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Alberto Barzanò nominato presidente del Museo di San Tomé

Alberto Barzanò è stato nominato all'unanimità presidente del Museo di San Tomè – Centro Studi sul Romanico – Antenna Europea del Romanico. Bergamasco, ricercatore di Storia Romana per l'Università Cattolica e membro del Centro studi internazionale per la cultura e la tecnologia dell'Università di Stoccarda.

Alberto Barzanò è stato nominato all’unanimità presidente del Museo di San Tomè – Centro Studi sul Romanico – Antenna Europea del Romanico. Bergamasco, ricercatore di Storia Romana per l’Università Cattolica e membro del Centro studi internazionale per la cultura e la tecnologia dell’Università di Stoccarda.

La candidatura di Barzanò è stata avanzata dal Sindaco di Almenno San Bartolomeo, Gianni Brioschi e accolta con favore anche dal Comune di Almenno San Salvatore, dalla Comunità Montana di Valle Imagna e dagli altri soci.

"Ho raccolto e accettato l’invito che mi è stato rivolto in spirito di servizio e come una sfida entusiasmante, per valorizzare degnamente il valore unico del complesso dei monumenti romanici dei due Almenni e per fare, nel breve, del Centro Studi sul Romanico un luogo di elaborazione di pensiero e di strategie che abbiano una risonanza ben più che locale – afferma Barzanò -. Iniziative che siano mirate a dimostrare concretamente che in generale, ma soprattutto in questi momenti di crisi economica, la nostra cultura, intesa in senso lato, e il nostro patrimonio culturale, e con questo termine non intendo solo le opere architettoniche e la pittura, possono e devono essere guardati come le nostre principali fonti di sviluppo".

"Certamente – continua Barzanò – non come un’eredità ingombrante, che ci carica soltanto di costi e di responsabilità enormi, ma come un lascito fruttifero di immenso valore, per il quale dobbiamo convenientemente ringraziare chi ci ha preceduto e che, anziché guardarlo da lontano con timore reverenziale, dobbiamo abituarci ad accostare con riverente intelligenza, imparando a conoscerlo meglio e a trarne i frutti copiosi che può dare, senza che per questo si debba necessariamente correre il rischio di comprometterne l’integrità e quindi la possibilità di trasmetterlo ai posteri".

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