864:

 Abramo Lincoln veniva rieletto presidente degli Stati Uniti.

 Firenze diventava capitale d’Italia, dopo Torino.

 Jules Verne pubblicava “Viaggio al centro della Terra”.

 A Ginevra veniva fondata la Croce Rossa.

 Nasceva il sociologo ed economista Max Weber.

 Nasceva il compositore tedesco Richard Strauss.

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