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Bonus bebè anti-immigrati Serina si arrende e paga le spese

Il Comune di Serina si arrende sul bonus bebè riservato ai nuovi nati solamente se i genitori erano residenti e italiani: tratta in tribunale con le associazioni Ruah e Asgi, pagherà tutte le spese giudiziarie ed elargirà due bonus bebè a due famiglie che faranno ricorso.

Il Comune di Serina si arrende sul bonus bebè riservato ai nuovi nati da genitori italiani e residenti in paese. Con la delibera di giunta 111/2013 l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Fattori ammette che in un’udienza in tribunale ha trattato con le associazioni Ruah e Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) per modificare il regolamento comunale, riconoscere il bonus bebè a due bambini figli di immigrati residenti a Serina e di rendere pubblica questa scelta. Oltre a tutto ciò, il Comune stanzia fondi per pagare tutte le spese legali per un importo presunto dal giudice che ammonta a circa 700 euro.

L’ESPOSTO E LA TRATTATIVA

L’8 giugno 2013 il Comune di Serina riceve una raccomandata in cui l’associazione Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e la cooperativa Ruah denunciano "l’ingiustizia" del regolamento comunale di Serina riguardo al bonus bebé. Per ricevere il bonus bebè, infatti, i genitori devono essere residenti in paese e Italiani. Una norma discriminatoria che viene segnalata il 17 luglio 2013 all’amministrazione comunale anche dal Ministero dell’Interno.

Il primo cittadino, messo alle strette, afferma di voler modificare il regolamento. Ma la modifica tarda ad arrivare. Le due associazioni presentano un esposto in Procura. Si arriva in tribunale ed è allora che in sede di udienza preliminare l’avvocato Marco Rillosi, incaricato dal Comune di Serina, giunge ad un accordo con le due associazioni che si dichiarano disponibili ad abbandonare il giudizio se: il Comune modifica il regolamento sui bonus bebè, il pagamento a due famiglie che hanno fatto richiesta, al pagamento delle spese legali e alla diffusione in un comunicato dei provvedimenti adottati. E alla fine il Comune di Serina che aveva annunciato il bonus bebè "riservato" ai soli figli di italiani ha dovuto ritrattare tutto e pagarne anche le spese legali.

Commenti

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  1. Scritto da giuseppe zanga

    da ORA, da adesso, SONO RAZZISTA E ME NE VANTO.
    ed affanculo tutti i falsi perbenisti.

    1. Scritto da red

      le rode,vero? Ah,ah,ah!! Semplicemente è stata fatta giustizia di un’ingiustizia.

      1. Scritto da Pierluigi

        Quando ci sarà un’associazione che difenderà I diritti di noi Bergamaschi?Noi siamo i discriminati,non gli africani e gli extra vari.Noi non riusciamo mai ad avere una casa popolare,contributi per affitti e bollette,costi scolastici,ecc.Noi che paghiamo l’autobus e loro no,il bollo auto e l’assic.auto mentre loro no,siamo discriminati in modo razzista a causa del colore della pelle.Invece oggi associazioni collaborazioniste preferiscono gli invasori regalondogli tutto.

  2. Scritto da Roberto

    Il comune di Serina arriva buon ultimo a fare retromarcia nei confronti di un regolamento illegale perchè discriminatorio. Chissa forse ci sono altri comuni con regolamenti così? Eppure basterebbe che gli amministratori leghisti si informassero per sapere che la strada è chiusa per queste porcherie. Già nel 2010 il comune di Palazzago è stato condannato dal tribunale di Bergamo per un regolamento discriminatorio.Perchè gli amministratori leghisti non si informano?

    1. Scritto da mario59

      Perchè sono convinti che la padania da sola, vinca contro il resto del mondo, ma per molti leghisti, gli immigrati che tanto puzzano quando si tratta di riconoscegli un diritto, tanto diventano profumati, quando si tratta di sfruttarli, facendoli lavorare in nero per dei miseri salari che nessun Italiano accetterebbe mai.

      1. Scritto da Paolo

        Vai al sud a vedere i caporali come “amano” gli immigrati. Non sei mai stato al sud? Vai a parlare con qualche meridionale, vedrai che considerazione hanno degli immigrati, per di più avendo pure loro (i meridionali) in molta parte esperienze di emigrazione al nord….

      2. Scritto da Paolo

        Che ti piaccia o no, la cosiddetta padania produce una bella fetta di pil italiano, che se potesse tenerlo per sé, non avrebbe problemi davvero a sfidare le più ricche economie mondiali. Non padania contro tutti, non hai capito niente. Padania che, come dovrebbe essere un paese normale, tutela i suoi cittadini tutti allo stesso modo, non maggiormente gli “ospiti”.

  3. Scritto da Alberto

    Perchè dare un bonus a due bambini formalmente non cittadini italiani?

    1. Scritto da andrea

      Perché essendo residente paga le tasse pur avendo differente cittadinanza, per dire.

      1. Scritto da Alberto

        Quindi se i genitori fossero due disoccupati italiani in affitto non dovrebbero ricevere il bonus bebè perchè non pagano tasse?