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“Glenn Stromberg? Rifiutò la Roma di Eriksson per restare a Bergamo”

E' appena uscito l'e-book di Emanuele Giulianelli, "Dallunoallundici". Un libro ricco di ricordi, curiosità e storie inedite sulle piccole realtà che, in passato, hanno segnato la storia del calcio con le loro imprese. E si parla del vichingo svedese, che rifiutò i soldi della Capitale per l'Atalanta, e del miracolo-Virescit.

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Il calcio come una volta. E’ quello raccontato nel libro "Dallunoallundici – Storie di ordinaria calciofilia" del giornalista Emanuele Giulianelli, che si è buttato in questa nuova avventura con tutto il carico di passione e amore per il mondo pallonaro che possiede. I capitoli della novità appena presentata non parlano di milioni, di diritti televisivi, di ultrà violenti o di campioni che cambiano casacca in nome del dio denaro ma, al contrario, di quelle piccole realtà che hanno compiuto grandi imprese. E Bergamo – possiamo dirlo forte – è tra i grandi protagonisti di "Dallunoallundici".

Il primo capitolo è dedicato a Glenn Peter Stromberg, "un gigante tra i giganti" come viene definito da Giulianelli. Tantissime le curiosità legate alla bandiera nerazzurra che, si legge, nell’estate del 1987 disse "no" alla vantaggiosissima offerta della Roma di Sven Goran Eriksson (suo mentore calcistico con il quale ottenne numerosi trionfi tra Goteborg e Benfica) per restare a Bergamo, per diventare una vera e propria bandiera dell’Atalanta: "Ho scritto questo libro per poter parlare di tutto quel calcio che io amo da sempre, quello di nicchia, quello fatto di vittorie che hanno segnato la storia di questo splendido sport – spiega a BgNews l’autore -. E non potevo dimenticare la formazione nerazzurra, seguitissima da tutti i bergamaschi, perché quando l’Atalanta vince, vince tutta la città. Come successo con la splendida cavalcata in Coppa delle Coppe della stagione 1987-’88. Quando si parla di calcio e di grandi vittorie – ha continuato Giulianelli – si finisce sempre col citare le solite squadre e i soliti nomi, come Messi, Ibrahimovic, Maradona. Io ho voluto focalizzare il mio lavoro sulle grandi imprese compiute da personaggi non di primo piano e da squadre su cui nessuno avrebbe mai scommesso. Come, ad esempio, la vostra Virescit". Ed è proprio la splendida realtà cittadina degli anni ’80 l’altra grande protagonista bergamasca del libro.

"Della Virescit ho qualche ricordo di quando ero bambino – racconta ancora l’autore del libro -. Seguivo il mondo pallonaro a 360 gradi e, come tanti altri in tutta Italia, finii per simpatizzare per quella piccola realtà oratoriale che sfiorò il calcio che conta senza fare grosse spese. La storia della Virescit l’ho raccontata attraverso i ricordi e le testimonianze di chi quel sogno l’ha vissuto in prima persona". Come il difensore Tom Astolfi, il giornalista Piero Vailati e Oreste Didonè, il fantasista della formazione. Che ricorda: "La società era organizzata in maniera familiare e gli allenamenti si facevano sul campo dell’oratorio, a Boccaleone. La domenica, invece, l’intero quartiere si trasferiva allo stadio Comunale perché il piccolo campo dell’oratorio non poteva ospitare gare di serie C".

Ed è nelle pagine tutte bergamasche di "Dallunoallundici" che si può chiaramente percepire quanto la nostalgia la faccia da padrona nel lavoro di Giulianelli: "Perché io sono innnamorato di un certo tipo di calcio ormai passato. Oggi – spiega – se l’ultima in classifica batte la prima si inizia subito a fare pensieri cattivi, del tipo: toh, hanno venduto la partita. E’ stata persa la meraviglia che da sempre ha contraddistinto questo sport. Ma io no, ce l’ho ancora. Per questo ho scritto ‘Dallunoallundici’, per far capire a chi lo leggerà che c’è ancora chi riesce a vedere il lato bello, piacevole e straordinario del calcio. E da tifoso della Roma spero di poter arricchire i miei racconti di un nuovo episodio: lo scudetto 2013′-14 ai giallorossi".

 

Per acquistare l’e-book basta andare su www.dudag.com e cercare "Dallunoallundici" di Emanuele Giulianelli.

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Commenti

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  1. Scritto da Dax

    Bei tempi col Glenn… Che nostalgia di quel calcio e della curva di una volta!

  2. Scritto da L76BG

    SOLO ED UNICO MIO CAPITANO!!

  3. Scritto da il polemico

    io ricordo che stromberg rimase al’atalanta,anche se veniva da una stagione sottotono e la società lo voleva vendere,infatti dichiarò che avrebbe contribuito alla risalita dell’atalanta in serie A e poi avrebbe deciso il futuro.un pò quello che successe con montero qualche anno dopo,messo in vendita a tutti i costi dalla società appena retrocessa,volle rimanere per onorare il contratto,con il risultato che poi fu l’atalanta che volle a tutti i costi trattenrlo,ma lui scelse la juve

  4. Scritto da davide

    Grande giocatore in tutti i sensi. Anche io concordo che Glenn sia davvero un’icona positiva che rappresenta bene il vero spirito atalantino. Meno male che c’è gente come lui..

  5. Scritto da Francesco

    GPS! Glenn Peter Stromberg! unica e sola bandiera dell’Atalanta. Non capisco come non abbia ancora avuto la possibilità di ricoprire un ruolo fondamentale in società.

    1. Scritto da semplice

      Penso che si diverta molto di più a fare il commentatore per la tv svedese, piuttosto che sedersi ogni giorno a zingonia dietro una scrivania…..comunqe se ti fa stare più sereno dietro l’ arrivo di Olausson c’è lui, ma di sicuro Olausson non sai neanche chi è, sei troppo impegnato a fare solo polemiche. Tifoso radical chic, ci avanzi.

      1. Scritto da ElleA69

        d’accordo con Davide. Che motivo c’è per una risposta simile? Francesco ha solo espresso un suo parere… Poi concordo su quanto dici: penso si diverta di più a fare il commentatore per la TV svedese

      2. Scritto da davide

        amico calmati, il commento precedente non ha detto niente di male… se ti basta così poco per scaldarti ti consiglio una camomilla o qualcosa di più forte..

  6. Scritto da simona

    Glenn Peter StromBERGHEM
    N. 1 – The BEST !
    c’è SOLO un Glenn Peter Stromberg !!!

  7. Scritto da ElleA69

    che nostalgia quel calcio…

    1. Scritto da meska

      eggia concordo con te……nostalgia a manetta….